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Alfano: "Governo, la scelta spetta a Renzi. Ripartenza e non semplici ritocchi"

Intervista al vicepremier sullo scontro interno al Pd: "Non possiamo aspettare fino alla direzione democratica del 20"

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ROMA - "Sulle spalle di Matteo Renzi grava in queste ore una grande responsabilità: è lui il segretario del Pd e questo è un governo a guida democratica. Quindi è evidente che tocca a Renzi fare delle scelte ed è inevitabile che le sorti del governo si giochino nel rapporto tra lui e Letta". Non sarà Angelino Alfano a scegliere il premier in casa democratica, questo è chiaro. E tuttavia anche il leader del nuovo centrodestra ammette che la situazione attuale, quella di un esecutivo che "rischia di diventare un governicchio del tirare a campare", non è più tollerabile. Per mandare avanti la legislatura serve uno scossone.

Letta bis, staffetta, elezioni. Come direbbe Renzi: voi che busta scegliete?
"Noi abbiamo fondato un movimento politico proprio per non far precipitare il nostro paese in una crisi al buio e assicurare all'Italia un governo stabile per fare cose importanti. Non abbiamo cambiato linea e non condividiamo l'idea di Renzi che il governo abbia fatto fin qui poco. No, ha fatto il meglio possibile nelle condizioni date. Ma c'è una cosa che non possiamo accettare: che, invece di rilanciare il governo, si dia vita a un tirare a campare. Non ci stiamo a un governicchio che ogni giorno rischia di scivolare su un incidente perché sostenuto da una maggioranza che non ci crede fino in fondo".

Bene, ma come se ne esce?
"La responsabilità politica di questa scelta ricade per intero sul Pd. Noi riconosciamo a Enrico Letta correttezza nel rapporto con il Ncd e lo ricambiamo con la stessa correttezza e lealtà. Ed anche, me lo faccia dire, amicizia personale ".

Ma?

"Abbiamo già salvato questo governo il 2 ottobre, quella volta toccava a noi farlo perché la crisi si era aperta nella nostra metà campo. Noi siamo pronti a proseguire questa esperienza, ma è il Pd che deve sciogliere il nodo di una fiducia autentica e convinta a questo governo".

Oggi Renzi smentisce di voler andare subito a palazzo Chigi. Anche a lei ha detto cose simili?
"Renzi dice in pubblico ciò che afferma in privato. Sulle sue spalle grava in queste ore una grande responsabilità: è lui il segretario del Pd e questo è un governo a guida democratica. Quindi è evidente che tocca a Renzi fare delle scelte ed è inevitabile che le sorti del governo si giochino nel rapporto tra lui e Letta".

Con quali tempi?
"Non siamo disposti ad aspettare fino al 20 febbraio, occorre decidere subito. La prospettiva alla base del nostro patto era quella di un anno di governo, ma ci stiamo mangiando già due mesi. È dalla fine di dicembre che parliamo di questo patto di coalizione. Ecco perché noi martedì presenteremo i contenuti della nostra proposta per il 2014. Perché la gente non mangia solo pane e sbarramenti o circoscrizioni al ragù: bisogna urgentemente tornare a parlare di lavoro, di tasse, di impresa, di famiglie, di sburocratizzare l'Italia".

Il segretario del Pd ha invitato chi vuole un altro governo a dirlo chiaramente. Voi sareste disponibili, nel caso, a sostenere un governo Renzi?
"Non possiamo dare una disponibilità su una proposta che non c'è mai stata formulata. Non si può chiedere a noi di sciogliere un nodo che non ci appartiene".

Non pensa che serva comunque un forte scossone per mandare avanti la legislatura?
"È inutile girarci attorno. Questo è un governo nato in un momento di piena crisi del Pd, con le dimissioni di Bersani. Poi ha avuto il suo avvio con la nuova segreteria di Epifani e ora si trova con Renzi come interlocutore del principale partito di maggioranza. È chiaro che se non c'è un forte aggiornamento del programma e della squadra questo esecutivo, benché abbia alle spalle un tratto breve di strada, diventa una foto ingiallita".

Immagina un Letta bis o un semplice rimpasto?
"La mia idea è che serva una vera ripartenza, temo che qualche ritocco non basti. Qualsiasi cosa accada occorre comunque un pronunciamento chiaro del parlamento, come quando Forza Italia abbandonò la maggioranza e il percorso delle riforme. Bisogna che il "sì sì", "no no" venga detto davanti alle Camere".

Si apre una settimana decisiva sulla legge elettorale e Berlusconi ha sorprendentemente criticato il "parlamento dei nominati" dopo aver imposto il Porcellum al paese. Si riapre lo spazio per l'introduzione delle preferenze?
"Noi quell'emendamento lo abbiamo ripresentato. Renzi ha detto di essere favorevole, aggiungendo che è stato Berlusconi a costringerlo a non mettere le preferenze nell'Italicum. Visto che ora anche Berlusconi pare abbia cambiato idea, siamo tutti d'accordo. I cittadini possano tornare a sperare di scegliere direttamente il loro deputato".

Come finirà il match Letta-Renzi?
"Noi speriamo che il Pd non sciupi questa occasione e sia capace di assumere decisioni che abbiano a cuore l'interesse dell'Italia ".
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