ROMA - Via libera all'archiviazione della pratica aperta al Consiglio superiore della magistratura (Csm) sul giudice di Cassazione, Antonio Esposito. Il Plenum del Csm ha archiviato con 17 voti favorevoli, due contrari e 5 astensioni, la pratica aperta nei confronti del presidente del collegio della sezione feriale della Suprema Corte Esposito per l'intervista rilasciata al quotidiano Il Mattino nei giorni successivi alla condanna di Silvio Berlusconi per frode fiscale, ma prima del deposito delle motivazioni della sentenza. Il primo agosto Esposito ha condannato l'ex premier nel processo sui diritti Mediaset.
AUDIO L'intervista del giudice Esposito
Si sono anche astenuti due togati di Magistratura indipendente e il presidente della Cassazione, Giorgio Santacroce "per ragioni di opportunità". Tra i favorevoli il vicepresidente del Csm, Michele Vietti.
Il Plenum di palazzo dei Marescialli ha deliberato "l'archiviazione della pratica" per l'applicazione della procedura di trasferimento per incompatibilità ambientale o funzionale "non essendovi provvedimenti di competenza da adottare e risultando già informati i titolari dell'azione disciplinare" pur ritenendo "che il comportamento in esame può integrare profili di natura disciplinare, deontologica e professionale, eventualmente da affrontarsi nelle sedi competenti".
Sulla vicenda i laici del Pdl al Csm si augurano che il procuratore generale della Cassazione Gianfranco Ciani intervenga. "Ci auguriamo che il Pg sciolga la riserva e faccia ciò che deve fare", hanno dichiarato Nicolò Zanon e Filiberto Palumbo, auspicando dunque l'avvio di un'azione disciplinare.
AUDIO L'intervista del giudice Esposito
Si sono anche astenuti due togati di Magistratura indipendente e il presidente della Cassazione, Giorgio Santacroce "per ragioni di opportunità". Tra i favorevoli il vicepresidente del Csm, Michele Vietti.
Il Plenum di palazzo dei Marescialli ha deliberato "l'archiviazione della pratica" per l'applicazione della procedura di trasferimento per incompatibilità ambientale o funzionale "non essendovi provvedimenti di competenza da adottare e risultando già informati i titolari dell'azione disciplinare" pur ritenendo "che il comportamento in esame può integrare profili di natura disciplinare, deontologica e professionale, eventualmente da affrontarsi nelle sedi competenti".
Sulla vicenda i laici del Pdl al Csm si augurano che il procuratore generale della Cassazione Gianfranco Ciani intervenga. "Ci auguriamo che il Pg sciolga la riserva e faccia ciò che deve fare", hanno dichiarato Nicolò Zanon e Filiberto Palumbo, auspicando dunque l'avvio di un'azione disciplinare.