✕

Riti abbreviati, più cause con giudice monocratico: come cambia il processo civile

Nel dettaglio le misure per snellire l'enorme mole di arretrato varate oggi dal Cdm nel ddl delega collegato alla legge di Stabilità
1 minuti di lettura
ROMA - Abbattere l'arretrato civile, ridurre i tempi dei processi grazie a riti più snelli e sentenze "brevi". Questo l'obiettivo del ddl di delega al Governo, collegato alla legge di Stabilità, varato oggi insieme al pacchetto carceri dal Consiglio dei ministri in materia di giustizia civile.

Riti più snelli. Con le nuove norme si attribuisce al giudice "il potere di disporre, quando si tratta di causa semplice, il passaggio dal rito ordinario di cognizione al più snello rito sommario di cognizione", e quello di decidere la lite di primo grado mediante un dispositivo accompagnato dalla sola "indicazione dei fatti e delle norme sulle quali si fonda la decisione", rimettendo alle parti la scelta se richiedere la motivazione estesa ai fini dell'impugnazione della sentenza, previo l'"anticipato versamento di una quota del contributo unificato dovuto per il grado successivo". Quest'ultimo intervento consentirà di r…
ROMA - Abbattere l'arretrato civile, ridurre i tempi dei processi grazie a riti più snelli e sentenze "brevi". Questo l'obiettivo del ddl di delega al Governo, collegato alla legge di Stabilità, varato oggi insieme al pacchetto carceri dal Consiglio dei ministri in materia di giustizia civile.

Riti più snelli. Con le nuove norme si attribuisce al giudice "il potere di disporre, quando si tratta di causa semplice, il passaggio dal rito ordinario di cognizione al più snello rito sommario di cognizione", e quello di decidere la lite di primo grado mediante un dispositivo accompagnato dalla sola "indicazione dei fatti e delle norme sulle quali si fonda la decisione", rimettendo alle parti la scelta se richiedere la motivazione estesa ai fini dell'impugnazione della sentenza, previo l'"anticipato versamento di una quota del contributo unificato dovuto per il grado successivo". Quest'ultimo intervento consentirà di ridurre notevolmente i tempi del processo, dato che la stesura della motivazione in tutte controversie è uno dei fattori che impedisce la ragionevole durata dei processi civili, tenuto conto che soltanto il 20% delle sentenze rese in primo grado sono impugnate e che circa il 77% di queste ultime sono confermate.

Maggiore ricorso al giudice monocratico. Il ddl delega consente poi al giudice di appello che conferma il provvedimento di primo grado di rifarsi alla motivazione già esposta dal giudice del provvedimento impugnato. Per smaltire l'arretrato civile in appello si prevede che in alcune materie non particolarmente complesse e delicate (sono escluse, ad esempio, quelle che coinvolgono i diritti della persona) la controversia venga trattata e decisa dal giudice in composizione monocratica e non collegiali. Inoltre, si prevede che il giudice, quando emette una sentenza di condanna all'adempimento di obblighi di "fare fungibili" (e non soltanto di obblighi di fare infungibile) possa imporre al debitore che non adempia il pagamento di una somma di denaro fino al momento dell'adempimento e che, in particolari materie ad elevato tasso tecnico, il processo venga preceduto dall'espletamento di una consulenza tecnica volta soprattutto alla quantificazione del danno lamentato.

Il ruolo degli avvocati. Viene poi responsabilizzata e valorizzata l'attività dei difensori e si consente agli ufficiali giudiziari di ricercare i beni da pignorare con modalità telematiche interrogando banche dati, compresa l'anagrafe tributaria. La delega prevede anche la riforma del sistema delle garanzie mobiliari, introducendo forme di garanzie senza spossessamento, al fine di agevolare l'accesso al credito delle Pmi. Si incide infine sul processo di esecuzione forzata con l'obiettivo di contenerne i tempi, eliminando "inutili passaggi procedimentali".