Politica

Fisco, la Tasi preoccupa Squinzi: "Mi sembra un'altra botta"

Il presidente di Confindustria sollecita un intervento del governo su lavoro e consumi: "Da Renzi mi aspetto interventi incisivi in tempi rapidi, il pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione è una priorità"

1 minuti di lettura
RHO-PERO (MILANO) - "Ho visto i numeri, la Tasi mi sembra un'altra botta". Lo dice il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, nel corso di una conferenza per l'avvio del Micam, la fiera delle calzature. "Mi sembra - aggiunge - che Renzi potenza nel motore ce l'ha, auguriamoci che sia capace di scaricarla per terra". 

"Pare ancora una volta che si voglia aumentare il carico fiscale e recuperare risorse invece di ridurre i costi", sottolinea Squinzi, precisando che si dovrebbe invece puntare maggiormente sulla "Spending review che Cottarelli ha avviato, spero che sia portata fino in fondo".
[[ge:rep-locali:repubblica:80017889]]
"E' necessario un intervento forte sul cuneo fiscale nel lavoro - dice ancora il presidente degli industriali - Mi sembra che Matteo Renzi condivida questa impostazione: mi auguro interventi incisivi in tempi rapidi. L'emergenza lavoro è quella numero uno di cui si deve occupare questo governo da lì può venire occupazione", più lavoro "per le nostre imprese facendo ripartire i consumi interni".

Su quanto la nuova squadra che compone il governo Renzi si in grado di affrontare questi temi, Squinzi sospende il giudizio. "Alcuni ministri - afferma - sono di ottimo livello, altri o non hanno esperienze specifiche di gestione amministrativa o politica, oppure sono io che non li conosco, aspettiamo alcuni mesi per vedere come operano".

Per il presidente di Confindustria è "prioritario il pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione: su questo sembra che Matteo Renzi abbia centrato il problema". Squinzi ha ricordato che circola la cifra di 71 miliardi, di cui 20 sono stati già pagati: "Ne residuano altri ma sono fiducioso, Matteo Renzi nelle dichiarazioni programmatiche ha detto che 71 miliardi si possono pagare e io credo che si devono pagare. Credo - conclude - che il calo dei consumi interni derivi dalla crisi di liquidità delle imprese che si riversano sulle famiglie italiane", per questo il "pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione è una priorità".
I commenti dei lettori