ROMA - La nuova Tasi messa a punto da Palazzo Chigi non risolve il grave problema delle entrate ridotte nelle casse delle amministrazioni locali. Lo sostiene il sindaco di Torino e presidente dell'Anci, Piero Fassino. A chiedere profonde modifiche al provvedimento definito "indigeribile" è anche Scelta civica, secondo cui in assenza di modifiche il governo rischia di saltare. Sc chiede l'apertura "di un tavolo in cui definire, entro un mese, come deve essere la fiscalità sulla casa". "Si tratta - spiega il segretario del partito Stefania Giannini - di un tentativo, spero di successo, per non mettere questa maggioranza in crisi. Se su questo non ci sarà ascolto è chiaro che dovremmo riflettere tutti. Non è una critica distruttiva, ma un supporto costruttivo". E neppure porre la questione di fiducia, avverte Giannini, potrebbe mettere il governo al riparo da una crisi perché "votiamo contro la fiducia su qualsiasi provvedimento che contenga un emendamento tale".
L'emendamento preparato dall'esecutivo al decreto legge Enti Locali, che concede ai Comuni la possibilità di aumentare l'aliquota della Tasi allo scopo esclusivo di incrementare le detrazioni per le famiglie e i ceti più deboli, secondo Fassino, "non risolve il nodo del minor gettito che i Comuni avranno rispetto all'Imu".
"Certamente - precisa il sindaco di Torino - l'emendamento va nella direzione giusta ma soltanto al 50%. Infatti, se la flessibilità sull'aliquota è finalizzata soltanto alla copertura delle detrazioni, non risolve il problema del minor gettito sulla prima casa". "Quindi al governo e al parlamento chiediamo - prosegue il presidente dell'Anci - di dirci come intendono affrontare questo problema".
Le modifiche alla Tasi sono state oggi al centro anche di un incontro a Palazzo Chigi tra una delegazione del Governo e dell'Anci. I comuni hanno ribadito le preoccupazioni anticipate nelle diochiarazioni di Fassino, sottolineando che l'incidenza del minor gettito è tanto più allarmante "a fronte dell'obbligo di legge di approvare i bilanci comunali entro il 28 febbraio, termine che non può essere dilazionato visto che l'imminente scadenza elettorale di maggio obbligherà la stragrande maggioranza di Comuni ad esaurire la propria attività deliberativa entro febbraio".
L'Anci ha perciò richiesto al Governo che, senza gravare sui contribuenti, si adottino entro il mese di gennaio le misure necessarie a garantire ai Comuni le risorse compensative il minore gettito. "I rappresentanti del Governo - si legge in una nota - riconoscendo la fondatezza della richiesta dell'Anci hanno assunto l'impegno ad aprire immediatamente un confronto per individuare proposte risolutive di tale problema".
Contro la Tasi interviene molto duramente oggi anche Confedilizia. "Il Governo non accetta il confronto sulla Tasi. Ma i suoi comunicati contano niente: la service tax, descritta come tale ad agosto, è diventata ad ottobre un'Imu bis. Confidiamo nel Parlamento", scrive in un tweet l'associazione di categoria.
Scontato, infine, l'attacco del Movimento 5 Stelle. "Dalla padella alla brace. Il
passaggio dall'Imu allaTasi in versione extra-large - denuncia il gruppo M5S Camera - rappresenta l'ennesima fregatura per i contribuenti, soprattutto per quelli meno abbienti. Il mix di improvvisazione, dilettantismo e dabbenaggine del governo ha raggiunto livelli parossistici quando si parla di tassazione della casa. A una tassa nuova, che ha cambiato nome cinque volte in pochi mesi, non è corrisposta nemmeno la cancellazione piena della vecchia Imu, malgrado gli spot del duo Letta-Alfano".
L'emendamento preparato dall'esecutivo al decreto legge Enti Locali, che concede ai Comuni la possibilità di aumentare l'aliquota della Tasi allo scopo esclusivo di incrementare le detrazioni per le famiglie e i ceti più deboli, secondo Fassino, "non risolve il nodo del minor gettito che i Comuni avranno rispetto all'Imu".
"Certamente - precisa il sindaco di Torino - l'emendamento va nella direzione giusta ma soltanto al 50%. Infatti, se la flessibilità sull'aliquota è finalizzata soltanto alla copertura delle detrazioni, non risolve il problema del minor gettito sulla prima casa". "Quindi al governo e al parlamento chiediamo - prosegue il presidente dell'Anci - di dirci come intendono affrontare questo problema".
Le modifiche alla Tasi sono state oggi al centro anche di un incontro a Palazzo Chigi tra una delegazione del Governo e dell'Anci. I comuni hanno ribadito le preoccupazioni anticipate nelle diochiarazioni di Fassino, sottolineando che l'incidenza del minor gettito è tanto più allarmante "a fronte dell'obbligo di legge di approvare i bilanci comunali entro il 28 febbraio, termine che non può essere dilazionato visto che l'imminente scadenza elettorale di maggio obbligherà la stragrande maggioranza di Comuni ad esaurire la propria attività deliberativa entro febbraio".
L'Anci ha perciò richiesto al Governo che, senza gravare sui contribuenti, si adottino entro il mese di gennaio le misure necessarie a garantire ai Comuni le risorse compensative il minore gettito. "I rappresentanti del Governo - si legge in una nota - riconoscendo la fondatezza della richiesta dell'Anci hanno assunto l'impegno ad aprire immediatamente un confronto per individuare proposte risolutive di tale problema".
Contro la Tasi interviene molto duramente oggi anche Confedilizia. "Il Governo non accetta il confronto sulla Tasi. Ma i suoi comunicati contano niente: la service tax, descritta come tale ad agosto, è diventata ad ottobre un'Imu bis. Confidiamo nel Parlamento", scrive in un tweet l'associazione di categoria.
Scontato, infine, l'attacco del Movimento 5 Stelle. "Dalla padella alla brace. Il
passaggio dall'Imu allaTasi in versione extra-large - denuncia il gruppo M5S Camera - rappresenta l'ennesima fregatura per i contribuenti, soprattutto per quelli meno abbienti. Il mix di improvvisazione, dilettantismo e dabbenaggine del governo ha raggiunto livelli parossistici quando si parla di tassazione della casa. A una tassa nuova, che ha cambiato nome cinque volte in pochi mesi, non è corrisposta nemmeno la cancellazione piena della vecchia Imu, malgrado gli spot del duo Letta-Alfano".