ROMA - "Inutile girarci attorno: per noi il finanziamento pubblico va abolito. Del tutto e subito. Punto". Il capogruppo del Movimento cinque stelle della Camera Alessio Villarosa è netto. Non approva la mossa del governo e boccia il decreto di Enrico Letta. Ecco perché.
Presidente Villarosa, voterete a favore del decreto?
"No. A gennaio, alla ripresa dei lavori, proporremo che tutti i partiti restituiscano il finanziamento. A partire dal 2014. Basta mandare una lettera e rifiutare i soldi. Questo decreto è l'ennesimo escamotage per finanziare con i soldi pubblici i partiti. Che, ricordo, è stato abolito già nel 1993".
In realtà, dal 2017 i cittadini potranno destinare il 2 per mille ai partiti. Non va bene neanche così?
"Sono comunque soldi pagati dai cittadini con le tasse. Così lo Stato non incassa il due per mille e destina risorse ai partiti".
Ma si tratterà di una scelta, non di un obbligo.
"Quando paghi le tasse, cosa ti cambia nel barrare una casella? Non ti costa nulla, magari ci sono tanti cittadini affezionati a un partito e sarà facile barrare quella casella. Ma quei soldi spettano allo Stato, servono a fare cassa. E poi mi lasci dire un'altra cosa: le agevolazioni alle scuole di partito non sono un mancato gettito? Sempre di finanziamento ai partiti si tratta".
Ma non rischiate di apparire come quelli che dicono sempre no? Non è comunque un passo in avanti?
"No, perché ci stanno prendendo in giro. E i cittadini, sfiduciati dalla politica, ormai lo sanno".
E le famiglie dei dipendenti? Per cambiare regime può essere utile partire dal 2017...
"Senta, lo Stato ha lasciato in mezzo alla strada 50 mila esodati. Ora ci preoccupiamo di mille persone? È importante che abbiano la cassa integrazione, ma quei novanta milioni destinati alle forze politiche servirebbero ad almeno altri duemila cittadini lasciati per strada. E poi i partiti sono libere associazioni, dove c'è scritto che devono avere una struttura con dipendenti?".
In Europa funziona così. Voi cosa proponete?
"Noi siamo favorevoli al finanziamento dei privati. Con tetti molto bassi, intorno ai cinquemila euro".
Presidente Villarosa, voterete a favore del decreto?
"No. A gennaio, alla ripresa dei lavori, proporremo che tutti i partiti restituiscano il finanziamento. A partire dal 2014. Basta mandare una lettera e rifiutare i soldi. Questo decreto è l'ennesimo escamotage per finanziare con i soldi pubblici i partiti. Che, ricordo, è stato abolito già nel 1993".
In realtà, dal 2017 i cittadini potranno destinare il 2 per mille ai partiti. Non va bene neanche così?
"Sono comunque soldi pagati dai cittadini con le tasse. Così lo Stato non incassa il due per mille e destina risorse ai partiti".
Ma si tratterà di una scelta, non di un obbligo.
"Quando paghi le tasse, cosa ti cambia nel barrare una casella? Non ti costa nulla, magari ci sono tanti cittadini affezionati a un partito e sarà facile barrare quella casella. Ma quei soldi spettano allo Stato, servono a fare cassa. E poi mi lasci dire un'altra cosa: le agevolazioni alle scuole di partito non sono un mancato gettito? Sempre di finanziamento ai partiti si tratta".
Ma non rischiate di apparire come quelli che dicono sempre no? Non è comunque un passo in avanti?
"No, perché ci stanno prendendo in giro. E i cittadini, sfiduciati dalla politica, ormai lo sanno".
E le famiglie dei dipendenti? Per cambiare regime può essere utile partire dal 2017...
"Senta, lo Stato ha lasciato in mezzo alla strada 50 mila esodati. Ora ci preoccupiamo di mille persone? È importante che abbiano la cassa integrazione, ma quei novanta milioni destinati alle forze politiche servirebbero ad almeno altri duemila cittadini lasciati per strada. E poi i partiti sono libere associazioni, dove c'è scritto che devono avere una struttura con dipendenti?".
In Europa funziona così. Voi cosa proponete?
"Noi siamo favorevoli al finanziamento dei privati. Con tetti molto bassi, intorno ai cinquemila euro".