ROMA - Onorevole Maino Marchi, lei è un esponente del Pd ed è stato il relatore sulla legge di Stabilità. Che dice di questa vicenda degli "affitti d'oro"?
"C'è un intreccio fra varie cose. Tutto nasce da una parte dalla cosiddetta "manovrina", il decreto legge fatto per rientrare nel 3 per cento del rapporto deficit-Pil. E siccome ci sono problemi per disdire i contratti della Camera. si è messa una norma generale che prevede appunto la possibilità di recedere dai contratti in 30 giorni da parte di Stato, organi costituzionali, Regioni ed Enti locali...".
L'obiettivo è risparmiare. E poi che è successo?
"Questa norma generale è stata cancellata al Senato durante la discussione del decreto "salva Roma". Ma sabato sera alla Camera abbiamo soppresso questa soppressione".
E la legge di Stabilità come entra nella partita?
"Nella legge di Stabilità vi è un percorso parallelo. Nasce da un emendamento del Nuovo centrodestra che prevedeva questo: quando scade un contratto di affitto pubblico, prima di rinnovarlo l'Agenzia del demanio deve verificare se nell'area ci sono palazzi pubblici dove collocare gli uffici. Su questo la Ragioneria dello Stato ci ha dato un parere favorevole, ma ha segnalato la necessità di collegare il tutto ad una norma che salvaguardasse i fondi di investimento... ".
Allora quello che è uscito dalla porta rientra dalla finestra?
"Il rischio segnalato era quello di produrre un danno ai risparmiatori che investono in fondi collegati ad edifici preziosi grazie all'affitto pubblico. La possibilità di recedere dagli affitti potrebbe fare perdere valori aquesti fondi. Io credo che questa norma sia giusta perché si tenta di tutelare il denaro dei risparmiatori e non dei proprietari. Questo non significa essere amici dei palazzinari, ma dei risparmiatori".
Ma c'è un comma oscuro che parla anche di "terzi"...
"Io interpreto, perché la norma l'ha scritta la Ragioneria, che il proprietario dell'immobile può avere una parte del fondo. Questa norma va verificata e forse modificata. Vedo però che ci sono pareri contrastanti. Perché è la norma generale che andrebbe modificata, ma va fatto bene".
E ora che succede?
"Il governo già il 27 dicembre verificherà se c'è da fare una correzione a quanto prevede la legge di Stabilità".
"C'è un intreccio fra varie cose. Tutto nasce da una parte dalla cosiddetta "manovrina", il decreto legge fatto per rientrare nel 3 per cento del rapporto deficit-Pil. E siccome ci sono problemi per disdire i contratti della Camera. si è messa una norma generale che prevede appunto la possibilità di recedere dai contratti in 30 giorni da parte di Stato, organi costituzionali, Regioni ed Enti locali...".
L'obiettivo è risparmiare. E poi che è successo?
"Questa norma generale è stata cancellata al Senato durante la discussione del decreto "salva Roma". Ma sabato sera alla Camera abbiamo soppresso questa soppressione".
E la legge di Stabilità come entra nella partita?
"Nella legge di Stabilità vi è un percorso parallelo. Nasce da un emendamento del Nuovo centrodestra che prevedeva questo: quando scade un contratto di affitto pubblico, prima di rinnovarlo l'Agenzia del demanio deve verificare se nell'area ci sono palazzi pubblici dove collocare gli uffici. Su questo la Ragioneria dello Stato ci ha dato un parere favorevole, ma ha segnalato la necessità di collegare il tutto ad una norma che salvaguardasse i fondi di investimento... ".
Allora quello che è uscito dalla porta rientra dalla finestra?
"Il rischio segnalato era quello di produrre un danno ai risparmiatori che investono in fondi collegati ad edifici preziosi grazie all'affitto pubblico. La possibilità di recedere dagli affitti potrebbe fare perdere valori aquesti fondi. Io credo che questa norma sia giusta perché si tenta di tutelare il denaro dei risparmiatori e non dei proprietari. Questo non significa essere amici dei palazzinari, ma dei risparmiatori".
Ma c'è un comma oscuro che parla anche di "terzi"...
"Io interpreto, perché la norma l'ha scritta la Ragioneria, che il proprietario dell'immobile può avere una parte del fondo. Questa norma va verificata e forse modificata. Vedo però che ci sono pareri contrastanti. Perché è la norma generale che andrebbe modificata, ma va fatto bene".
E ora che succede?
"Il governo già il 27 dicembre verificherà se c'è da fare una correzione a quanto prevede la legge di Stabilità".