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Patto coalizione, Letta incontra alleati e riferisce a Napolitano

Il premier ha rinviato il vertice Italia-Turchia per definire 'Impegno 2014'. Primo incontro con Scelta Civica e e colloquio con il Capo dello Stato. Intanto Fassina incalza Renzi: "Si spenda anche con uomini e donne per dare coerenza ai propri obiettivi"

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ROMA - Enrico Letta ha spostato il vertice intergovernativo Italia-Turchia, in agenda per il 17 gennaio a Istanbul, per lavorare alla definizione di "Impegno 2014", il contratto di coalizione tra le forze politiche della maggioranza di governo. La nuova data del vertice italo-turco verrà definita nelle prossime settimane.

Al lavoro per il programma
. Lo slittamento della data è dovuto al fatto che il premier si è prefissato l'arco di due settimane per definire il programma di governo da seguire nel 2014 e userà i prossimi giorni, iniziando da oggi stesso, per incontri con le forze politiche di maggioranza e con i ministri. A questi ultimi ha già chiesto di inviargli un rapporto sui provvedimenti di loro competenza approvati dall'inizio della legislatura, su quelli in pole position e su altri da mettere in cantiere. Oggi intanto Letta ha ragguagliato il Presidente della Repubblica assicurando al Capo dello Stato che che lo terrà aggiornato sull'evoluzione di queste consultazioni.

Il primo incontro è stato oggi tra il presidente del Consiglio e una delegazione di Scelta Civica. "Siamo soddisfatti da questa prima tappa del percorso. Entro una decina di giorni ci sarà anche un tavolo di maggioranza per un confronto a più voci", ha commentato Stefania Giannini al termine della riunione con Letta. "Abbiamo chiesto un tavolo con gli altri partiti e abbiamo buone ragioni per ritenere che la proposta sarà accolta", ha aggiunto.

Poi il rimpasto. A conclusione della verifica di maggioranza sul programma per il 2014, Letta vorrebbe affrontare la questione del rimpasto che non piace a Renzi, ma che si impone per le recenti dimissioni di Stefano Fassina, ex viceministro dell'Economia, e dei sottosegretari di Forza Italia che hanno deciso di passare all'opposizione.

E parallelamente ai contatti del premier va avanti anche la diplomazia del seregetario. Matteo Renzi ha incontrato infatti oggi Mario Monti per discutere del patto di coalizione e di riforme istituzionali.

Il sacrificio di Fassina. E proprio il viceministro dell'Economia dimissionario è tornato a parlare della sua decisione, invitando Renzi a indicare nomi di ministri da inserire nella squadra di governo: "Renzi giustamente e doverosamente chiede una svolta, perché ha avuto un mandato ampio dagli elettori che l'hanno votato al Congresso, si spenda anche con alcuni uomini ed alcune donne e per dare coerenza ai propri obiettivi", ha detto, anche se sull'ipotesi di un 'governo-Renzi' subito, nutre dubbi: "Vedo ora una difficoltà ad andare alle elezioni senza una legge elettorale votata dal Parlamento. Un governo Renzi subito mi pare complicato, dal punto di vista del quadro parlamentare", ha detto.

Fassina ha poi ribadito che le sue dimissioni "sono un gesto di sacrificio per un'assunzione collettiva di responsabilità. C'è un'ambiguità che va sciolta. Vedo un atteggiamento che non è utile al Pd, che non è utile al Governo e soprattutto non è utile all'Italia. Non stiamo parlando di giochini interni, stiamo parlando del governo di un Paese che è in drammatiche emergenze economiche e sociali. Quindi il mio gesto è un po' disperato, se volete, è fatto con sacrificio, perché non l'ho fatto con leggerezza, ha l'obiettivo di un'assunzione collettiva di responsabilità".

Schifani: "Patto di coalizione semplice, governo ha solo un anno di vita". Abbiamo un anno di tempo. Occorre individuare alcuni punti essenziali e strategici per la ripresa economica del Paese e per migliorare la burocrazia e la qualità della vita degli italiani. Abbiamo alcuni argomenti, ma importanti. Mi auguro che anche Renzi ponga soltanto pochi punti perché questo governo ha soltanto un anno e qualche mese di vita": il presidente del Nuovo centrodestra, Renato Schifani, è certo che l'esecutivo abbia ancora poco tempo per agire e che bisogna accelerare per garantire al Paese la ripresa economica.
 
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