CITTA' DEL VATICANO - "Affondare il bisturi sull'abolizione del finanziamento pubblico dei partiti e, in particolare, là dove non c'è trasparenza" sulle somme già incassate dalle stesse formazioni politiche sia a livello nazionale che regionale . E' quasi una "benedizione" vescovile quella della Cei all'annunciata decisione del governo Letta di cancellare il finanziamento pubblico dei partiti e di far luce su quanto finora la partitocrazia ha speso per mantenersi. A suggerire oggi anche l'uso del "bisturi" in materia di riduzione dei costi della politica è, infatti, il Sir, l'agenzia di informazione della Cei (Conferenza episcopale italiana) diretta da Domenico Delle Foglie.
In un editoriale dedicato alla situazione politica del Paese, l'agenzia approva il ricorso al decreto voluto dal Governo per accelerare il taglio dei costi dei partiti, parlando di "segnale positivo", avvertendo però che "bisogna fare presto perché la pazienza dell'opinione pubblica è già finita", che "non pochi remano contro" e che "occorre evitare la coazione a non agire''. E' certo, puntualizza il Sir, ''che i partiti servono, che servono partiti democraticamente strutturati, forti, rappresentativi, radicati, ma anche aperti e dunque controllabili dai cittadini. In ogni caso l'accelerazione è un fatto positivo, in un momento politico formalmente di grande stabilita', dopo la rinnovata fiducia al governo Letta, in conseguenza del passaggio all'opposizione di Forza Italia, ma sostanzialmente di continua fibrillazione, che rende accidentati i percorsi e le prospettive''.
Non è la prima volta - negli ultimi giorni - che il Sir fa sentire la voce dell'episcopato nei confronti della politica italiana. E sempre con stimoli, critiche e suggerimenti. Sull'avvento nella scena politica di Matteo Renzi (Pd), Angelico Alfano (Ncd e Matteo Salvini (Lega) ha, infatti, parlato dell'arrivo di "Tre tenori sulla scena, ma per cambiare musica". "Tre figli degli anni Settanta" nelle cui mani "c'è sicuramente grande fetta del nostro futuro", definendo non a caso Silvio Berlusconi (Forza Italia), Umberto Bossi (Lega) e Beppe Grillo (M5S) "baritoni sfiatati che faranno sentire la loro voce con parole insultati e sfasciste". Quanto ad Alfano, il Sir in un'altra nota politica si chiede se "veramente è nato un nuovo centro destra, moderato e repubblicano in grado di garantire la stabilità". E come banco di prova indica "la partita delle riforme a partire da una nuova legge elettorale"che cancelli il Porcellum.
Senza mezzi termini, comunque, è l'invito ad usare il bisturi per tagliare i costi della politica. ''Nel merito del finanziamento pubblico, sotto la speciosa formula del rimborso elettorale - denunziano i vescovi -, non è che una delle modalità del trasferimento di risorse alle forze politiche. Che forse non è ingentissimo in termini assoluti, ma lo è assai nella percezione dell'italiano medio''. Un "sistema" che per il Sir non è più tollerabile. ''Scandali e malversazioni, infatti, - ricorda l'agenzia episcopale - sono scoppiati a proposito dell'uso truffaldino delle eccessive risorse messe a disposizione, in particolare, dalle Regioni, senza alcun controllo. E qui bisogna affondare il bisturi. Ma proprio qui - continua il Servizio informazione religiosa - è difficile agire, nella grande selva delle autonomie, che nascondono privilegi e rendite di posizione difficili da scalfire perché protetti da una rete normativa intricata e opaca. Ecco, allora, la contraddizione. Bisogna fare presto, perché la pazienza dell'opinione pubblica è già finita, ma per fare bene occorre avere una visione sistemica. Così si rischia di rimanere in mezzo al guado. Perché non pochi remano contro. Ovviamente c'è chi intende salvaguardare privilegi o comunque tutelare redditi, rendite e vitalizi, ormai inaccettabili''. Ma c'è anche ''chi - è l'allarme del Sir - ha interesse a invelenire la situazione, per trarre dividendi elettorali dall'indignazione crescente dei cittadini. E' la tipica spirale della decadenza italiana - sottolinea ancora il Sir - la coazione a non agire per avvitarsi nelle polemiche intestine. Si tratta di una malattia che periodicamente ci paralizza. Siccome la conosciamo bene, si possono assumere gli anticorpi per sconfiggerla. Presto''.
In un editoriale dedicato alla situazione politica del Paese, l'agenzia approva il ricorso al decreto voluto dal Governo per accelerare il taglio dei costi dei partiti, parlando di "segnale positivo", avvertendo però che "bisogna fare presto perché la pazienza dell'opinione pubblica è già finita", che "non pochi remano contro" e che "occorre evitare la coazione a non agire''. E' certo, puntualizza il Sir, ''che i partiti servono, che servono partiti democraticamente strutturati, forti, rappresentativi, radicati, ma anche aperti e dunque controllabili dai cittadini. In ogni caso l'accelerazione è un fatto positivo, in un momento politico formalmente di grande stabilita', dopo la rinnovata fiducia al governo Letta, in conseguenza del passaggio all'opposizione di Forza Italia, ma sostanzialmente di continua fibrillazione, che rende accidentati i percorsi e le prospettive''.
Non è la prima volta - negli ultimi giorni - che il Sir fa sentire la voce dell'episcopato nei confronti della politica italiana. E sempre con stimoli, critiche e suggerimenti. Sull'avvento nella scena politica di Matteo Renzi (Pd), Angelico Alfano (Ncd e Matteo Salvini (Lega) ha, infatti, parlato dell'arrivo di "Tre tenori sulla scena, ma per cambiare musica". "Tre figli degli anni Settanta" nelle cui mani "c'è sicuramente grande fetta del nostro futuro", definendo non a caso Silvio Berlusconi (Forza Italia), Umberto Bossi (Lega) e Beppe Grillo (M5S) "baritoni sfiatati che faranno sentire la loro voce con parole insultati e sfasciste". Quanto ad Alfano, il Sir in un'altra nota politica si chiede se "veramente è nato un nuovo centro destra, moderato e repubblicano in grado di garantire la stabilità". E come banco di prova indica "la partita delle riforme a partire da una nuova legge elettorale"che cancelli il Porcellum.
Senza mezzi termini, comunque, è l'invito ad usare il bisturi per tagliare i costi della politica. ''Nel merito del finanziamento pubblico, sotto la speciosa formula del rimborso elettorale - denunziano i vescovi -, non è che una delle modalità del trasferimento di risorse alle forze politiche. Che forse non è ingentissimo in termini assoluti, ma lo è assai nella percezione dell'italiano medio''. Un "sistema" che per il Sir non è più tollerabile. ''Scandali e malversazioni, infatti, - ricorda l'agenzia episcopale - sono scoppiati a proposito dell'uso truffaldino delle eccessive risorse messe a disposizione, in particolare, dalle Regioni, senza alcun controllo. E qui bisogna affondare il bisturi. Ma proprio qui - continua il Servizio informazione religiosa - è difficile agire, nella grande selva delle autonomie, che nascondono privilegi e rendite di posizione difficili da scalfire perché protetti da una rete normativa intricata e opaca. Ecco, allora, la contraddizione. Bisogna fare presto, perché la pazienza dell'opinione pubblica è già finita, ma per fare bene occorre avere una visione sistemica. Così si rischia di rimanere in mezzo al guado. Perché non pochi remano contro. Ovviamente c'è chi intende salvaguardare privilegi o comunque tutelare redditi, rendite e vitalizi, ormai inaccettabili''. Ma c'è anche ''chi - è l'allarme del Sir - ha interesse a invelenire la situazione, per trarre dividendi elettorali dall'indignazione crescente dei cittadini. E' la tipica spirale della decadenza italiana - sottolinea ancora il Sir - la coazione a non agire per avvitarsi nelle polemiche intestine. Si tratta di una malattia che periodicamente ci paralizza. Siccome la conosciamo bene, si possono assumere gli anticorpi per sconfiggerla. Presto''.