ROMA - Il sonno della ragione (politica) genera mostri (elettorali). Una parafrasi del titolo del celebre quadro di Francisco Goya è forse il modo migliore per descrivere la stasi tutta italiana sulla legge elettorale. Perché la diatriba è infinita e il susseguirsi di nomi e concetti, che spesso si intrecciano e confondono, alla fine crea sistemi il cui funzionamento è dubbio - come si è appurato con il Porcellum di Calderoli cancellato dalla Consulta.
Per fare un po' di chiarezza, vale la pena di riepilogare come funzionano i due sistemi elettorali italiani che hanno segnato la storia della seconda repubblica, il Mattarellum nato dai referendum del 1993 e il Porcellum del 2005 ideato dal governo Berlusconi, per poi vedere come funziona il doppio turno alla francese che Letta e Renzi vorrebbero introdurre in Italia.
COME FUNZIONA IL PORCELLUM
Si tratta di un sistema proporzionale con liste bloccate. L'elettore cioè non può esprimere preferenze e i candidati vengono eletti secondo l'ordine di presentazione in base ai seggi ottenuti dalla singola lista.
Soglie di sbarramento. Alla Camera sono previste soglie di sbarramento su base nazionale: il 10% del totale dei voti validi per le coalizioni e il 2% per le liste che ne fanno parte; il 4% per le liste che si presentano al di fuori di una coalizione. All'interno della coalizione partecipa alla ripartizione dei seggi anche la lista che abbia conquistato più voti tra quelle che non hanno conseguito il 2% dei voti.
Al Senato le soglie di sbarramento operano su base regionale: 20 per cento per la coalizione che abbia al suo interno almeno una lista che abbia raggiunto il 3%; 8% per le singole liste; 8% per le liste che fanno parte di coalizioni che non hanno raggiunto il 20%. All'interno delle coalizioni partecipano al riparto dei seggi le liste che abbiano ottenuto almeno il 3%.
Premio di maggioranza. Alla coalizione di liste (o alla lista non coalizzata) più votata, qualora non abbia già conseguito almeno 340 seggi, è attribuito un premio di maggioranza tale da farle raggiungere il numero di seggi in questione. Anche per il Senato è previsto un premio di maggioranza volto ad assicurare almeno il 55 per cento dei seggi regionali alla coalizione (o alla lista) che abbia ottenuto più voti. Il meccanismo opera perciò su base regionale, con la conseguenza che può determinarsi una maggioranza diversa da quella formatasi alla Camera.
La Consulta ha bocciato la costituzionalità del Porcellum, cancellando sia il premio di maggioranza che l'esistenza delle liste bloccate.
COME FUNZIONA IL MATTARELLUM
E' un sistema misto, che prevede l'elezione del 75% dei parlamentari con collegi uninominale e il 25% con sistema proporzionale.
Alla Camera. Per la parte maggioritaria viene eletto il candidato che ottiene più voti. Nel proporzionale, dove non si esprime la preferenza, accedono alla suddivisione dei seggi le liste che hanno raggiunto la soglia di sbarramento del 4%.
Prima della ripartizione occorre però applicare il meccanismo dello scorporo, per cui alla lista vengono sottratti i voti ottenuti dal candidato ad essa collegato che ha vinto nel collegio.
Al Senato. I tre quarti dei seggi vengono assegnati col sistema maggioritario, in collegi uninominali, a maggioranza semplice e a turno unico, come alla Camera. Per il restante quarto dei seggi, si applica il metodo proporzionale ai gruppi di candidati collegati, all'interno dei quali vengono eletti i candidati sconfitti nell'uninominale meglio piazzati, una volta verificato il numero di posti spettanti in base ai voti ottenuti e applicato lo scorporo.
Anche con il Mattarellum è accaduto che si siano formate maggioranze diverse nei due rami del Parlamento, accadde proprio la prima volta che fu applicato nel 1994.
COME FUNZIONA IL DOPPIO TURNO ALLA FRANCESE
Si tratta di un sistema maggioritario che ricorda, in parte, il sistema elettorale dei sindaci italiani e in Francia viene utilizzato sia per l'elezione dei deputati che per la scelta del presidente della Repubblica. Il territorio è diviso in collegi uninominali (ovvero in ogni collegio viene eletto un solo candidato).
Viene eletto già al primo turno il candidato che ottenga la maggioranza assoluta dei voti, altrimenti - in Francia - accedono al secondo turno i candidati che hanno ottenuto almeno il 12,5% dei voti calcolati sugli aventi diritto (quindi si tratta di una percentuale decisamente più alta di voti ricevuti). Di fatto, in un sistema nettamente bipolare come quello francese, al secondo turno accedono solitamente due candidati. Per essere eletti al secondo turno basta la maggioranza semplice dei voti validi.
Il modello che sarebbe importato importato in Italia però avrebbe una differenza proprio sul passaggio al secondo turno: da noi dovrebbero passare solo i primi due candidati, a prescindere dalla soglia di voti ricevuti.
Questo sistema ha il pregio di garantire la riconoscibilità del candidato (ogni elettore sa chi è il proprio parlamentare, ovvero quello eletto nel proprio territorio) e favorisce il bipolarismo, pur potendo convivere - con risultati tutti da scoprire in termini di governabilità - anche in un sistema fondamentalmente tripolare come è il sistema politico italiano attuale.
Per fare un po' di chiarezza, vale la pena di riepilogare come funzionano i due sistemi elettorali italiani che hanno segnato la storia della seconda repubblica, il Mattarellum nato dai referendum del 1993 e il Porcellum del 2005 ideato dal governo Berlusconi, per poi vedere come funziona il doppio turno alla francese che Letta e Renzi vorrebbero introdurre in Italia.
COME FUNZIONA IL PORCELLUM
Si tratta di un sistema proporzionale con liste bloccate. L'elettore cioè non può esprimere preferenze e i candidati vengono eletti secondo l'ordine di presentazione in base ai seggi ottenuti dalla singola lista.
Soglie di sbarramento. Alla Camera sono previste soglie di sbarramento su base nazionale: il 10% del totale dei voti validi per le coalizioni e il 2% per le liste che ne fanno parte; il 4% per le liste che si presentano al di fuori di una coalizione. All'interno della coalizione partecipa alla ripartizione dei seggi anche la lista che abbia conquistato più voti tra quelle che non hanno conseguito il 2% dei voti.
Al Senato le soglie di sbarramento operano su base regionale: 20 per cento per la coalizione che abbia al suo interno almeno una lista che abbia raggiunto il 3%; 8% per le singole liste; 8% per le liste che fanno parte di coalizioni che non hanno raggiunto il 20%. All'interno delle coalizioni partecipano al riparto dei seggi le liste che abbiano ottenuto almeno il 3%.
Premio di maggioranza. Alla coalizione di liste (o alla lista non coalizzata) più votata, qualora non abbia già conseguito almeno 340 seggi, è attribuito un premio di maggioranza tale da farle raggiungere il numero di seggi in questione. Anche per il Senato è previsto un premio di maggioranza volto ad assicurare almeno il 55 per cento dei seggi regionali alla coalizione (o alla lista) che abbia ottenuto più voti. Il meccanismo opera perciò su base regionale, con la conseguenza che può determinarsi una maggioranza diversa da quella formatasi alla Camera.
La Consulta ha bocciato la costituzionalità del Porcellum, cancellando sia il premio di maggioranza che l'esistenza delle liste bloccate.
COME FUNZIONA IL MATTARELLUM
E' un sistema misto, che prevede l'elezione del 75% dei parlamentari con collegi uninominale e il 25% con sistema proporzionale.
Alla Camera. Per la parte maggioritaria viene eletto il candidato che ottiene più voti. Nel proporzionale, dove non si esprime la preferenza, accedono alla suddivisione dei seggi le liste che hanno raggiunto la soglia di sbarramento del 4%.
Prima della ripartizione occorre però applicare il meccanismo dello scorporo, per cui alla lista vengono sottratti i voti ottenuti dal candidato ad essa collegato che ha vinto nel collegio.
Al Senato. I tre quarti dei seggi vengono assegnati col sistema maggioritario, in collegi uninominali, a maggioranza semplice e a turno unico, come alla Camera. Per il restante quarto dei seggi, si applica il metodo proporzionale ai gruppi di candidati collegati, all'interno dei quali vengono eletti i candidati sconfitti nell'uninominale meglio piazzati, una volta verificato il numero di posti spettanti in base ai voti ottenuti e applicato lo scorporo.
Anche con il Mattarellum è accaduto che si siano formate maggioranze diverse nei due rami del Parlamento, accadde proprio la prima volta che fu applicato nel 1994.
COME FUNZIONA IL DOPPIO TURNO ALLA FRANCESE
Si tratta di un sistema maggioritario che ricorda, in parte, il sistema elettorale dei sindaci italiani e in Francia viene utilizzato sia per l'elezione dei deputati che per la scelta del presidente della Repubblica. Il territorio è diviso in collegi uninominali (ovvero in ogni collegio viene eletto un solo candidato).
Viene eletto già al primo turno il candidato che ottenga la maggioranza assoluta dei voti, altrimenti - in Francia - accedono al secondo turno i candidati che hanno ottenuto almeno il 12,5% dei voti calcolati sugli aventi diritto (quindi si tratta di una percentuale decisamente più alta di voti ricevuti). Di fatto, in un sistema nettamente bipolare come quello francese, al secondo turno accedono solitamente due candidati. Per essere eletti al secondo turno basta la maggioranza semplice dei voti validi.
Il modello che sarebbe importato importato in Italia però avrebbe una differenza proprio sul passaggio al secondo turno: da noi dovrebbero passare solo i primi due candidati, a prescindere dalla soglia di voti ricevuti.
Questo sistema ha il pregio di garantire la riconoscibilità del candidato (ogni elettore sa chi è il proprio parlamentare, ovvero quello eletto nel proprio territorio) e favorisce il bipolarismo, pur potendo convivere - con risultati tutti da scoprire in termini di governabilità - anche in un sistema fondamentalmente tripolare come è il sistema politico italiano attuale.