ROMA - Il decreto legge 136/2013 contenente "disposizioni urgenti dirette a fronteggiare emergenze ambientali e industriali ed a favorire lo sviluppo delle aree interessate, ha introdotto il 3 dicembre scorso una serie di misure dirette al risanamento di due aree del Paese fortemente compromesse dal punto di vista ambientale: Ilva di Taranto e della Terra dei Fuochi della Campania. La Commissione Ambiente della Camera ha modificato alcuni punti del decreto approvato dal Consiglio dei Ministri. Approvato oggi in via definitiva dal Senato, il decreto è stato convertito in legge.
Reato di combustione illecita dei rifiuti. La norma rientra negli interventi previsti per la sicurezza ambientale e agroalimentare per la regione Campania, colpita dallo scandalo della Terra dei Fuochi. Viene introdotto il nuovo reato di combustione illecita dei rifiuti che prevede una reclusione da 2 a 5 anni per chi brucia rifiuti abbandonati o depositati in maniera incontrollata in aree non autorizzate. La pena sale fino a 6 anni nel caso si trattasse di rifiuti pericolosi ed è ulteriormente aggravata se il fatto avviene in territori con un'"emergenza rifiuti" come è la zona di Casal di Principe.
Interventi per tutelare la salute pubblica. Nel provvedimento vengono stanziati 50 milioni di euro per effettuare screening medico-sanitari sulla popolazione che risiede in queste due aree fino al prossimo anno. Nel caso dell'Ilva, si introduce tra l'altro una speciale procedura per l'autorizzazione alla realizzazione degli interventi previsti dall'Aia e dal piano delle misure e delle attività di tutela ambientale e sanitaria nell'area dello stabilimento.
Tra i miglioramenti apportati, infine, anche molte delle richieste fatte da comitati e associazioni ambientaliste in sede di audizione. La legge prevede nuovi strumenti per accelerare le bonifiche, mappare i terreni inquinati e consente l'utilizzo dell'esercito a scopo di sorveglianza. Inoltre viene istituito un fondo ad hoc (Fondo unico giustizia) alimentato dalla confisca dei beni provenienti dalle attività della criminalità organizzata e dai guadagni legati agli eco-reati per reperire risorse per le bonifiche.
Reato di combustione illecita dei rifiuti. La norma rientra negli interventi previsti per la sicurezza ambientale e agroalimentare per la regione Campania, colpita dallo scandalo della Terra dei Fuochi. Viene introdotto il nuovo reato di combustione illecita dei rifiuti che prevede una reclusione da 2 a 5 anni per chi brucia rifiuti abbandonati o depositati in maniera incontrollata in aree non autorizzate. La pena sale fino a 6 anni nel caso si trattasse di rifiuti pericolosi ed è ulteriormente aggravata se il fatto avviene in territori con un'"emergenza rifiuti" come è la zona di Casal di Principe.
Interventi per tutelare la salute pubblica. Nel provvedimento vengono stanziati 50 milioni di euro per effettuare screening medico-sanitari sulla popolazione che risiede in queste due aree fino al prossimo anno. Nel caso dell'Ilva, si introduce tra l'altro una speciale procedura per l'autorizzazione alla realizzazione degli interventi previsti dall'Aia e dal piano delle misure e delle attività di tutela ambientale e sanitaria nell'area dello stabilimento.
Tra i miglioramenti apportati, infine, anche molte delle richieste fatte da comitati e associazioni ambientaliste in sede di audizione. La legge prevede nuovi strumenti per accelerare le bonifiche, mappare i terreni inquinati e consente l'utilizzo dell'esercito a scopo di sorveglianza. Inoltre viene istituito un fondo ad hoc (Fondo unico giustizia) alimentato dalla confisca dei beni provenienti dalle attività della criminalità organizzata e dai guadagni legati agli eco-reati per reperire risorse per le bonifiche.