BERLINO - "Le primarie nel Pd? Ogni partito democratico deve scegliere le sue vie di consultazione interna, di partecipazione della base, ciò è positivo. Quanto al risultato, non temo il vincitore ma spero che non spinga per elezioni anticipate. La stabilità italiana è decisiva, e i pericolosi giocatori d'azzardo Berlusconi e Grillo la minacciano". Così Elmar Brock, eurodeputato, uomo-chiave e di fatto rappresentante ufficioso di Angela Merkel a Bruxelles presso Parlamento e altre istituzioni europee commenta la vittoria di Matteo Renzi. Lo abbiamo intervistato a margine del minicongresso-lampo straordinario in cui la Cancelliera ha illustrato ai suoi l'accordo di Grande coalizione con la Spd.
Onorevole Brock, che ne dice delle primarie nel Pd e della vittoria di Renzi?
"La mia unica riserva su di lui è che mi sembra favorevole a nuove elezioni anticipate. Secondo noi la cosa decisiva è che il governo Letta continui ad avere e mostrare all'Europa la garanzia della stabilità. Così come i tentativi di Berlusconi di avere nuove elezioni erano sbagliati e rischiosi per l'Italia e l'Europa, anche richieste di elezioni anticipate dall'altra parte dello schieramento politico sarebbero un errore".
Cioè sarebbero pericolose per l'Eurozona e la Ue in generale?
"Sarebbe molto pericoloso per il processo di risanamento in generale in atto nell'eurozona, e credo che adesso sia importante che infine si lavori con la stabilità, dopo che con coraggio il vicepremier Alfano ha garantito al presidente del Consiglio una maggioranza stabile. Anche l'altra parte dovrebbe non abusare della situazione bensì garantire allo stesso modo la stabilità".
E' ottimista o pessimista in questo senso?
"Io spero che le ambizioni di leadership di partito non vengano considerate altrettanto importanti quanto la stabilità dell'Italia per farla uscire dalla crisi in pace, e insieme al resto dell'Europa".
Irlanda, Portogallo, Spagna sembrano più avanti dell'Italia nel recupero, non è deludente per voi considerando la forza dell'Italia come potenza industriale?
"Non esprimo delusione, ma dico che occorre anche una maggiore forza della politica, dei partiti, delle istituzioni, e una politica più forte è minacciata se dopo le fallite manovre di Berlusconi ne arrivano altre: allora sarà ben difficile lanciare le riforme".
Berlusconi e Grillo in Italia, Marine Le Pen in Francia, tanti altri in Europa purtroppo: quanto sono pericolosi i populisti per la democrazia?
"I vari populisti sono molto diversi tra loro, è difficile far d'ogni erba un fascio. Ma una cosa è certa: le crisi producono sempre populisti. La questione del rischio si pone sempre se i partiti di centrodestra o centrosinistra non sono uniti al loro interno. Guardi alle divisioni della Ump francese, simili guerre interne rafforzano solo personaggi come Le Pen, s'immagini quella signora un giorno presidente con la valigetta nera dei codici delle 300 atomiche francesi. Per questo principio costitutivo sarebbe importante per l'Europa che anche in Italia l'attuale maggioranza di governo lavorasse strettamente insieme fianco a fianco per risolvere i problemi e non si abbandoni a conflitti interni che alla fine aiuterebbero solo populisti come Grillo".
Berlusconi ipotizza anche suoi compromessi con Grillo, secondo voi quei due quanto sono pericolosi per l'Eurozona?
"Credo che in questa stagione della crisi non si dovrebbero lasciare i Paesi in mano ai giocatori d'azzardo bensì agli uomini di Stato".
Passiamo all'Ucraina, dove lei è appena stato: finalmente la Germania parla chiaro e forte con Yanukovich e anche con Mosca, per Klitschko e i democratici, e il presidente Gauck non andrà alle olimpiadi di Sochi. Finalmente abbiamo una Germania che fa una vera politica di valori democratici in nome dell'Europa, davanti all'assertività aggressiva e autoritaria di Putin?
"Non è nuovo, la cancelliera con Putin ha sempre parlato in pubblico per i diritti umani, appoggiamo Timoshenko e Klitschko. In questo momento caldo è stata più espressa ancora più chiaramente. Sono tornato ieri dall'Ucraina, ho appena parlato con Klitschko. Le preoccupazioni sono forti: mentre si tengono negoziati vengono usati i bulldozer contro le barricate per affrontare i manifestanti democratici con la violenza. Ho parlato con Klitschko un quarto d'ora fa".
Quanto è forte il pericolo di provocazioni contro i democratici, di una guerra civile, di ingerenze della Russia di Putin?
"Il grande vicino s'ingerisce e subito dopo il governo reagisce alle proteste con la violenza. Spero non finisca in guerra civile, spero ancora che prevalga la moderazione. Ma dopo le ultime informazioni, di un quarto d'ora fa, le mie speranze non sono più così grandi".
Onorevole Brock, che ne dice delle primarie nel Pd e della vittoria di Renzi?
"La mia unica riserva su di lui è che mi sembra favorevole a nuove elezioni anticipate. Secondo noi la cosa decisiva è che il governo Letta continui ad avere e mostrare all'Europa la garanzia della stabilità. Così come i tentativi di Berlusconi di avere nuove elezioni erano sbagliati e rischiosi per l'Italia e l'Europa, anche richieste di elezioni anticipate dall'altra parte dello schieramento politico sarebbero un errore".
Cioè sarebbero pericolose per l'Eurozona e la Ue in generale?
"Sarebbe molto pericoloso per il processo di risanamento in generale in atto nell'eurozona, e credo che adesso sia importante che infine si lavori con la stabilità, dopo che con coraggio il vicepremier Alfano ha garantito al presidente del Consiglio una maggioranza stabile. Anche l'altra parte dovrebbe non abusare della situazione bensì garantire allo stesso modo la stabilità".
E' ottimista o pessimista in questo senso?
"Io spero che le ambizioni di leadership di partito non vengano considerate altrettanto importanti quanto la stabilità dell'Italia per farla uscire dalla crisi in pace, e insieme al resto dell'Europa".
Irlanda, Portogallo, Spagna sembrano più avanti dell'Italia nel recupero, non è deludente per voi considerando la forza dell'Italia come potenza industriale?
"Non esprimo delusione, ma dico che occorre anche una maggiore forza della politica, dei partiti, delle istituzioni, e una politica più forte è minacciata se dopo le fallite manovre di Berlusconi ne arrivano altre: allora sarà ben difficile lanciare le riforme".
Berlusconi e Grillo in Italia, Marine Le Pen in Francia, tanti altri in Europa purtroppo: quanto sono pericolosi i populisti per la democrazia?
"I vari populisti sono molto diversi tra loro, è difficile far d'ogni erba un fascio. Ma una cosa è certa: le crisi producono sempre populisti. La questione del rischio si pone sempre se i partiti di centrodestra o centrosinistra non sono uniti al loro interno. Guardi alle divisioni della Ump francese, simili guerre interne rafforzano solo personaggi come Le Pen, s'immagini quella signora un giorno presidente con la valigetta nera dei codici delle 300 atomiche francesi. Per questo principio costitutivo sarebbe importante per l'Europa che anche in Italia l'attuale maggioranza di governo lavorasse strettamente insieme fianco a fianco per risolvere i problemi e non si abbandoni a conflitti interni che alla fine aiuterebbero solo populisti come Grillo".
Berlusconi ipotizza anche suoi compromessi con Grillo, secondo voi quei due quanto sono pericolosi per l'Eurozona?
"Credo che in questa stagione della crisi non si dovrebbero lasciare i Paesi in mano ai giocatori d'azzardo bensì agli uomini di Stato".
Passiamo all'Ucraina, dove lei è appena stato: finalmente la Germania parla chiaro e forte con Yanukovich e anche con Mosca, per Klitschko e i democratici, e il presidente Gauck non andrà alle olimpiadi di Sochi. Finalmente abbiamo una Germania che fa una vera politica di valori democratici in nome dell'Europa, davanti all'assertività aggressiva e autoritaria di Putin?
"Non è nuovo, la cancelliera con Putin ha sempre parlato in pubblico per i diritti umani, appoggiamo Timoshenko e Klitschko. In questo momento caldo è stata più espressa ancora più chiaramente. Sono tornato ieri dall'Ucraina, ho appena parlato con Klitschko. Le preoccupazioni sono forti: mentre si tengono negoziati vengono usati i bulldozer contro le barricate per affrontare i manifestanti democratici con la violenza. Ho parlato con Klitschko un quarto d'ora fa".
Quanto è forte il pericolo di provocazioni contro i democratici, di una guerra civile, di ingerenze della Russia di Putin?
"Il grande vicino s'ingerisce e subito dopo il governo reagisce alle proteste con la violenza. Spero non finisca in guerra civile, spero ancora che prevalga la moderazione. Ma dopo le ultime informazioni, di un quarto d'ora fa, le mie speranze non sono più così grandi".