ROMA - "Essere definiti 'furbi' da chi ci chiede di allinearci a 'scelte necessarie' e poi disconoscere il sacrificio di quelle scelte, è inaccettabile. Ricordiamo soltanto che fino ad oggi la fiscalità locale è aumentata meno dell'enorme peso dei tagli che ci sono negli anni piombati addosso, e che la spending review i sindaci la praticano, da tempo, ogni mattina e molto prima di altri che l'hanno solo predicata". I sindaci delle principali città italiane intervengono così, con una lettera al Corsera, alle polemica aperte dal braccio di ferro in corso a Genova sulla privatizzazione dei trasporti pubblici e sul dissesto finanziario delle amministrazioni locali.
Piero Fassino, Sindaco di Torino e Presidente dell'Anci, Enzo Bianco, sindaco di Catania, Wladimiro Boccali, sindaco di Perugia, Luigi de Magistris, sindaco di Napoli, Ignazio Marino, sindaco di Roma, Virginio Merola, sindaco di Bologna e Giuliano Pisapia, sindaco di Milano spiegano: "Il governo ci dice oggi che vorrebbe garantire soltanto i trasferimenti dei gettiti Imu dell'anno scorso 'ma non quelli che derivano dagli aumenti decisi all'ultimo minuto per rimpinguare i bilanci'. Insomma - spiegano - ci si dice che quelle città che hanno aggiornato l'aliquota sulla prima casa, l'avrebbero fatto solo per spillare danaro allo Stato e, alla fin fine, ai cittadini contribuenti. Ma il governo dimentica di averci chiesto esplicitamente: a) di far slittare al 30 di novembre i bilanci di previsione 2013, in attesa di una complessiva riforma della fiscalità immobiliare; b) di attendere con fiducia la presentazione di un Dl (per il 15 di ottobre), nel quale sarebbe stata disciplinata l'abolizione della seconda rata dell'Imu".
"Non si è realizzato ad oggi - fanno notare ancora i primi cittadini - né il primo né il secondo degli impegni assunti solennemente da Palazzo Chigi. Nel frattempo i Comuni hanno dovuto far fronte a una gestione delle casse cittadine e alle crescenti tensioni sociali, senza avere alcuna certezza sulle reali risorse disponibili". Si tratta, sottolineano, "di un caos amministrativo e politico che ricade tutto sulla testa delle amministrazioni locali e sui cittadini".
Piero Fassino, Sindaco di Torino e Presidente dell'Anci, Enzo Bianco, sindaco di Catania, Wladimiro Boccali, sindaco di Perugia, Luigi de Magistris, sindaco di Napoli, Ignazio Marino, sindaco di Roma, Virginio Merola, sindaco di Bologna e Giuliano Pisapia, sindaco di Milano spiegano: "Il governo ci dice oggi che vorrebbe garantire soltanto i trasferimenti dei gettiti Imu dell'anno scorso 'ma non quelli che derivano dagli aumenti decisi all'ultimo minuto per rimpinguare i bilanci'. Insomma - spiegano - ci si dice che quelle città che hanno aggiornato l'aliquota sulla prima casa, l'avrebbero fatto solo per spillare danaro allo Stato e, alla fin fine, ai cittadini contribuenti. Ma il governo dimentica di averci chiesto esplicitamente: a) di far slittare al 30 di novembre i bilanci di previsione 2013, in attesa di una complessiva riforma della fiscalità immobiliare; b) di attendere con fiducia la presentazione di un Dl (per il 15 di ottobre), nel quale sarebbe stata disciplinata l'abolizione della seconda rata dell'Imu".
"Non si è realizzato ad oggi - fanno notare ancora i primi cittadini - né il primo né il secondo degli impegni assunti solennemente da Palazzo Chigi. Nel frattempo i Comuni hanno dovuto far fronte a una gestione delle casse cittadine e alle crescenti tensioni sociali, senza avere alcuna certezza sulle reali risorse disponibili". Si tratta, sottolineano, "di un caos amministrativo e politico che ricade tutto sulla testa delle amministrazioni locali e sui cittadini".