Politica

Legge elettorale, niente clausola 'salva-Lega' e arriva la firma di Ncd

Depositato in Commissione alla Camera il testo della riforma: nessuna modifica per consentire al Carroccio di evitare la soglia di sbarramento. Bossi minaccia: "Lotta di liberazione se ci fanno scomparire". Vendola annuncia il suo voto contrario

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ROMA - Primo rinvio per la proposta di legge elettorale lanciata da Renzi che alla fine viene depositata in commissione Affari Costituzionali della Camera con diverse ore di ritardo. Il testo firmato dal relatore Francesco Paolo Sisto (Forza Italia), in tutto 15 pagine divise in due articoli, è stato consegnato infatti anziché alle 14 solo poco prima delle 20, con la firma di Pd, Forza Italia e Nuovo centrodestra. Il voto della Commissione è stato rinviato quindi a domani, molto probabilmente nel tardo pomeriggio.

IL TESTO INTEGRALE


Il sofferto ok del Ncd. Renato Schifani ha spiegato così la scelta del suo partito, a lungo critico verso l'accordo tra Renzi e Berlusconi. "La firma del testo comporta la condivisione dell'impianto complessivo della proposta, ma non certo quello dell'inaccettabile metodo di selezione dei candidati attraverso liste bloccate. Questo sia ben chiaro. Abbiamo sottoscritto il testo per consentire il rispetto dei tempi relativi all'avvio dell'iter di una riforma indispensabile che gli italiani ci chiedono, il cui contenuto nella sua grande parte è da noi condiviso. Ma sul punto nodale delle preferenze, presenteremo con convinzione le nostre proposte di modifica, dalle quali non arretreremo e per le quali chiederemo il consenso dei deputati, dei senatori e degli italiani".

Malumori democratici. La seduta della commissione, inizialmente prevista per le 14, è slittata da un lato perché il Pd aveva necessità di apportare alcune modifiche al documento. Nel partito permangono infatti diversi malumori per il decisionismo del segretario e Massimo D'Alema non ha perso occasione per ribadire che malgrado gli ultimatum al Parlamento resta "la libertà di approfondire, correggere, decidere, secondo le regole democratiche normali". Anche Alfredo D'Attorre, esponente di punta della minoranza del partito, annuncia l'intenzione di presentare un emendamento per introdurre le preferenze che si augura che venga sottoscritto dall'intero gruppo parlamentare: "Lavoreremo affinché sia così". Dichiarazione poi in parte rettificata dal presidente dimissionario Gianni Cuperlo: "Non ci saranno emendamenti della minoranza Pd".

Il nodo della clausola 'salva-Lega'. Dall'altro lato, Sisto ha chiesto più tempo per lavorare al testo base per cercare di venire incontro alle richieste della Lega che, se si andasse a votare con l'Italicum con lo sbarramento al 5 per cento, rischierebbe di rimanere fuori dal Parlamento. Alla fine sembra però che nel testo non ci sia traccia di quella che era già stata ribattezzata "clausola salva-Lega".

Il tema è stato oggetto nel pomeriggio di uno scontro tra una parte del Pd e il Carroccio. Il deputato lettiano Francesco Sanna, ad esempio, ha osservato: "Sinceramente non c'è nessuna ragione perchè ci siano aggregazioni interregionali. La Padania non esiste, quindi, marameo...".

Attacco al quale ha risposto duramente segretario della Lega Matteo Salvini, che su Facebook afferma:
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In campo anche Umberto Bossi:"Se ci fanno scomparire dal Parlamento siamo pronti a fare una lotta di liberazione".

Le altre forze politiche.
Il leader di Sel Vendola, prima del deposito del testo definitivo, aveva avvertito: se arriva in Parlamento così com'è stato presentato "votiamo no". Scelta poi confermata dalla mancanza della firma al testo base. Stessa decisione presa dai Popolari per l'Italia, mentre il Movimento 5 Stelle parla di "porcata". "E' una bozza, ma sembra una brutta
copia. Il relatore ha detto che è un testo 'di massima'. Un testo che ci è arrivato solo via mail, non è accompagnato da alcuna relazione e senza le tabelle allegate che dividono le circoscrizioni. Non è un modo di lavorare decente. Manca una parte integrante del testo che è decisamente importante", lamenta la capogruppo M5S in commissione Affari costituzionali alla Camera, Fabiana Dadone.

Premio maggioranza. Quanto ai punti più controversi, il testo prevede un premio maggioranza del 18% a chi ottiene "almeno il 35% di voti validi del totale nazionale". In questo modo, il vincitore ottiene un totale di 340 seggi alla Camera.

Possibile doppio turno. Se nessuno ottiene il 35%, si va al doppio turno. In questo caso "tra il primo turno di votazione e il ballottaggio non sono consentiti ulteriori apparentamenti fra liste o coalizioni di liste presentate al primo turno con le due liste o coalizioni di liste che hanno accesso al ballotaggio medesimo".

Stop candidature multiple. "Nessun candidato può essere incluso in liste con il medesimo contrassegno o con diversi contrassegni in più di un collegio plurinominale".

Sbarramenti. La riforma propone una soglia di sbarramento del 12 per cento per le coalizioni (con soglia interna del 5 per cento) e all'8 per cento per le liste che corrono da sole. Sono previste norme che tutelano le minoranze linguistiche.

Quote rosa. "A pena di inammissibilità  nel complesso delle candidature circoscrizionali di ciascuna lista nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura superiore al 50 per cento con arrotondamento all'unità inferiore e nella successione interna delle liste nei collegi plurinominali non possono esservi più di due candidati consecutivi del medesimo genere".

Numero candidati. In ogni collegio plurinominale "è assegnato un numero di seggi non inferiore a tre e non superiore a sei" e ciascuna lista non può essere formata da un numero di candidati superiore ai seggi assegnati. Lo stabilisce la bozza di legge elettorale. E prevede che sulla scheda ci siano il simbolo di lista, insieme a nome e cognome dei candidati.

Ripartizione dei seggi. La ripartizione dei seggi è su base nazionale e quanto ai resti, il testo dell'Italicum prevede: "I seggi che rimangono ancora da attribuire sono rispettivamente assegnati alle coalizioni di liste o singole liste per le quali queste ultime divisioni hanno dato i maggiori resti e, in caso di parità di resti, a quelle che abbiano conseguito la maggiore cifra elettorale nazionale; a parità di quest'ultima si procede a sorteggio".
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