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Riforma elettorale, Renzi accelera. Vertice Fi: "Decide Berlusconi"

Maria Elena Boschi, responsabile riforme dei democratici, si dice convinta che in caso di accordo sul sistema iberico il Nuovo centrodestra non farà cadere il governo: "Possiamo farcela entro maggio". Vertice Fi: "Decide Berlusconi". E in serata Renzi: "No a diktat dal Cav"

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ROMA - Matteo Renzi accelera sulla riforma della legge elettorale. E dopo avere messo nero su bianco tre ipotesi di lavoro, avvia gli incontri con gli altri leader sulla riforma. Comincia con una colazione di lavoro a Firenze con Mario Monti. Mentre si fanno più insistenti le voci di un imminente incontro con Silvio Berlusconi. "Se lo vedo stavolta lo dico prima", spiega in un'intervista a Otto e mezzo. E aggiunge: "No a diktat".

La partita sulla riforma resta decisamente aperta. E comunque legata a filo doppio con le motivazioni della sentenza della Consulta sul Porcellum che potrebbero arrivare già nella prima riunione di consiglio prevista per il 14 gennaio. Motivazioni che Ncd chiede di attendere facendo tirare il freno a mano a Renato Schifani: al momento è "prematuro" parlare di modelli, dice. C'è già stato tutto il tempo necessario per riflettere sulla riforma, è la replica che arriva a stretto giro di posta dal fronte renziano.  "La legge elettorale - sottolinea la responsabile riforme Pd Maria Elena Boschi - è stata per mesi in discussione al Senato,sono state fatte audizioni e approfondimenti. Credo che ci sia stato tutto il tempo, anche per il Nuovo centrodestra, di elaborare una proposta. Ora è il momento di passare ai fatti". E aggiunge: "Io non credo che ci sarà una crisi di governo se convergeremo sul modello spagnolo. Non credo che in quel caso Ncd farà venire meno il proprio appoggio ". Quanto ai tempi, precisa: "Conto di chiudere l'esame alla Camera tra la fine di gennaio e gli inizi di febbraio, perché, come sappiamo bene, fintanto che nel nostro Paese ci sarà il bicameralismo perfetto deve esserci un passaggio al Senato, che potrebbe modificare e rinviare alla Camera. Per noi il termine ultimo è maggio per l'approvazione definitiva. Gennaio è il mese decisivo". Ma una nuova legge elettorale non significa spianare la strada alle elezioni subito? "Non è l'obiettivo del Partito democratico", assicura Boschi.

Un'uscita, quella di Maria Elena Boschi, che ha subito suscitato fastidio nel Nuovo centrodestra. "Stupiscono le polemiche della Boschi che comprensibilmente considera il Ncd l'avversario da battere, arrivando al punto di imputare proprio a noi, che siamo nati anche con lo scopo di una nuova legge elettorale, di cercare motivi di rinvio", attacca il presidente dei senatori del Ncd, Maurizio Sacconi. "Ma, aldilà delle intemperanze giovanili - aggiunge - credo prevarrà il buonsenso che vuole una legge condivisa innanzi tutto dalla maggioranza che sostiene il governo e soprattutto coerente con l'orientamento della Consulta"

Il tema del nuovo sistema di voto è stato al centro, intanto, di una lunga riunione dei parlamentari di Forza Italia convocata dai due capigruppo Renato Brunetta e Paolo Romani. A conclusione del vertice il partito, che nei giorni scorsi ha espresso il suo apprezzamento per il modello spagnolo, è arrivato alla conclusione che alla fine a scegliere il modello elettorale e a "rispondere, come, quando e dove" a Renzi sarà Silvio Berlusconi. E nei palazzi della politica si parla con sempre maggiore insistenza di un faccia a faccia diretto tra i due. Forse addirittura a Palazzo Vecchio: "E' ovvio che si vedranno - dice il capogruppo alla Camera, Renato Brunetta - sulla legge elettorale noi lavoreremo alla luce del sole".
 
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