Napolitano, domani richiesta M5s per impeachment. Sondaggio online su "atto più grave"
Il gesto giudicato più grave è la richiesta di distruggere le intercettazioni con Mancino per la trattativa stato-mafia. Dopo l'attacco di Sorial, che aveva definito il Capo dello Stato 'boia' della democrazia, si muove la Procura di Roma che ha indagato l'esponente a cinque stelle per vilipendio. Rodotà: "Parole inammissibili". E, secondo l 'Agi, Casaleggio prende le distanze dal deputato
ROMA - Dopo l'affondo, l'attacco frontale. Domani il M5s presenterà la richiesta
per avviare la procedura di messa in stato di accusa del Presidente della Repubblica. Si tratta di un atto che - ad avviso del Movimento - dovrebbe istruire il complesso procedimento previsto dall'articolo 90 della Costituzione.
Ma il Movimento 5 Stelle rilancia la propria offensiva contro il presidente della Repubblica anche su un altro fronte. Con un sondaggio sul sito dei parlamentari pentastellati di Camera e Senato, che invita a votare l'atto più grave compiuto dal Presidente della Repubblica durante i suoi quasi otto anni al Qurinale. Una consultazione aperta a tutti, non solo agli iscritti certificati. Così, dopo le parole del deputato 'grillino' Giorgio Sorial (che aveva definito 'boia' il Capo dello Stato, accusandolo di avallare il volere dei partiti di maggioranza e d'ignorare i principi democratici e la voce del popolo), i Cinquestelle certificano una volta di più d…
per avviare la procedura di messa in stato di accusa del Presidente della Repubblica. Si tratta di un atto che - ad avviso del Movimento - dovrebbe istruire il complesso procedimento previsto dall'articolo 90 della Costituzione.
Ma il Movimento 5 Stelle rilancia la propria offensiva contro il presidente della Repubblica anche su un altro fronte. Con un sondaggio sul sito dei parlamentari pentastellati di Camera e Senato, che invita a votare l'atto più grave compiuto dal Presidente della Repubblica durante i suoi quasi otto anni al Qurinale. Una consultazione aperta a tutti, non solo agli iscritti certificati. Così, dopo le parole del deputato 'grillino' Giorgio Sorial (che aveva definito 'boia' il Capo dello Stato, accusandolo di avallare il volere dei partiti di maggioranza e d'ignorare i principi democratici e la voce del popolo), i Cinquestelle certificano una volta di più d…
ROMA - Dopo l'affondo, l'attacco frontale. Domani il M5s presenterà la richiesta
per avviare la procedura di messa in stato di accusa del Presidente della Repubblica. Si tratta di un atto che - ad avviso del Movimento - dovrebbe istruire il complesso procedimento previsto dall'articolo 90 della Costituzione.
Ma il Movimento 5 Stelle rilancia la propria offensiva contro il presidente della Repubblica anche su un altro fronte. Con un sondaggio sul sito dei parlamentari pentastellati di Camera e Senato, che invita a votare l'atto più grave compiuto dal Presidente della Repubblica durante i suoi quasi otto anni al Qurinale. Una consultazione aperta a tutti, non solo agli iscritti certificati. Così, dopo le parole del deputato 'grillino' Giorgio Sorial (che aveva definito 'boia' il Capo dello Stato, accusandolo di avallare il volere dei partiti di maggioranza e d'ignorare i principi democratici e la voce del popolo), i Cinquestelle certificano una volta di più di non voler mollare la presa. Anche se, secondo indiscrezioni Agi, lo stesso Casaleggio avrebbe espresso riserve sulle paroel del deputato, defindendole "inopportune".
Sorial indagato per vilipendio. Intanto sulle accuse lanciate dal deputato del M5s si muove la procura di Roma. Giorgio Sorial è indagato per vilipendio nei confronti del presidente della Repubblica. Il fascicolo è stato aperto sulla base di un esposto del deputato Pd Stella Bianchi presentato in seguito alle parole di ieri dell'esponente a 5 stelle.
Sorial è indagato in base a quanto previsto dall'articolo 278 del codice penale: offesa all'onore e al prestigio del presidente della Repubblica. Reato che prevede una reclusione da uno a cinque anni. La procura dovrà ora chiedere l'autorizzazione a procedere al ministero della Giustizia. L'articolo 278, infatti, rientra tra quelli per cui è necessario il via libera del Guardasigilli.
Il sondaggio. Il quesito del sondaggio: "Qual è stato l'atto più grave che ha compiuto il presidente Napolitano, quello che non potete perdonare e per il quale vorreste che si dimettesse?". Poco più di 20mila persone hanno espresso il proprio voto (era ammessa una scelta multipla). L'atto più votato e considerato il più grave, con il 60,96% delle preferenze è la richiesta di distruzione delle intercettazioni tra lo stesso Napolitano e Nicola Mancino nell'ambito della cosiddetta trattativa stato-mafia. Le altre opzioni di voto riguardavano la scelta sul governo di "larghe intese", il silenzio sulla "Terra dei Fuochi" e la responsabilità del Capo dello Stato nell'adozione di politiche di austerity condotte a livello europeo.
Le reazioni. Stefano Rodotà ha preso le distanze dalle accuse lanciate dai Cinquestelle al Capo dello Stato. "Le parole del M5s su Giorgio Napolitano sono assolutamente inammissibili. Le critiche sono sempre legittime; questo è un paese in cui la critica è sempre stata esercitata ma ci vuole rispetto per le persone, prima ancora che per l'autorità del presidente della Repubblica". ha affermato ai microfoni di SkyTg24.
per avviare la procedura di messa in stato di accusa del Presidente della Repubblica. Si tratta di un atto che - ad avviso del Movimento - dovrebbe istruire il complesso procedimento previsto dall'articolo 90 della Costituzione.
Ma il Movimento 5 Stelle rilancia la propria offensiva contro il presidente della Repubblica anche su un altro fronte. Con un sondaggio sul sito dei parlamentari pentastellati di Camera e Senato, che invita a votare l'atto più grave compiuto dal Presidente della Repubblica durante i suoi quasi otto anni al Qurinale. Una consultazione aperta a tutti, non solo agli iscritti certificati. Così, dopo le parole del deputato 'grillino' Giorgio Sorial (che aveva definito 'boia' il Capo dello Stato, accusandolo di avallare il volere dei partiti di maggioranza e d'ignorare i principi democratici e la voce del popolo), i Cinquestelle certificano una volta di più di non voler mollare la presa. Anche se, secondo indiscrezioni Agi, lo stesso Casaleggio avrebbe espresso riserve sulle paroel del deputato, defindendole "inopportune".
Sorial indagato per vilipendio. Intanto sulle accuse lanciate dal deputato del M5s si muove la procura di Roma. Giorgio Sorial è indagato per vilipendio nei confronti del presidente della Repubblica. Il fascicolo è stato aperto sulla base di un esposto del deputato Pd Stella Bianchi presentato in seguito alle parole di ieri dell'esponente a 5 stelle.
Sorial è indagato in base a quanto previsto dall'articolo 278 del codice penale: offesa all'onore e al prestigio del presidente della Repubblica. Reato che prevede una reclusione da uno a cinque anni. La procura dovrà ora chiedere l'autorizzazione a procedere al ministero della Giustizia. L'articolo 278, infatti, rientra tra quelli per cui è necessario il via libera del Guardasigilli.
Il sondaggio. Il quesito del sondaggio: "Qual è stato l'atto più grave che ha compiuto il presidente Napolitano, quello che non potete perdonare e per il quale vorreste che si dimettesse?". Poco più di 20mila persone hanno espresso il proprio voto (era ammessa una scelta multipla). L'atto più votato e considerato il più grave, con il 60,96% delle preferenze è la richiesta di distruzione delle intercettazioni tra lo stesso Napolitano e Nicola Mancino nell'ambito della cosiddetta trattativa stato-mafia. Le altre opzioni di voto riguardavano la scelta sul governo di "larghe intese", il silenzio sulla "Terra dei Fuochi" e la responsabilità del Capo dello Stato nell'adozione di politiche di austerity condotte a livello europeo.
Le reazioni. Stefano Rodotà ha preso le distanze dalle accuse lanciate dai Cinquestelle al Capo dello Stato. "Le parole del M5s su Giorgio Napolitano sono assolutamente inammissibili. Le critiche sono sempre legittime; questo è un paese in cui la critica è sempre stata esercitata ma ci vuole rispetto per le persone, prima ancora che per l'autorità del presidente della Repubblica". ha affermato ai microfoni di SkyTg24.