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Cancellieri, Civati: "Il gruppo Pd voti sulla sfiducia. Anche Renzi vuole le dimissioni"

La mozione presentata dal M5S dopo lo scandalo delle telefonate con la famiglia Ligresti sarà discussa alla Camera mercoledì 20. La figlia Giulia in tv dispiaciuta per la Guardasigilli

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ROMA - La mozione di sfiducia presentata dal Movimento 5 Stelle  contro il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri sarà discussa mercoledì 20 alla Camera a partire dalle 10.30. Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo di Montecitorio che ha anticipato l'appuntamento inizialmente previsto per giovedì 21. Prima di quella data il Pd dovrà decidere, mettendo la scelta ai voti, quale linea tenere. Questa, almeno, è la richiesta avanzata oggi da Giuseppe Civati.

"Chiedo, per prima cosa, che il gruppo del Pd voti questa decisione al suo interno", ha scritto il candidato alla segreteria del Pd nel suo blog. "Siccome oltre a me anche Renzi ha fatto capire di volere le dimissioni del ministro, e siccome lui conta su una larga schiera di deputati (i 'suoi' e i fassiniani, i veltroniani, i lettiani, i franceschiniani che lo sostengono), è probabile che la decisione passi", ha assicurato. "Altrimenti ci troveremmo di fronte al solito equivoco", ha concluso.

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La lettura di Repubblica oggi, con le nuove intercettazioni tra Cancellieri e Antonino Ligresti, hanno dato nuovi argomenti a chi fin dal primo momento ha sostenuto la necessità di dimissioni del Guardasigilli. Per una discussione tra i deputati e un voto vincolante sono anche i renziani. "Si deve pronunciare il gruppo e si deve votare. Poi la decisione si rispetta", ha assicurato Ernesto Carbone, il deputato che per prima uscì allo scoperto chiedendo al ministro di lasciare il suo scranno. In difficoltà anche molti giovani deputati, entrati alla Camera con le primarie. Come Alessia Morani, una delle animatrici del gruppo dei 'non allineati' e ora schierata con Renzi. "Voto con il Pd, ma Cancellieri deve dimettersi", ha spiegato oggi.

Ma di là dall'ottimismo di Civati, non è affatto detto l'assemblea dei deputati decida la sfiducia, come ha dimostrato la vicenda dell'elezione di un nuovo membro dell'Agcom. I renziani hanno difeso con forza la candidatura di Antonio Sassano contro quella di Antonio Nicita, e ieri hanno preteso che si votasse tra i deputati. Alla fine ha avuto la meglio Nicita con una cinquantina di voti di scarto, segno che nonostante sia sempre più ampio il fronte pro-Renzi su alcune questioni non è ancora così compatto. Pare difficile, per esempio "i franceschiniani" citati da Civati possano votare la sfiducia con Dario Franceschini collega di governo di Cancellieri.

Resta fermo nella difesa della Guardasigilli anche Enrico Letta. Per Palazzo Chigi - riferiscono fonti dell'esecutivo - il caso è chiuso e valgono le parole pronunciate dala premier la settimana scorsa. Nel governo, però, crescono i timori per la mozione di sfiducia perché qualora il Pd dovesse cambiare linea, per il ministro si potrebbe aprire quella prospettiva sul 'dimezzamento' che la Cancellieri stessa vuole assolutamente scongiurare.

Su Change.org, continua la raccolta di firme per le dimissioni del ministro. Si può firmare a questo link.

Torna a parlare in pubblico Giulia Ligresti. Ospite di Bruno Vespa, la figlia dell'imprenditore siciliano ha ribadito: "Ho tentato più volte di chiedere una diminuzione dell'aumento di capitale, ma non è stato possibile", sottolineando che "l'aumento di capitale è stato deciso, in un momento di tempesta perfetta sui mercati, con lo spread sopra 500". Alla domanda di Vespa sull'intercettazione nella quale la Ligresti accusa Piergiorgio Peluso, figlio del ministro Annamaria Cancellieri e all'epoca direttore generale di Fonsai, di avere distrutto la società, Giulia Ligresti risponde che "le intercettazioni sono frammenti di dialoghi, con persone che magari non sono a conoscenza dei fatti e andrebbero inquadrate in un contesto più generale, ma sicuramente bisogna pensare a una soluzione diversa rispetto a un aumento di capitale così importante". Poi, riferendosi alle difficoltà del Guardasigilli, ha detto: "Mi dispiace moltissimo, mi dispiace comunque per le persone che in qualche modo mi sono state vicine che hanno cercato di aiutarmi in un momento per me di grandissima difficoltà".
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