ROMA - Due pezzi di carta raccontano quello che Mastrapasqua non dice. Due documenti ufficiali, che Repubblica ha rintracciato, smontano la difesa del presidente dimissionario dell'Inps. Non è vero che l'Ospedale Israelitico ha ceduto "solo crediti esigibili e riconosciuti dalle Asl". Non è vero che Mastrapasqua firmava, per ragioni di opportunità, solo quelli trasferiti all'Inpdap.
Il 18 ottobre del 2011 la dottoressa Anna Rosalba Buttiglieri, direttore generale della Asl Roma D, invia una lettera (protocollo n.96393) all'Inps e all'Israelitico. C'è qualcosa che non va con il credito di 16.045 euro vantato dalla clinica romana e ceduto per saldare alcuni contributi. "Dichiaro che la fattura numero 10 del 15 febbraio 2010 menzionata nell'atto di cessione non è attualmente esigibile e pertanto questa amministrazione non può riconoscere il credito ceduto". Una comunicazione ufficiale che porta l'intestazione "Area tecnico economica finanziaria", firmata dalla Buttiglieri e dal dirigente responsabile del procedimento Davide Buoncristiani.
A bloccare la certificazione - si legge - è stata l'Unità delegata alla liquidazione delle fatture, che non può "procedere per tutte quelle emesse nel corso del 2010". Un documento che Mastrapasqua deve conoscere per forza, visto che dell'Israelitico è direttore generale. E che però non gli impedisce di sostenere pubblicamente la totale regolarità delle cessioni da lui decise e difese.
[[ge:rep-locali:repubblica:77503780]]
Frana pure l'ipotesi che firmasse di proprio pugno soltanto i trasferimenti di credito all'Inpdap e non quelli che finivano nella pancia dell'Ente da lui presieduto. Atto notarile numero 159381, autenticato il 13 maggio del 2009 dal notaio Mario Liguori: "Il sottoscritto Antonio Mastrapasqua, nato a Roma...", "... premettendo che l'Israelitico ha un debito di 61.257 euro per i contributi del mese di Aprile 2009", "... e che è creditore con la Asl Roma D per la fattura del 10 marzo 2008 di 1,2 milioni di euro...", "... cede il credito all'Inps". Di cui, però, da già da un anno occupa la poltrona più importante. Lo cede a sé stesso, non potrebbe essere più chiaro. Il conflitto di interesse spiegato ai ragazzini.
Non potrebbe essere diversamente, del resto. La clinica risponde a due gestioni previdenziali, una per i dipendenti (con l'Inpdap) e un'altra con l'Inps per i suoi collaboratori. A novembre del 2013 gli arretrati ammontavano a 19 milioni con la prima, 1 milione con la seconda. È appunto per versare i contributi ai contratti co. co. co. che firma la cessione quel 13 maggio. Una collaudata routine che si ripete una volta al mese, da anni, nello studio di Liguori dalle parti di Castel Sant'Angelo, per coprire i debiti contributivi che la clinica accumula anche perché la Regione Lazio tarda a rimborsare.
E ce ne sono a centinaia di carte del genere. Alcune molto vecchie, risalenti al 2004 quando Mastrapasqua era ancora un commercialista rampante di 45 anni, con un passato scolastico da dimenticare in fretta. Come ha rivelato Libero, infatti, è stato condannato nel 1997 in via definitiva a dieci mesi di carcere per aver comprato, con la complicità dei bidelli, alcuni esami universitari mai sostenuti. "Su mia istanza sono stato riabilitato dal Tribunale di sorveglianza", ci tiene a ricordare. Intanto però l'Inps, su input del magistrato contabile interno, con un decreto ingiuntivo ha chiesto all'Israelitico e alle Asl il saldo immediato del debito da 42 milioni di euro. L'ultima delle tegole a cadere sulla testa del presidente dimissionario.
Il 18 ottobre del 2011 la dottoressa Anna Rosalba Buttiglieri, direttore generale della Asl Roma D, invia una lettera (protocollo n.96393) all'Inps e all'Israelitico. C'è qualcosa che non va con il credito di 16.045 euro vantato dalla clinica romana e ceduto per saldare alcuni contributi. "Dichiaro che la fattura numero 10 del 15 febbraio 2010 menzionata nell'atto di cessione non è attualmente esigibile e pertanto questa amministrazione non può riconoscere il credito ceduto". Una comunicazione ufficiale che porta l'intestazione "Area tecnico economica finanziaria", firmata dalla Buttiglieri e dal dirigente responsabile del procedimento Davide Buoncristiani.
A bloccare la certificazione - si legge - è stata l'Unità delegata alla liquidazione delle fatture, che non può "procedere per tutte quelle emesse nel corso del 2010". Un documento che Mastrapasqua deve conoscere per forza, visto che dell'Israelitico è direttore generale. E che però non gli impedisce di sostenere pubblicamente la totale regolarità delle cessioni da lui decise e difese.
[[ge:rep-locali:repubblica:77503780]]
Frana pure l'ipotesi che firmasse di proprio pugno soltanto i trasferimenti di credito all'Inpdap e non quelli che finivano nella pancia dell'Ente da lui presieduto. Atto notarile numero 159381, autenticato il 13 maggio del 2009 dal notaio Mario Liguori: "Il sottoscritto Antonio Mastrapasqua, nato a Roma...", "... premettendo che l'Israelitico ha un debito di 61.257 euro per i contributi del mese di Aprile 2009", "... e che è creditore con la Asl Roma D per la fattura del 10 marzo 2008 di 1,2 milioni di euro...", "... cede il credito all'Inps". Di cui, però, da già da un anno occupa la poltrona più importante. Lo cede a sé stesso, non potrebbe essere più chiaro. Il conflitto di interesse spiegato ai ragazzini.
Non potrebbe essere diversamente, del resto. La clinica risponde a due gestioni previdenziali, una per i dipendenti (con l'Inpdap) e un'altra con l'Inps per i suoi collaboratori. A novembre del 2013 gli arretrati ammontavano a 19 milioni con la prima, 1 milione con la seconda. È appunto per versare i contributi ai contratti co. co. co. che firma la cessione quel 13 maggio. Una collaudata routine che si ripete una volta al mese, da anni, nello studio di Liguori dalle parti di Castel Sant'Angelo, per coprire i debiti contributivi che la clinica accumula anche perché la Regione Lazio tarda a rimborsare.
E ce ne sono a centinaia di carte del genere. Alcune molto vecchie, risalenti al 2004 quando Mastrapasqua era ancora un commercialista rampante di 45 anni, con un passato scolastico da dimenticare in fretta. Come ha rivelato Libero, infatti, è stato condannato nel 1997 in via definitiva a dieci mesi di carcere per aver comprato, con la complicità dei bidelli, alcuni esami universitari mai sostenuti. "Su mia istanza sono stato riabilitato dal Tribunale di sorveglianza", ci tiene a ricordare. Intanto però l'Inps, su input del magistrato contabile interno, con un decreto ingiuntivo ha chiesto all'Israelitico e alle Asl il saldo immediato del debito da 42 milioni di euro. L'ultima delle tegole a cadere sulla testa del presidente dimissionario.