PARIGI -Missione Eliseo. Compiuta. Matteo Renzi è soddisfatto. E si vede subito, quando al primo piano dell'Eliseo appare con il Presidente Hollande nella sala della conferenza stampa congiunta al temine di un paio d'ore di faccia a faccia. Non ci sono le slide, come nella conferenza di Palazzo Chigi, ma non c'è nemmeno il burocratese. "Non penso ci sia bisogno di convincere il presidente Hollande a cambiare verso", risponde il Presidente del Consiglio, spiegando poi in francese a Hollande che si faceva riferimento allo slogan della sua campagna elettorale. Un "siparietto" con Hollande che meglio di qualsiasi parola mette in risalto la sintonia tra i due, ribadita in più occasioni.
Renzi rinsalda l'asse franco italiano alla vigilia dell'incontro con la cancelliera Angela Merkel, lunedì prossimo a Berlino e del vertice dei capi di Stato e di Governo in programma il 20 e il 21 a Bruxelles. "Con Hollande - assicura - c'è una condivisione, senza che nessuno cambi idea, che i vincoli e i limiti europei vanno rispettati e che contemporaneamente il compito e la responsabilità della politica sia quello di ridurre il gap, lo spread non economico finanziario ma quello tra cittadini e istituzioni". Un asse franco-italiano per portare in Europa la stessa idea del cambiamento che il presidente del Consiglio sta cercando di mettere in atto in Italia.
Renzi parla di un'Europa che deve essere "viva" perché così l'hanno pensata e voluta i padri fondatori e che rispetti si i vincoli di bilancio ma che metta al centro dei propri obiettivi la crescita.
E che la campagna elettorale per le prossime elezioni europee sia già entrata nel vivo, appare più che chiaro. Hollande parla di responsabilità politica di due paesi come Italia e Francia che sono tra i paesi fondatori della comunità europea ricordando proprio che i trattati che hanno creato l'Europa sono stati firmati a Roma.
Renzi va oltre e si dice convinto che i partiti che lottano contro l'Europa e che sono populisti avranno una possibilità di buon successo se Italia e Francia (in primis) non saranno consapevoli che l'Europa va rispettata negli accordi presi tra gli stati che la compongono ma che deve essere anche cambiata.
E negli accordi una conferma e una smentita. La conferma del Presidente del Consiglio italiano di voler innalzare dello 0,2% l'attuale rapporto tra deficit e prodotto interno lordo, dal 2,6 al 2,8 % ma la smentita assoluta di voler sforare il 3% , limite massimo previsto dai trattati.
E' invece da cambiare il patto di stabilità interna, che non consente ai comuni che hanno disponibilità in cassa di poter spendere soldi per interventi a favore - ad esempio - della scuola: "Ci sta bene la stabilità burocratica ma ci sta molto a cuore anche la stabilità delle nostre aule scolastiche".
Mancano pochi mesi al rinnovo del parlamento Europeo e subito dopo della Commissione Europea. E a questo Renzi e Hollande stanno lavorando. Ad una nuova Commissione Europa che oltre al rispetto dei vincoli di bilancio aiuti i paesi membri a trovare le soluzioni per la crescita e la disoccupazione, in particolare quella giovanile che, rimarca Hollande, "ha raggiunto livelli inaccettabili".
La visione comune di Italia e Francia si estende anche al modello sociale che l'Europa dovrà adottare nei prossimi anni, alla modernizzazione del mercato del lavoro, alle scelte in materia ambientale e del clima (nel vertice proprio a Parigi già fissato per il prossimo anno) alle politiche per l'area del Mediterraneo, dell'Africa, fino alla assoluta necessità di "non chiudere gli occhi sulle tragedie in Siria" per usare le parole del presidente Hollande.
Renzi lascia Parigi rilanciando il nuovo progetto europeo e strizzando l'occhio agli elettori europei e in particolare italiani. "L'Europa - dice- è il luogo della più grande scommessa politica che si possa e se qualcuno non crede più nell'Europa perché ha vissuto sulla sua pelle la crisi economica noi potremo avere più euro in tasca solo se avremo più europa nelle nostre istituzioni e nella nostra politica".
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La first lady. A Parigi insieme a Renzi, per la prima volta nel ruolo di "first lady", c'era la moglie Agnese Landini, che però non è andata all'Eliseo. Per lei era previsto un programma privato con visite culturali. Il primo impatto con Hollande è stato estremamente cordiale e informale. Tra i due anche uno scambio di battute sulla cravatta indossata dal premier italiano, particolarmente apprezzata dal collega francese. "C'est Gucci", ha spiegato il premier italiano.
Lunedì incontro con Angela Merkel. Lunedì per Renzi è in agenda il colloquio più atteso e impegnativo, quello con la signora Merkel che ha però mandato un primo cenno di fiducia al premier italiano definendo il suo piano un "programma di riforme ambizioso". Alla cancelliera Renzi spiegherà il pacchetto di misure per rilanciare la crescita e l'occupazione e l'antidoto per ridurre il debito e chiederà che anche l'Europa cambi come cerca di fare l'Italia. A Bruxelles "vogliono le riforme, per noi sono fondamentali, sono fondamentali per impostare un nuovo rapporto con l'Unione europea", ha spiegato il premier in un colloquio con Repubblica alla vigilia della partenza. Intanto, in vista del vertice europeo di giovedì e venerdì prossimi, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ribadito stamane che l'Unione europea "rimane la via maestra per progredire" ed anche per "prevenire e superare crisi come quella in cui da oltre cinque anni ci dibattiamo".
Renzi rinsalda l'asse franco italiano alla vigilia dell'incontro con la cancelliera Angela Merkel, lunedì prossimo a Berlino e del vertice dei capi di Stato e di Governo in programma il 20 e il 21 a Bruxelles. "Con Hollande - assicura - c'è una condivisione, senza che nessuno cambi idea, che i vincoli e i limiti europei vanno rispettati e che contemporaneamente il compito e la responsabilità della politica sia quello di ridurre il gap, lo spread non economico finanziario ma quello tra cittadini e istituzioni". Un asse franco-italiano per portare in Europa la stessa idea del cambiamento che il presidente del Consiglio sta cercando di mettere in atto in Italia.
Renzi parla di un'Europa che deve essere "viva" perché così l'hanno pensata e voluta i padri fondatori e che rispetti si i vincoli di bilancio ma che metta al centro dei propri obiettivi la crescita.
E che la campagna elettorale per le prossime elezioni europee sia già entrata nel vivo, appare più che chiaro. Hollande parla di responsabilità politica di due paesi come Italia e Francia che sono tra i paesi fondatori della comunità europea ricordando proprio che i trattati che hanno creato l'Europa sono stati firmati a Roma.
Renzi va oltre e si dice convinto che i partiti che lottano contro l'Europa e che sono populisti avranno una possibilità di buon successo se Italia e Francia (in primis) non saranno consapevoli che l'Europa va rispettata negli accordi presi tra gli stati che la compongono ma che deve essere anche cambiata.
E negli accordi una conferma e una smentita. La conferma del Presidente del Consiglio italiano di voler innalzare dello 0,2% l'attuale rapporto tra deficit e prodotto interno lordo, dal 2,6 al 2,8 % ma la smentita assoluta di voler sforare il 3% , limite massimo previsto dai trattati.
E' invece da cambiare il patto di stabilità interna, che non consente ai comuni che hanno disponibilità in cassa di poter spendere soldi per interventi a favore - ad esempio - della scuola: "Ci sta bene la stabilità burocratica ma ci sta molto a cuore anche la stabilità delle nostre aule scolastiche".
Mancano pochi mesi al rinnovo del parlamento Europeo e subito dopo della Commissione Europea. E a questo Renzi e Hollande stanno lavorando. Ad una nuova Commissione Europa che oltre al rispetto dei vincoli di bilancio aiuti i paesi membri a trovare le soluzioni per la crescita e la disoccupazione, in particolare quella giovanile che, rimarca Hollande, "ha raggiunto livelli inaccettabili".
La visione comune di Italia e Francia si estende anche al modello sociale che l'Europa dovrà adottare nei prossimi anni, alla modernizzazione del mercato del lavoro, alle scelte in materia ambientale e del clima (nel vertice proprio a Parigi già fissato per il prossimo anno) alle politiche per l'area del Mediterraneo, dell'Africa, fino alla assoluta necessità di "non chiudere gli occhi sulle tragedie in Siria" per usare le parole del presidente Hollande.
Renzi lascia Parigi rilanciando il nuovo progetto europeo e strizzando l'occhio agli elettori europei e in particolare italiani. "L'Europa - dice- è il luogo della più grande scommessa politica che si possa e se qualcuno non crede più nell'Europa perché ha vissuto sulla sua pelle la crisi economica noi potremo avere più euro in tasca solo se avremo più europa nelle nostre istituzioni e nella nostra politica".
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La first lady. A Parigi insieme a Renzi, per la prima volta nel ruolo di "first lady", c'era la moglie Agnese Landini, che però non è andata all'Eliseo. Per lei era previsto un programma privato con visite culturali. Il primo impatto con Hollande è stato estremamente cordiale e informale. Tra i due anche uno scambio di battute sulla cravatta indossata dal premier italiano, particolarmente apprezzata dal collega francese. "C'est Gucci", ha spiegato il premier italiano.
Lunedì incontro con Angela Merkel. Lunedì per Renzi è in agenda il colloquio più atteso e impegnativo, quello con la signora Merkel che ha però mandato un primo cenno di fiducia al premier italiano definendo il suo piano un "programma di riforme ambizioso". Alla cancelliera Renzi spiegherà il pacchetto di misure per rilanciare la crescita e l'occupazione e l'antidoto per ridurre il debito e chiederà che anche l'Europa cambi come cerca di fare l'Italia. A Bruxelles "vogliono le riforme, per noi sono fondamentali, sono fondamentali per impostare un nuovo rapporto con l'Unione europea", ha spiegato il premier in un colloquio con Repubblica alla vigilia della partenza. Intanto, in vista del vertice europeo di giovedì e venerdì prossimi, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ribadito stamane che l'Unione europea "rimane la via maestra per progredire" ed anche per "prevenire e superare crisi come quella in cui da oltre cinque anni ci dibattiamo".