ROMA - Il premier Enrico Letta ai suoi l'avrebbe già detto: bisogna dare una risposta forte alla deriva "delegittimazionista" dei grillini e dei berlusconiani. Ma il nuovo fronte su cui Beppe Grillo parte subito all'attacco è quello legato alla convalida dei parlamentari eletti con il premio di maggioranza. E così, dopo aver aperto la 'caccia' ai giornalisti 'cattivi', dal proprio blog torna a tuonare: "In parlamento siedono 150 abusivi eletti grazie al premio di maggioranza del Porcellum. Gi abusivi sono di Pd, Sel, Centro democratico e Svp". A ruota, Grillo pubblica la lista dei nomi: tra gli altri, anche il renziano Roberto Giachetti (che contro il Porcellum aveva pure intrapreso uno sciopero della fame), la prodiana Sandra Zampa, Bruno Tabacci per Cd, Ivan Scalfarotto, Ermete Realacci e Sandro Gozi.
"La loro elezione - prosegue - non è mai stata convalidata e, in seguito alla pronuncia della Consulta che dichiara incostituzionale il premio di maggioranza, non può più esserlo". Ma ancora: "Questi signori non devono più entrare in parlamento: non hanno alcuna legittimità popolare né istituzionale. Devono essere fermati all'ingresso di Montecitorio. Senza di loro il governo di 'capitan Findus' Letta e di Napolitano non esiste più. Bisogna andare al voto al più presto".
Tuttavia, la tesi secondo cui, dopo la bocciatura del Porcellum, il parlamento italiano sarebbe "delegittimato", secondo l'ex presidente della Camera, Gianfranco Fini, "è una forzatura dialettica priva di senso". Per il leader di Fli "il parlamento non è delegittimato, ma oggi ha l'imperativo, non soltanto politico, di mettere in piedi una nuova legge elettorale". Del resto, osserva, "la stessa Consulta dice che il parlamento deve fare la legge. Se fosse stata dell'idea che il parlamento è delegittimato, questo passaggio non l'avrebbe messo".
E contro Grillo spara Nichi Vendola. "Quante analogie di stile e di cultura politica tra Grillo e Berlusconi - dice il leader di Sel - Entrambi innamorati del Porcellum, entrambi insofferenti nei confronti delle Istituzioni della democrazia, entrambi riottosi nei confronti della libertà dei giornalisti. Credo che bisognerebbe riflettere molto sul grillismo di Berlusconi e sul berlusconismo di Beppe Grillo".
Ma è Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, a insistere: "Costitutionellum: si chiamerebbe così la legge elettorale che, se non si cambia alle Camere, sancirà il ritorno al proporzionale puro, malato come la Prima Repubblica. Noi, sia chiaro, siamo per il bipolarismo, che esige il maggioritario. Letta, Alfano, e compagnia governativa vogliono il proporzionale puro e il ritorno alla Prima Repubblica, con contorno di finte riforme costituzionali. Berlusconi, Renzi e Grillo vogliono invece che venga mantenuto un sistema bipolare, con relativa legge elettorale maggioritaria"
"La loro elezione - prosegue - non è mai stata convalidata e, in seguito alla pronuncia della Consulta che dichiara incostituzionale il premio di maggioranza, non può più esserlo". Ma ancora: "Questi signori non devono più entrare in parlamento: non hanno alcuna legittimità popolare né istituzionale. Devono essere fermati all'ingresso di Montecitorio. Senza di loro il governo di 'capitan Findus' Letta e di Napolitano non esiste più. Bisogna andare al voto al più presto".
Tuttavia, la tesi secondo cui, dopo la bocciatura del Porcellum, il parlamento italiano sarebbe "delegittimato", secondo l'ex presidente della Camera, Gianfranco Fini, "è una forzatura dialettica priva di senso". Per il leader di Fli "il parlamento non è delegittimato, ma oggi ha l'imperativo, non soltanto politico, di mettere in piedi una nuova legge elettorale". Del resto, osserva, "la stessa Consulta dice che il parlamento deve fare la legge. Se fosse stata dell'idea che il parlamento è delegittimato, questo passaggio non l'avrebbe messo".
E contro Grillo spara Nichi Vendola. "Quante analogie di stile e di cultura politica tra Grillo e Berlusconi - dice il leader di Sel - Entrambi innamorati del Porcellum, entrambi insofferenti nei confronti delle Istituzioni della democrazia, entrambi riottosi nei confronti della libertà dei giornalisti. Credo che bisognerebbe riflettere molto sul grillismo di Berlusconi e sul berlusconismo di Beppe Grillo".
Ma è Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, a insistere: "Costitutionellum: si chiamerebbe così la legge elettorale che, se non si cambia alle Camere, sancirà il ritorno al proporzionale puro, malato come la Prima Repubblica. Noi, sia chiaro, siamo per il bipolarismo, che esige il maggioritario. Letta, Alfano, e compagnia governativa vogliono il proporzionale puro e il ritorno alla Prima Repubblica, con contorno di finte riforme costituzionali. Berlusconi, Renzi e Grillo vogliono invece che venga mantenuto un sistema bipolare, con relativa legge elettorale maggioritaria"