Politica

Legge elettorale, Renzi: "Vedo tutti, purché si chiuda"

Il Pd smentisce un imminente incontro tra il leader e Berlusconi, ma in serata il segretario non lo esclude. Brunetta annuncia che l'accordo sul modello spagnolo è vicino, ma Alfano frena: "Meglio il doppio turno e noi siamo decisivi per la tenuta del governo"

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ROMA - Una possibile intesa tra Pd e Forza Italia per riformare il sistema elettorale sulla base del modello spagnolo pare a portata di mano, anche in assenza di un imminente faccia a faccia tra Renzi e Berlusconi, smentito oggi dall'ufficio stampa dei democratici. Il Nuovo centrodestra è però deciso a non farsi mettere nell'angolo. Renzi comunque non esclude l'incontro con il leader Pdl condannato: "A mio giudizio ci sono le condizioni per definire un accordo che sarebbe davvero straordinario: sistemare in un mese quello che non si è fatto negli ultimi otto anni", ha scritto sulla sua Enews. "Mi dicono: ma vedrai Berlusconi? E Grillo? E Alfano? Sono pronto a incontrare tutti, purché si chiuda su una cosa che serva agli italiani. Se deve essere il modo di perdere tempo e prendere un caffè, lo prendo con i miei amici che mi diverto di più. Se serve a chiudere sulla legge elettorale, ci siamo", ha chiarito.

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"Non abbiamo timori sulla legge elettorale, noi siamo la quarta forza politica, siamo decisivi per la tenuta del governo e per le chance di vittoria del centrodestra", afferma il vicepremier, Angelino Alfano, a margine di un incontro con la Comunità ebraica, ribadendo la sua preferenza per il doppio turno come avviene attualmente per i sindaci. Le leggi elettorali, sottolineato Alfano, "servono a contare i voti, non a farne avere di più, quindi non abbiamo timori, anche se la nostra preferenza va al modello dei sindaci, perché il Porcellum non consente agli elettori la possibilità di indicare il proprio parlamentare mentre il Mattarellum ha prodotto ribaltoni e paracadutati". Secondo il vicepremier, il modello adottato per l'elezione dei sindaci "rende possibile per i cittadini la scelta del proprio parlamentare e garantisce bipolarismo, governabilità e la scelta anticipata della coalizione".

Le ambizioni di Alfano devono scontrarsi però con le manovre di Forza Italia. "L'accordo sulla legge elettorale fra Renzi e Berlusconi è vicino. Questa è la settimana buona", sostiene il capogruppo alla Camera, Renato Brunetta, ai microfoni di Radio 24. Esistono però paletti sui quali non si passa, avverte l'ex ministro: "Election day, un turno, maggioritario, bipolare". Malgrado le tensioni crescenti attorno alla riforma elettorale, il leader del Ncd si mostra comunque fiducioso sulla tenuta dell'esecutivo. "Renzi dice di non essere contro il Governo Letta e che, se il governo fa, la legislatura andrà avanti. Credo che manterrà fede a ciò che dice", twitta Alfano.

Sul fronte riforme, Renzi promette passi avanti sul tema della revisione della seconda camera. "Noi andiamo in riunione dai senatori del Pd il prossimo 14 gennaio. Ci guardiamo in faccia. E a loro chiediamo di presentare il disegno di legge costituzionale per cambiare il Senato, trasformandolo in Camera delle Autonomie", ha scritto sulla sua E News.
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