Politica

Femminicidio, Letta: "Norme da applicare bene". Boldrini: "Violenza costa 17 mld l'anno"

Migliaia le iniziative in tutta Italia in occasione della 'Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne'. L'appello della miss picchiata dal fidanzato: "Aprite la porta di casa e denunciate"

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ROMA - Un solo colore, il rosso, tinge l'Italia e il Campidoglio per dire 'no' alla violenza sulle donne. "Oggi giornata contro la violenza sulle donne; faremo con M.C. Guerra il punto sull'attuazione del nostro decreto sul femminicidio. Norme importanti da applicare bene", ha scritto il premier Enrico Letta su Twitter.
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"Occorre impegnarci con forza e insieme per sradicare ogni forma di sopraffazione e di sopruso attraverso le leggi, ma anche attraverso campagne di sensibilizzazione e azioni educative perché le violenze di genere non sono una questione di donne, ma una questione di civiltà", fa eco il vicepremier e ministro dell'Interno, Angelino Alfano, che ha sottolineato l'impegno delle forze dell'ordine e del ministero nella lotta contro la violenza alle donne. Questo forte impegno, ricorda Alfano, ha portato alla recente approvazione della legge contro le violenze di genere. "Oggi le donne italiane - afferma il ministro - sono più tutelate perché abbiamo lavorato per avere maggiori strumenti mirati a punire il reato e a prevenire il fenomeno. Questa tipologia di reato ha, infatti, un altissimo costo umano e sociale, nonché economico, come la ricerca, presentata nei giorni scorsi da Intervita Onlus, ha ampiamente dimostrato".

Anche la presidente della Camera, Laura Boldrini, ha ribadito la necessità di porre fine a questa emergenza: "Ogni anno in questo nostro Paese a causa delle violenze sulle donne si spendono 17 miliardi di euro tra assistenza medica psicologica, giudiziaria, mancato lavoro e il danno subito dalla donna. Non deve - ha aggiunto - mai essere accettato come una cosa normale e per evitarlo bisogna educare i propri figli al rispetto della differenza di genere tra coetanei".

Nessuna paura a denunciare, dice il ministro per l'Integrazione Cecile Kyenge: "Il governo vuole contrastare il fenomeno del femminicidio a partire proprio dalla prevenzione. La cosa importante è che non bisogna aver paura di denunciare".

L'appello della Miss. "Aprite la porta di casa e denunciate": è l'appello di Rosaria Aprea, la miss di Macerata Campania (Caserta) presa a calci dal suo ex compagno lo scorso 12 maggio, in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. Rosaria rimase in ospedale 19 giorni. Subì tre operazioni: le fu tolta la milza e ora non ha più l'ombelico. Al loro posto "una cicatrice ricordo di un amore malato che era stato più forte delle violenze fisiche e psicologiche".

Le iniziative. Sono migliaia le iniziative istituzionali e non, organizzate per sottolineare quella che è una vera e propria emergenza nazionale, con 128 donne già uccise dall'inizio dell'anno. "Impegniamoci contro la violenza sulle donne. Roma dice no!". Questo lo striscione che espongono tutti i municipi della capitale dove, alle 17, alla presenza del sindaco Ignazio Marino, Palazzo Senatorio, sede del Comune, si illuminerà di rosso, con proiezioni che raffigureranno una mano e la scritta "Stop violence against women". La scalinata del Campidoglio vedrà, inoltre, le centinaia di scarpe rosse portate dalle donne della Cgil in memoria di tutte quelle donne che, purtroppo, non le indossano più.

Sempre a Roma, il presidente del Consiglio e il vice ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Maria Cecilia Guerra, illustreranno in una conferenza stampa a Palazzo Chighi tutte le misure e le azioni adottate dal governo italiano per contrastare e prevenire questo grave fenomeno. E su tutti i siti del governo e dei ministeri è stato pubblicato un fiocco rosso.

La ricorrenza. L'Onu ha istituito nel 1999 la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, scegliendo il 25 novembre, data in cui, nel 1960, vennero brutalmente assassinate nella Repubblica dominicana le tre sorelle Mirabal, oppositrici del regime del dittatore Rafael Leonidas Trujillo.
 
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