ROMA - Il gruppo parlamentare del Movimento5Stelle al Senato ha formalizzato al presidente Grasso la richiesta di calendarizzare una mozione di sfiducia contro il viceministro alle Infrastrutture, Vincenzo de Luca. Lo ha fatto attraverso il senatore Andrea Cioffi, che in aula ha affermato: "Se è vero che a destra c'è puzza, c'è puzza anche a sinistra. C'è molta puzza qui dentro". Mentre, intorno a lui, si alzavano le urla e le proteste della maggioranza. Il motivo? De Luca risulta indagato dalla procura di Salerno per la vicenda 'Crescent'.
Con quest'ultima mossa, i 'grillini' ribadiscono la propria linea di contestazione a oltranza nei confronti del governo Letta. Nella giornata di ieri, infatti, anche i Cinquestelle di Palazzo Madama, sulla scia di quanto avvenuto alla Camera, avevano chiesto la calendarizzazione della mozione di sfiducia nei confronti del ministro della Giustizia Cancellieri, presentato il 5 novembre scorso e mai messo all'ordine del giorno.
"Abbiamo saputo - ha detto Cioffi durante il suo intervento - che il vice ministro delle infrastrutture risulta indagato per gravi fatti per i quali abbiamo anche presentato quattro interrogazioni parlamentari e sono state sporte 23 denunce alla procura della Repubblica, la quale solo adesso si è mossa".
Abuso d'ufficio, falso in atto pubblico e violazioni in materia urbanistica. Sono questi i reati contestati dai Carabinieri di Salerno a Vincenzo De Luca e a una trentina di persone tra assessori comunali, funzionari del comune di Salerno, della soprintendenza, oltre che ai responsabili delle imprese interessate alla costruzione del 'Crescent', l'ecomostro in corso di realizzazione sul lungomare della città campana, recentemente sequestrato.
De Luca, come risposta alle accuse, ha pubblicato sul suo sito personale e sul sito del Comune di Salerno l'avviso di garanzia "affinché tutti - si legge - possano rendersi conto di cosa si tratta" ma ha anche escluso categoricamente l'ipotesi dimissioni. "Dimettersi se indagati? In un paese nel quale le iniziative giudiziarie durano 15 anni e si concludono nel nulla? Sarebbe pazzia - ha precisato il viceministro - barbarie giudiziaria. Ci si dimette per condanne definitive. Sono disgustato dalla strategia della diffamazione".
Ma i 'grillini', sempre per bocca di Cioffi, alzano il tiro; perché De Luca è al centro anche di un'inchiesta politica: "Non voglio entrare nelle dinamiche di un partito - ha proseguito il senatore - ma mi pare di aver letto sui giornali che a Salerno sono state tesserate 12.000 persone al Partito democratico, mentre in provincia di Roma, che mi sembra più grande, 11.000. A Salerno il sindaco, in qualità di cittadino salernitano, è renziano, mentre in passato era bersaniano. Suggeritegli di mettersi d'accordo con il suo cervello per capire che cosa vuole fare, ma soprattutto cerchiamo di ritirare quelle deleghe".
Il riferimento è al caos dei presunti tesseramenti gonfiati nel Pd, in vista delle primarie per eleggere il nuovo segretario del partito. In difesa del viceministro era già intervenuto direttamente Matteo Renzi: "Se si dice che il sindaco De Luca è indagato per il tesseramento - ha detto durante un'intervista - bisogna avere il coraggio di dire che il tesseramento riguarda il 2012, ai tempi della segreteria di bersani e che non è indagato per quella vicenda lì".
Con quest'ultima mossa, i 'grillini' ribadiscono la propria linea di contestazione a oltranza nei confronti del governo Letta. Nella giornata di ieri, infatti, anche i Cinquestelle di Palazzo Madama, sulla scia di quanto avvenuto alla Camera, avevano chiesto la calendarizzazione della mozione di sfiducia nei confronti del ministro della Giustizia Cancellieri, presentato il 5 novembre scorso e mai messo all'ordine del giorno.
"Abbiamo saputo - ha detto Cioffi durante il suo intervento - che il vice ministro delle infrastrutture risulta indagato per gravi fatti per i quali abbiamo anche presentato quattro interrogazioni parlamentari e sono state sporte 23 denunce alla procura della Repubblica, la quale solo adesso si è mossa".
Abuso d'ufficio, falso in atto pubblico e violazioni in materia urbanistica. Sono questi i reati contestati dai Carabinieri di Salerno a Vincenzo De Luca e a una trentina di persone tra assessori comunali, funzionari del comune di Salerno, della soprintendenza, oltre che ai responsabili delle imprese interessate alla costruzione del 'Crescent', l'ecomostro in corso di realizzazione sul lungomare della città campana, recentemente sequestrato.
De Luca, come risposta alle accuse, ha pubblicato sul suo sito personale e sul sito del Comune di Salerno l'avviso di garanzia "affinché tutti - si legge - possano rendersi conto di cosa si tratta" ma ha anche escluso categoricamente l'ipotesi dimissioni. "Dimettersi se indagati? In un paese nel quale le iniziative giudiziarie durano 15 anni e si concludono nel nulla? Sarebbe pazzia - ha precisato il viceministro - barbarie giudiziaria. Ci si dimette per condanne definitive. Sono disgustato dalla strategia della diffamazione".
Ma i 'grillini', sempre per bocca di Cioffi, alzano il tiro; perché De Luca è al centro anche di un'inchiesta politica: "Non voglio entrare nelle dinamiche di un partito - ha proseguito il senatore - ma mi pare di aver letto sui giornali che a Salerno sono state tesserate 12.000 persone al Partito democratico, mentre in provincia di Roma, che mi sembra più grande, 11.000. A Salerno il sindaco, in qualità di cittadino salernitano, è renziano, mentre in passato era bersaniano. Suggeritegli di mettersi d'accordo con il suo cervello per capire che cosa vuole fare, ma soprattutto cerchiamo di ritirare quelle deleghe".
Il riferimento è al caos dei presunti tesseramenti gonfiati nel Pd, in vista delle primarie per eleggere il nuovo segretario del partito. In difesa del viceministro era già intervenuto direttamente Matteo Renzi: "Se si dice che il sindaco De Luca è indagato per il tesseramento - ha detto durante un'intervista - bisogna avere il coraggio di dire che il tesseramento riguarda il 2012, ai tempi della segreteria di bersani e che non è indagato per quella vicenda lì".