ROMA - All'indomani dell'accordo stretto con Silvio Berlusconi sul testo definitivo della legge elettorale, Matteo Renzi difende la sua "creatura". "Il tema dell'incostituzionalità non riguarda le preferenze. Con il Porcellum c'erano trenta nomi e votando il simbolo si votava il pacchetto intero. Stavolta i collegi sono molto più piccoli e il nome di tutti i candidati compare sulla scheda", rivendica il segretario democratico alla "Telefonata" di Maurizio Belpietro su Canale 5. "Chi ne parla vuole il ritorno alla prima repubblica, con un proporzionale puro", ha aggiunto Renzi.
SCHEDA: L'ITALICUM
Quanto alla capacità di tenuta dell'intesa nel corso del difficile percorso parlamentare, il leader democratico ostenta ottimismo: "Sono anni che i politici parlano e non scrivono, non riescono a realizzare le cose. A poco più di un mese dalle primarie si è fatto un accordo vero sulle riforme e adesso queste riforme sono alla prova dell'aula ma io non sono preoccupato". E continua: "E' normale che i piccoli partiti non apprezzino la nuova legge elettorale, ma agli italiani interessa che le cose si facciano, non se i partiti, piccoli ma anche grandi, hanno una poltrona in più o in meno".
Il primo ostacolo è stato sventato stamani, con l'approvazione da parte della Commissione Affari Costituzionali, tra gli schiamazzi e le proteste del M5S, del testo base presentato dal relatore nei giorni scorsi. Poi il passaggio in aula, e la discussione, conclusa prima delle 20. La pdl tornerà in aula domani mattina alle 9,30, con il voto sulle pregiudiziali di costituzionalità. Poi lo stop, per permettere alla Camera di affrontare l'esame del decreto legge, in scadenza, sulla Terra dei Fuochi.
Alle 14 è convocata la conferenza dei capigruppo per stilare il calendario dei lavori dell'Assemblea per il mese di febbraio. Le votazioni sulla riforma elettorale, a causa di provvedimenti più urgenti, potrebbero slittare alla seconda settimana di febbraio.
L'apertura di Cuperlo. Intanto il segretario del Pd incassa un primo importante riconoscimento dal suo grande avversario interno, l'ex presidente del partito Gianni Cuperlo. "Rispetto al testo base - dice Cuperlo in un'intervista all'Unità - è un passo nella direzione giusta. Merito della trattativa condotta da Renzi e anche della richiesta di alcuni miglioramenti di sostanza che avevamo motivato già alla Direzione. Votare una nuova legge è vitale per la credibilità della politica, farla bene è una necessità per la democrazia italiana. Adesso restano dei punti aperti e dobbiamo lavorare assieme per correggerli. Il Parlamento serve a questo".
Tra i punti non risolti citati dall'ex presidente, "quello che riguarda la possibilità per le liste che non superano la soglia del 4,5% di concorrere comunque al premio di maggioranza ma senza eleggere un solo deputato. Si può rivedere quella soglia abbassandola, oppure prevedere una norma di tutela per la prima forza che risulti sotto la soglia, o ancora si devono escludere quei voti dal conteggio complessivo che fa scattare il premio", dice Cuperlo.
Emendamento "salva legislatura". Uno dei miglioramenti richiesti dalla minoranza democratica è la cosiddetta norma "allunga legislatura", sotto forma di un emendamento (presentatore è Giuseppe Lauricella) che lega l'entrata in vigore della nuova legge elettorale alle riforme costituzionali. Il timore è quello di imboscate di Forza Italia che una volta approvato l'Italicum potrebbe avere la tentazione di sganciarsi per andare subito alle elezioni. "Se non approviamo una norma come quella che propongo io - spiega Lauricella - l'alternativa è fidarsi. Io credo che sia meglio mettere nella legge una 'clausola di salvaguardia'".
Per quanto riguarda gli emendamenti che dovrebbero introdurre le novità dell'accordo raggiunto ieri, saranno suddivisi tra i vari partiti che hanno fatto il patto. Il Pd presenterà quelli sulle soglie (al 37% per il premio di maggioranza e al 4,5% per lo sbarramento) e la delega al governo, con 45 giorni di tempo, per la definizione dei collegi.
Forza Italia farà sua la modifica al testo che prevede il cosiddetto 'salva-Lega', definizione che però Matteo Salvini respinge: "Non c'è alcuna norma salva-Lega, a salvarci ci pensano i cittadini che ci votano. Non abbiamo bisogno di aiuti e aiutini".
Invece Ncd presenterà un emendamento sulle candidature multiple, oltre a una norma per reintrodurre le preferenze che però è esclusa dall'accordo raggiunto.
Sontro in Commissione. Ncd è molto critico per come il presidente della commissione Affari costituzionali Sisto ha gestito i lavori odierni. "Oggi a causa di una scelta inaccettabile sul piano giuridico e politico, operata dal presidente Sisto, che ha ceduto alle pressioni del Movimento 5 stelle, comprimendo il diritto delle forze politiche che intendevano motivare il loro voto sul testo base, non c'è stato possibile esplicitare la nostra dichiarazione di voto. Il presidente Sisto ha reagito alla violenza maltrattando le regole", denuncia il capogruppo del Nuovo Centrodestra alla Camera, Enrico Costa.
Critiche alla gestione dei lavori parlamentari arrivano poi dai Fratelli d'Italia che chiede il ritorno in Commissione del testo base sulla legge elettorale lamentando che il testo sull'Italicum non è stato approfondito. Richiesta condivisa anche da Lega e Sel, ma le contestazioni sono respinte dal presidente Sisto. "L'accesso è stato garantito a tutti - replica - è evidente che abbiamo operato in condizioni difficili con i colleghi dei 5 Stelle che si sedevano sui banchi. Ma è un'operazione non consentita confondere le difficoltà pratiche con la non regolarità delle operazioni".
Gli altri punti della riforma. Renzi ha annunciato inoltre che "con Forza Italia abbiamo fissato una data: entro il 15 febbraio ci sarà un testo condiviso per superare il Senato e rivedere i poteri delle Regioni". "Abbiamo dimostrato nell'accordo fatto con Forza Italia - prosegue il segretario del Pd - che sulle regole siamo persone serie e andiamo avanti insieme proprio perché non vogliamo governare insieme".
SCHEDA: L'ITALICUM
Quanto alla capacità di tenuta dell'intesa nel corso del difficile percorso parlamentare, il leader democratico ostenta ottimismo: "Sono anni che i politici parlano e non scrivono, non riescono a realizzare le cose. A poco più di un mese dalle primarie si è fatto un accordo vero sulle riforme e adesso queste riforme sono alla prova dell'aula ma io non sono preoccupato". E continua: "E' normale che i piccoli partiti non apprezzino la nuova legge elettorale, ma agli italiani interessa che le cose si facciano, non se i partiti, piccoli ma anche grandi, hanno una poltrona in più o in meno".
Il primo ostacolo è stato sventato stamani, con l'approvazione da parte della Commissione Affari Costituzionali, tra gli schiamazzi e le proteste del M5S, del testo base presentato dal relatore nei giorni scorsi. Poi il passaggio in aula, e la discussione, conclusa prima delle 20. La pdl tornerà in aula domani mattina alle 9,30, con il voto sulle pregiudiziali di costituzionalità. Poi lo stop, per permettere alla Camera di affrontare l'esame del decreto legge, in scadenza, sulla Terra dei Fuochi.
Alle 14 è convocata la conferenza dei capigruppo per stilare il calendario dei lavori dell'Assemblea per il mese di febbraio. Le votazioni sulla riforma elettorale, a causa di provvedimenti più urgenti, potrebbero slittare alla seconda settimana di febbraio.
L'apertura di Cuperlo. Intanto il segretario del Pd incassa un primo importante riconoscimento dal suo grande avversario interno, l'ex presidente del partito Gianni Cuperlo. "Rispetto al testo base - dice Cuperlo in un'intervista all'Unità - è un passo nella direzione giusta. Merito della trattativa condotta da Renzi e anche della richiesta di alcuni miglioramenti di sostanza che avevamo motivato già alla Direzione. Votare una nuova legge è vitale per la credibilità della politica, farla bene è una necessità per la democrazia italiana. Adesso restano dei punti aperti e dobbiamo lavorare assieme per correggerli. Il Parlamento serve a questo".
Tra i punti non risolti citati dall'ex presidente, "quello che riguarda la possibilità per le liste che non superano la soglia del 4,5% di concorrere comunque al premio di maggioranza ma senza eleggere un solo deputato. Si può rivedere quella soglia abbassandola, oppure prevedere una norma di tutela per la prima forza che risulti sotto la soglia, o ancora si devono escludere quei voti dal conteggio complessivo che fa scattare il premio", dice Cuperlo.
Emendamento "salva legislatura". Uno dei miglioramenti richiesti dalla minoranza democratica è la cosiddetta norma "allunga legislatura", sotto forma di un emendamento (presentatore è Giuseppe Lauricella) che lega l'entrata in vigore della nuova legge elettorale alle riforme costituzionali. Il timore è quello di imboscate di Forza Italia che una volta approvato l'Italicum potrebbe avere la tentazione di sganciarsi per andare subito alle elezioni. "Se non approviamo una norma come quella che propongo io - spiega Lauricella - l'alternativa è fidarsi. Io credo che sia meglio mettere nella legge una 'clausola di salvaguardia'".
Per quanto riguarda gli emendamenti che dovrebbero introdurre le novità dell'accordo raggiunto ieri, saranno suddivisi tra i vari partiti che hanno fatto il patto. Il Pd presenterà quelli sulle soglie (al 37% per il premio di maggioranza e al 4,5% per lo sbarramento) e la delega al governo, con 45 giorni di tempo, per la definizione dei collegi.
Forza Italia farà sua la modifica al testo che prevede il cosiddetto 'salva-Lega', definizione che però Matteo Salvini respinge: "Non c'è alcuna norma salva-Lega, a salvarci ci pensano i cittadini che ci votano. Non abbiamo bisogno di aiuti e aiutini".
Invece Ncd presenterà un emendamento sulle candidature multiple, oltre a una norma per reintrodurre le preferenze che però è esclusa dall'accordo raggiunto.
Sontro in Commissione. Ncd è molto critico per come il presidente della commissione Affari costituzionali Sisto ha gestito i lavori odierni. "Oggi a causa di una scelta inaccettabile sul piano giuridico e politico, operata dal presidente Sisto, che ha ceduto alle pressioni del Movimento 5 stelle, comprimendo il diritto delle forze politiche che intendevano motivare il loro voto sul testo base, non c'è stato possibile esplicitare la nostra dichiarazione di voto. Il presidente Sisto ha reagito alla violenza maltrattando le regole", denuncia il capogruppo del Nuovo Centrodestra alla Camera, Enrico Costa.
Critiche alla gestione dei lavori parlamentari arrivano poi dai Fratelli d'Italia che chiede il ritorno in Commissione del testo base sulla legge elettorale lamentando che il testo sull'Italicum non è stato approfondito. Richiesta condivisa anche da Lega e Sel, ma le contestazioni sono respinte dal presidente Sisto. "L'accesso è stato garantito a tutti - replica - è evidente che abbiamo operato in condizioni difficili con i colleghi dei 5 Stelle che si sedevano sui banchi. Ma è un'operazione non consentita confondere le difficoltà pratiche con la non regolarità delle operazioni".
Gli altri punti della riforma. Renzi ha annunciato inoltre che "con Forza Italia abbiamo fissato una data: entro il 15 febbraio ci sarà un testo condiviso per superare il Senato e rivedere i poteri delle Regioni". "Abbiamo dimostrato nell'accordo fatto con Forza Italia - prosegue il segretario del Pd - che sulle regole siamo persone serie e andiamo avanti insieme proprio perché non vogliamo governare insieme".