Politica

Fonti Cassazione: firme insufficienti per referendum Giustizia. Radicali: controllo non concluso

Nessuno dei sei quesiti presentati dai Radicali, sostenuti dal Pdl, avrebbe raggiunto quota 500mila, necessaria per ottenere il via libera. Il Comitato promotore denuncia la fuga di notizie e precisa: le buste con le firme continuano ad arrivare. Pannella preannuncia il ricorso. La segretaria Rita Bernardini: "Tardiva la firma di Berlusconi"

2 minuti di lettura
ROMA - Da fonti della Cassazione filtra la notizia: nessuno dei sei quesiti sulla Giustizia, presentati a settembre dai Radicali, ha raggiunto il quorum delle 500 mila firme valide per ottenere il via libera.

Ma il Comitato Promotore dei Referendum contesta e precisa: "Avendo oggi alle ore 15.30 interpellato a tal proposito l'ufficio competente della Cassazione, ci è stato risposto che 'il conteggio delle firme non è stato ancora concluso'. Inoltre, il Comitato Promotore tiene a segnalare che, a distanza di sessanta giorni dalla scadenza stabilita dalla legge, continuano ad arrivare dai Comuni italiani buste contenenti numerose firme di sottoscrittori dei referendum, dodici delle quali nell'ultima settimana".

Marco Pannella, invece, preannuncia che il Comitato promotore "presenterà immediatamente un nostro, fiducioso ricorso se verranno confermate - con decisione ufficiale della Cassazione - le notizie di stampa di queste ore, sulla non validazione delle nostre sei richieste referendarie per 'insufficienza' del prescritto numero minimo di 500mila firme".

I quesiti erano stati presentati a settembre, quando i Radicali avevano parlato di 530mila firme raccolte e godevano anche del sostegno del Pdl. Silvio Berlusconi in persona, a fine agosto, aveva firmato in un gazebo dei Radicali non solo i sei quesiti sulla Giustizia, ma anche altri sei sui diritti civili, compreso quello sulla legalizzazione delle droghe leggere.

Secondo la fonte, ieri sera la Commissione per i referendum istituita dalla Suprema Corte ha ultimato l'inserimento informatico dei dati sulle firme valide per i sei quesiti depositati lo scorso settembre dai Radicali. Concluse le operazioni di controllo, nessun quesito avrebbe raggiunto il tetto delle 500 mila firme, previsto per legge, necessario per dare il via libera ai referendum.

I sei quesiti in materia di Giustizia riguardavano la responsabilità civile per i magistrati, la separazione delle carriere, l'abolizione dei fuori ruolo in magistratura e dell'ergastolo, e lo stop all'abuso di custodia cautelare in carcere. Secondo la fonte, il quesito più votato, 420 mila sottoscrizioni, è stato quello sulla responsabilità civile. Quello con il minor numero di sottoscrizioni valide, il quesito sull'abolizione dell'ergastolo, a quota 260 mila.

La Commissione per i referendum, presieduta da Corrado Carnevale in quanto magistrato con maggiore anzianità, si riunirà ancora lunedì prossimo, 2 dicembre, quando dovrà valutare cosa fare di altre firme, giunte dalla Calabria, depositate però oltre la scadenza dei termini. Queste ultime sottoscrizioni, viene fatto notare a piazza Cavour, proprio perché presentate oltre termine non sarebbero ammissibili e, comunque, il loro numero appare insufficiente per raggiungere il tetto delle 500 mila.

La segretaria di Radicali Italiani, Rita Bernardini, intervistata in diretta a Radio Radicale, parla di "ritardi non nostri" nella spedizione dei pacchi delle firme e di atteggiamento ostile della sinistra verso la campagna referendaria. Ma per "l'occasione sprecata" chiama in causa anche il Pdl, a partire dalla firma "tardiva" di Silvio Berlusconi.

"Sappiamo tutti - spiega Bernardini - che quel momento di pubblicità ha fatto affluire molti cittadini ai tavoli. Ma sappiamo che dall'allora Pdl c'è stato chi ha remato contro, qualcuno non ha raccolto affatto le firme, soprattutto nel nord Italia. Risposte, seppure non vicine alle promesse che erano state fatte, sono arrivate molto significative da Puglia, Campania e Calabria. E pensare che c'era chi, come Brunetta, diceva 'siamo noi che stiamo raccogliendo le firme', e prometteva che sarebbero state oltre i 5 milioni". "Certo - aggiunge la segretaria dei Radicali -, il gran numero di firme che ci è stato consegnato dal Pdl, comunque insufficiente, risentiva anche della scarsa capacità di questo movimento a raccogliere le firme secondo quanto prevede la legge".
I commenti dei lettori