TORINO - "E' stata fatta una buona analisi ma non sono state date le risposte che ci aspettavamo". Lo ha detto il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi rispondendo stamattina a una domanda sul governo Letta al convegno "La ripresa passa per l'impresa", organizzato all'Unione Industriale di Torino, in cui è stata lanciata la "marcia dei 40 mila digitale".
"Questa manifestazione non è contro un governo o a favore di un altro governo che può venire o meno - ha detto Squinzi - . E' una protesta contro una cultura antindustriale che ormai da qualche decennio è diventata prevalente. Il nostro appello alla politica è molto semplice: dateci un Paese normale e vi faremo vedere di cosa siamo capaci".
Burocrazia e eccesso di leggi restano per le imprese tra gli ostacoli principali da eliminare: "Occorre riorganizzare la Pubblica Amministrazione - ha ribadito il leader degli imprenditori - liberando il Paese dalla burocrazia e da regole opprimenti che sono il terreno su cui proliferano corruzione e malgoverno, riprogettando i procedimenti amministrativi, individuando meccanismi di premi e sanzioni per il personale pubblico. E' fondamentale per la ripartenza del Paese - ha aggiunto Squinzi - il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione".
"Dobbiamo chiedere l'avvio di percorso di riforme, a cominciare da quelle istituzionali, perchè abbiamo bisogno che la crescita sia sostenuta da sistema paese che funzioni", ha detto ancora Giorgio Squinzi, aggiungendo che bisogna "puntare alla modernizzazione delle istituzioni per renderle in grado di decidere". Questo, per il presidente di Confindustria, deve avvenire "superando il bicameralismo perfetto, riformando, e questo è fondamentale, il Titolo V della Costituzione in modo da riportare al centro le competenze su materie di interesse nazionale" e "riducendo il perimetro pubblico e proseguendo il processo di liberalizzazione".
Parlando della pressione fiscale, Squinzi ha detto poi che "per mantenere la coesione sociale, in particolare in questa fase, è necessario ridurre l'irpef che grava sui redditi più bassi da lavoro dipendente". Un obiettivo che, secondo Confindustria, può essere raggiunto "rimodulando aliquote e detrazioni e aumentando i trasferimenti agli incapienti".
La 'protesta' partita dal convegno torinese proseguirà domani a Roma con una sorta di flash mob davanti a Montecitorio, al quale parteciperà una delegazione di imprenditori e rappresentanti del mondo delle imprese guidati dalla presidente dell'Ui di Torino, Licia Mattioli.
"Questa manifestazione non è contro un governo o a favore di un altro governo che può venire o meno - ha detto Squinzi - . E' una protesta contro una cultura antindustriale che ormai da qualche decennio è diventata prevalente. Il nostro appello alla politica è molto semplice: dateci un Paese normale e vi faremo vedere di cosa siamo capaci".
Burocrazia e eccesso di leggi restano per le imprese tra gli ostacoli principali da eliminare: "Occorre riorganizzare la Pubblica Amministrazione - ha ribadito il leader degli imprenditori - liberando il Paese dalla burocrazia e da regole opprimenti che sono il terreno su cui proliferano corruzione e malgoverno, riprogettando i procedimenti amministrativi, individuando meccanismi di premi e sanzioni per il personale pubblico. E' fondamentale per la ripartenza del Paese - ha aggiunto Squinzi - il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione".
"Dobbiamo chiedere l'avvio di percorso di riforme, a cominciare da quelle istituzionali, perchè abbiamo bisogno che la crescita sia sostenuta da sistema paese che funzioni", ha detto ancora Giorgio Squinzi, aggiungendo che bisogna "puntare alla modernizzazione delle istituzioni per renderle in grado di decidere". Questo, per il presidente di Confindustria, deve avvenire "superando il bicameralismo perfetto, riformando, e questo è fondamentale, il Titolo V della Costituzione in modo da riportare al centro le competenze su materie di interesse nazionale" e "riducendo il perimetro pubblico e proseguendo il processo di liberalizzazione".
Parlando della pressione fiscale, Squinzi ha detto poi che "per mantenere la coesione sociale, in particolare in questa fase, è necessario ridurre l'irpef che grava sui redditi più bassi da lavoro dipendente". Un obiettivo che, secondo Confindustria, può essere raggiunto "rimodulando aliquote e detrazioni e aumentando i trasferimenti agli incapienti".
La 'protesta' partita dal convegno torinese proseguirà domani a Roma con una sorta di flash mob davanti a Montecitorio, al quale parteciperà una delegazione di imprenditori e rappresentanti del mondo delle imprese guidati dalla presidente dell'Ui di Torino, Licia Mattioli.