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Caso Mastrapasqua, il ministro Giovannini prende tempo. Dal Pd e M5S prime richieste di dimissioni

Dal responsabile del Lavoro nessun commento sull'inchiesta che ha coinvolto il presidente dell'Inps. Il democratico Morassut, capogruppo in Commissione di vigilanza sugli enti previdenziali, chiede "un passo indietro" 

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ROMA - Sul caso Mastrapasqua, il presidente dell'Inps finito sotto inchiesta a Roma per truffa, abuso d'ufficio e falso ideologico, il ministero del Lavoro per il momento prende tempo. "Il nostro obiettivo è l'analisi del caso. Stiamo raccogliendo documenti e fino a che non è terminata l'istruttoria, non intendo rilasciare dichiarazioni", ha commentato oggi il ministro Enrico Giovannini.
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Mastrapasqua in un'intervista a Repubblica ha respinto oggi tutte le accuse, spiegando di essere "sereno" sia per la vicenda giudiziaria che lo coinvolge, sia per lo scandalo suscitato dall'enorme quantità di incarichi che raccoglie. "Sono il presidente dell'Inps e il vicepresidente di Equitalia, per effetto di patti parasociali, e di Idea Fimit, sempre per patti parasociali che risalgono a prima che arrivassi io all'Inps. Questo è", si è difeso, accusando i suoi critici di aver interpretato male i documenti della Camera di commercio che lo riguardano.

Spiegazioni che non hanno convinto però il Pd, che è tornato oggi all'attacco del presidente dell'istituto previdenziale. "Senza entrare nel merito dell'indagine penale, ricordo che i deputati del Partito Democratico avevano già posto, nella scorsa legislatura, il tema dei tanti incarichi di Mastrapasqua", rileva Marianna Madia. La responsabile Lavoro Pd osserva anche che "bisogna agire sull'accumulo di incarichi e relativi trattamenti economici, compresa la somma tra redditi da lavoro e pensioni o vitalizi. Per quanto riguarda l'Inps - avverte - stiamo parlando di una struttura con un bilancio di centinaia di miliardi di euro. Credo che, per una macchina così complessa e soprattutto essenziale per la vita dei cittadini, vada aperta una riflessione sulla sua governance".

Ancora più duro il giudizio di Roberto Morassut, capogruppo Pd in Commissione bicamerale di vigilanza sugli enti previdenziali. "Mastrapasqua deve fare un passo indietro e lasciare la guida dell'istituto", scrive in una nota. "Senza trarre conclusioni affrettate, conclusioni che spettano alla magistratura, appare opportuno, tuttavia, creare le condizioni migliori di serenità e di trasparenza riguardo alla gestione di un istituto così importante e delicato come l'inps".

A chiedere le dimissioni è anche il Movimento 5 Stelle. "Il signor antonio Mastrapasqua ha troppi conflitti di interessi e la sua posizione al vertice dell'Inps è ormai insostenibile. Abbiamo depositato una interpellanza urgente al ministro del Lavoro Giovannini affinché prenda provvedimenti, a cominciare dalla revoca del mandato del numero uno dell'istituto pensionistico. Il collezionista di poltrone Mastrapasqua non ha il profilo morale sufficiente per governare il più grande ente previdenziale d'Europa", affermano i deputati del M5S.

Forti critiche arrivano anche dalla Uil. "Da sempre, la Uil ha denunciato, in assoluta solitudine, i rischi di una gestione monocratica dell'inps e ha rilevato l'esistenza di conflitti di interesse, chiedendo ripetutamente una nuova e più efficace governance dell'istituto di previdenza nazionale, fondata su un effettivo sistema duale", sostiene il segretario Luigi Angeletti.
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