ROMA - Sta diventando un'abitudine. Ogni due settimane Gianroberto Casaleggio, qualche minuto prima dell'ora di pranzo, arriva nella Capitale. "Sì, Roma è bella". Dalla stazione Termini in taxi fino a Montecitorio, dove l'allerta per l'arrivo del guru del Movimento cinque stelle mette in agitazione il palazzo dei gruppi. Anche ieri lo stesso copione. A Montecitorio il cofondatore attende l'ascensore, circondato dai responsabili della comunicazione pentastellata. Lungo cappotto, chioma fluente, voce bassissima.
Casaleggio, ormai le sue missioni romane stanno diventando un appuntamento fisso.
"Ehm, ogni tanto...".
Beh, nelle ultime settimane ha intensificato la sua presenza.
"Roma mi piace, è bella".
Senta, Pd e Forza Italia hanno chiuso un accordo sulla legge elettorale. Le piace?
"La nostra posizione è molto chiara. Noi stiamo facendo un percorso per arrivare a una nostra proposta di legge. Seguiamo la nostra legge elettorale".
Che è parecchio diversa da quella immaginata da Renzi e Berlusconi.
"È un altro iter, il nostro. Chiediamo al Movimento un giudizio su ogni singolo punto della legge. E, prima, li informiamo il più possibile sulle diverse possibilità".
Intanto i grillini urlano al colpo di mano per la riforma ribattezzata "Italicum".
"Noi, con i nostri parlamentari, stiamo avanzando una serie di eccezioni su questa legge".
Ma la giudica una legge costruita apposta contro di voi?
"Guardi, sicuramente una cosa va detta: qualunque sia la legge elettorale, la legge si fa in Parlamento. E non si fa in una stanza all'esterno del Parlamento".
E la "tagliola" sul decreto Bankitalia?
"La tagliola non esiste come strumento alla Camera".
Casaleggio sale al piano riservato al gruppo del Movimento cinque stelle di Montecitorio. Incontra i deputati di alcune commissioni parlamentari. Si trattiene per circa quattro ore, alle 17 ha un treno che deve riportarlo a casa. Si trova di nuovo di fronte alla stampa.
Il cuore del dibattito è l'impeachment a Giorgio Napolitano. "La stanno preparando i colleghi di Senato e Camera. Arriverà nei prossimi giorni".
In privato, faccia a faccia con alcuni deputati grillini, il guru boccia anche la sortita di Giorgio Sorial. Quello del "boia" al Presidente della Repubblica. "Parole inopportune", così le definisce. Poi via, in taxi, fino alla prossima missione romana.
Casaleggio, ormai le sue missioni romane stanno diventando un appuntamento fisso.
"Ehm, ogni tanto...".
Beh, nelle ultime settimane ha intensificato la sua presenza.
"Roma mi piace, è bella".
Senta, Pd e Forza Italia hanno chiuso un accordo sulla legge elettorale. Le piace?
"La nostra posizione è molto chiara. Noi stiamo facendo un percorso per arrivare a una nostra proposta di legge. Seguiamo la nostra legge elettorale".
Che è parecchio diversa da quella immaginata da Renzi e Berlusconi.
"È un altro iter, il nostro. Chiediamo al Movimento un giudizio su ogni singolo punto della legge. E, prima, li informiamo il più possibile sulle diverse possibilità".
Intanto i grillini urlano al colpo di mano per la riforma ribattezzata "Italicum".
"Noi, con i nostri parlamentari, stiamo avanzando una serie di eccezioni su questa legge".
Ma la giudica una legge costruita apposta contro di voi?
"Guardi, sicuramente una cosa va detta: qualunque sia la legge elettorale, la legge si fa in Parlamento. E non si fa in una stanza all'esterno del Parlamento".
E la "tagliola" sul decreto Bankitalia?
"La tagliola non esiste come strumento alla Camera".
Casaleggio sale al piano riservato al gruppo del Movimento cinque stelle di Montecitorio. Incontra i deputati di alcune commissioni parlamentari. Si trattiene per circa quattro ore, alle 17 ha un treno che deve riportarlo a casa. Si trova di nuovo di fronte alla stampa.
Il cuore del dibattito è l'impeachment a Giorgio Napolitano. "La stanno preparando i colleghi di Senato e Camera. Arriverà nei prossimi giorni".
In privato, faccia a faccia con alcuni deputati grillini, il guru boccia anche la sortita di Giorgio Sorial. Quello del "boia" al Presidente della Repubblica. "Parole inopportune", così le definisce. Poi via, in taxi, fino alla prossima missione romana.