ROMA - Momenti di tensione in aula a Montecitorio: i deputati del Movimento 5 Stelle hanno occupato i banchi del governo per protesta e costretto la presidente di turno, Marina Sereni, a sospendere la seduta. A scatenare le proteste del M5S è stata la decisione di invertire l'ordine dei lavori e passare subito all'esame del ddl di ratifica ed esecuzione dell'accordo tra la Repubblica di Albania, la Repubblica greca e la Repubblica italiana sul progetto 'Trans adriatic pipeline', stipulato ad Atene il 13 febbraio 2013 e dedicato alla costruzione del gasdotto transfrontaliero. Dopo un acceso scambio di battute con la presidenza, però, Alessandro Di Battista, Carlo Sibilia, Massimo Artini e Filippo Gallinella si sono diretti ai banchi del governo. Alcuni si sono seduti ai posti dei ministri, altri sui banchi. A quel punto è scattata l'occupazione. Inutili i richiami all'ordine lanciati dalla presidente.
L'occupazione dei banchi del governo da parte dei deputati del M5s è stato definito "un atto molto grave", dal presidente della Camera Laura Boldrini, che ha chiesto ai deputati questori di fare rapidamente una istruttoria sulla vicenda e poi riferire in Ufficio di presidenza per decidere su eventuali nuove sanzioni. Dopo la bagarre scoppiata in aula per l'occupazione dei banchi del governo, in serata i deputati M5s, in segno di protesta, decidono di abbandonare la conferenza dei capigruppo.
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Sull'occupazione dei banchi di governo sono scattate le polemiche tra maggioranza e opposizione. E come già avvenuto in passato con il caso del giovane dem Enzo Lattuca, anche stavolta i grillini denunciano sui social network l'aggressione fisica subita. Stavolta - sostengono - artefice dell'attacco sarebbe Pierdomenico Martino. Su Twitter sbotta il deputato grillino Manlio Di Stefano (che però sbaglia e scrive 'Martini').
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Di fatto, tutto è iniziato quando i deputati M5S si sono duramente opposti all'inversione dell'ordine del giorno determinato dall'accantonamento delle mozioni sulla dismissione del patrimonio immobiliare degli enti previdenziali per passare alla ratifica del Tap. "Non si può votare questo provvedimento in sessione di bilancio", ha detto il capogruppo M5S Alessio Villarosa. Ma il ministro per i Rapporti con il parlamento, Dario Franceschini, ha ammonito dicendo che qualora non si fosse arrivati alla ratifica, l'Italia sarebbe stata soggetta al pagamento di sanzioni. Il provvedimento è stato già approvato dal Senato e, nel dettaglio, è dedicato alla costituzione della società 'Trans adriatic pipeline Ag' per la realizzazione del gasdotto transfrontaliero, che appartiene alla società svizzera Axpo (42,5%), alla società norvegese Statoil (42,5%) e alla società tedesca E.On Ruhrgas (15%). Il punto di partenza dell'infrastruttura sarà situato in Grecia e il percorso si svilupperà lungo l'Albania per approdare in Italia. Il gasdotto sarà lungo 800 km circa, di cui 105 km offshore nel mar Adriatico, e trasporterà circa 10 miliardi di metri cubi all'anno. In futuro si prevede un ulteriore incremento - realizzabile senza dover sostituire o posare nuovi tubi - di 10 miliardi di metri cubi/anno.
Ma su Facebook il deputato M5S Alessandro Di Battista tuona: in aula "abbiamo chiesto il rispetto delle regole, della legge, del volere dei cittadini. Nulla! Abbiamo chiesto che venisse convocata la giunta per il regolamento. Nulla! Allora siamo scesi e abbiamo 'preso posto' nei banchi del governo. Un'azione legittima, nonviolenta, di disobbedienza civile. Tutti i deputati del M5S si sono seduti sui banchi del governo, abbiamo fatto le 'prove generali'. A quel punto - aggiunge - la presidente Sereni ha sospeso l'aula. Poi è scoppiata la bagarre: deputati del Pd, come squadristi di bassa categoria ci hanno insultato e aggredito, noi non abbiamo ceduto alle provocazioni dimostrando grande maturità. Il deputato, anzi 'l'onorevole' Pierdomenico Martino del Pd ha aggredito i colleghi Scagliusi e Sibilia, li ha spintonati e con una manata violenta ha strappato il cellulare di mano a Scagliusi (abbiamo il video e la rete non perdona, onorevole!). Odiano essere ripresi, odiano che si sappia quel che avviene nel palazzo".
L'occupazione dei banchi del governo da parte dei deputati del M5s è stato definito "un atto molto grave", dal presidente della Camera Laura Boldrini, che ha chiesto ai deputati questori di fare rapidamente una istruttoria sulla vicenda e poi riferire in Ufficio di presidenza per decidere su eventuali nuove sanzioni. Dopo la bagarre scoppiata in aula per l'occupazione dei banchi del governo, in serata i deputati M5s, in segno di protesta, decidono di abbandonare la conferenza dei capigruppo.
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Sull'occupazione dei banchi di governo sono scattate le polemiche tra maggioranza e opposizione. E come già avvenuto in passato con il caso del giovane dem Enzo Lattuca, anche stavolta i grillini denunciano sui social network l'aggressione fisica subita. Stavolta - sostengono - artefice dell'attacco sarebbe Pierdomenico Martino. Su Twitter sbotta il deputato grillino Manlio Di Stefano (che però sbaglia e scrive 'Martini').
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Di fatto, tutto è iniziato quando i deputati M5S si sono duramente opposti all'inversione dell'ordine del giorno determinato dall'accantonamento delle mozioni sulla dismissione del patrimonio immobiliare degli enti previdenziali per passare alla ratifica del Tap. "Non si può votare questo provvedimento in sessione di bilancio", ha detto il capogruppo M5S Alessio Villarosa. Ma il ministro per i Rapporti con il parlamento, Dario Franceschini, ha ammonito dicendo che qualora non si fosse arrivati alla ratifica, l'Italia sarebbe stata soggetta al pagamento di sanzioni. Il provvedimento è stato già approvato dal Senato e, nel dettaglio, è dedicato alla costituzione della società 'Trans adriatic pipeline Ag' per la realizzazione del gasdotto transfrontaliero, che appartiene alla società svizzera Axpo (42,5%), alla società norvegese Statoil (42,5%) e alla società tedesca E.On Ruhrgas (15%). Il punto di partenza dell'infrastruttura sarà situato in Grecia e il percorso si svilupperà lungo l'Albania per approdare in Italia. Il gasdotto sarà lungo 800 km circa, di cui 105 km offshore nel mar Adriatico, e trasporterà circa 10 miliardi di metri cubi all'anno. In futuro si prevede un ulteriore incremento - realizzabile senza dover sostituire o posare nuovi tubi - di 10 miliardi di metri cubi/anno.
Ma su Facebook il deputato M5S Alessandro Di Battista tuona: in aula "abbiamo chiesto il rispetto delle regole, della legge, del volere dei cittadini. Nulla! Abbiamo chiesto che venisse convocata la giunta per il regolamento. Nulla! Allora siamo scesi e abbiamo 'preso posto' nei banchi del governo. Un'azione legittima, nonviolenta, di disobbedienza civile. Tutti i deputati del M5S si sono seduti sui banchi del governo, abbiamo fatto le 'prove generali'. A quel punto - aggiunge - la presidente Sereni ha sospeso l'aula. Poi è scoppiata la bagarre: deputati del Pd, come squadristi di bassa categoria ci hanno insultato e aggredito, noi non abbiamo ceduto alle provocazioni dimostrando grande maturità. Il deputato, anzi 'l'onorevole' Pierdomenico Martino del Pd ha aggredito i colleghi Scagliusi e Sibilia, li ha spintonati e con una manata violenta ha strappato il cellulare di mano a Scagliusi (abbiamo il video e la rete non perdona, onorevole!). Odiano essere ripresi, odiano che si sappia quel che avviene nel palazzo".