Politica

"Ora si torni subito al voto"

Parla Danilo Toninelli il deputato che si occupa di legge elettorale per il Movimento 5 Stelle. "Questo Parlamento è illegittimo"
di MATTEO PUCCIARELLI

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"E ORA si deve tornare a votare, subito", dice Danilo Toninelli, il deputato del M5S che si occupa di legge elettorale per il movimento.

Si aspettava questa decisione della Corte Costituzionale?
"Ero convinto che la Corte costituzionale si esprimesse nel merito, questo sì. Non pensavo però si arrivasse a un pronunciamento del genere. Però è una bella notizia. Noi avevamo sempre detto che questa legge era incostituzionale".

Anche se Beppe Grillo voleva tornare al voto con il Porcellum però.
"Lo diceva perché centrosinistra e centrodestra si stavano mettendo d'accordo per una porcata anche peggiore, un super presidenzialismo peggiorativo. Era la scelta di un male minore".

Però passò un altro messaggio, o no?
"Magari sì. Ma abbiamo depositato una proposta di legge alternativa, se Grillo avesse voluto davvero il Porcellum mica lo avremmo fatto".

Adesso cosa succede?
"C'è un Parlamento illegittimo, è chiaro. Al M5S mancano 61 deputati e 41 senatori all'appello, distribuiti illegittimamente col premio di maggioranza non costituzionale. Quindi si deve tornare a votare subito".

E se la Consulta dice di cambiare prima la legge elettorale?
"Ma un Parlamento eletto su basi non costituzionali come fa a varare una nuova legge? È una contraddizione in termini. Allora meglio subito elezioni con il Mattarellum e via con la nuova legge elaborata da un altro Parlamento. Oppure si torna al voto con il Porcellum depurato dal premio illegittimo e con le preferenze. Ma la sostanza è una: tornare alle urne".

A voi piace di più il proporzionale o il maggioritario?
"La nostra proposta è un proporzionale corretto, capace di garantire un minimo di governabilità. Siamo convinti che occorra ridare centralità a chi ha in mano l'iniziativa legislativa, cioè le due Camere. Meno governo e più Parlamento. Con i collegi piccoli e le preferenze, il parlamentare torna a contare qualcosa. E a rendere conto di quel che fa ai cittadini".
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