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Romani: "Inopportune
le firme per la grazia"

Il senatore contro la Santanché: serve l'appoggio di tutti i partiti

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ROMA - "La candidatura di Silvio Berlusconi alle Europee è una partita ancora aperta".

Ma la normativa europea è molto chiara su questo, per dirla col vicepresidente della Commissione europea, Viviane Reding. Come farete, senatore Paolo Romani?
"Checché ne dica la signora Reding, il presidente ha tutto il diritto di candidarsi e rappresentare anche in questa competizione i milioni di italiani che lo hanno votato in vent'anni. Sarebbe una palese ingiustizia escluderlo ed è più che legittimo che lui abbia dato la sua disponibilità a candidarsi".

Tra poche ore la Cassazione confermerà l'interdizione e la Severino già esclude la possibilità che si candidi. Codice alla mano dovrete farvene una ragione, o no?
"Per nulla. Per noi è una battaglia politica importante. Certo, se ci si limita a esaminare i dati formali e procedimentali è chiaro che la prospettiva sarebbe limitata. Ma qui il dato è politico".

Ma come politico? E le leggi, le sentenze?
"Berlusconi è vittima di un combinato disposto che lo ha messo nelle condizioni di essere condannato".

In che senso "lo ha messo nelle condizioni"?
"Certo, subendo di conseguenza decadenza e estromissione dalle competizioni elettorali. Ora ha tutto il diritto di candidarsi, anche in contrapposizione rispetto a quanto gli è capitato. E poi, attendiamo ancora responsi importanti, per esempio dalla Corte europea".

Dunque lei sta dicendo che il leader sarà il vostro candidato, capolista in tutte le circoscrizioni?
"Io dico che noi vorremmo che lo fosse. La battaglia è avallata da milioni di italiani. Tanto più in questa nuova fase in cui Berlusconi è protagonista del percorsoriformatore apertosi nel Paese".

Si riferisce ai tanti che stanno aderendo alla raccolta di firme?
"Distinguiamo. La campagna di firme per la grazia è una iniziativa personale della signora Daniela Santanché, che io personalmente non condivido".

E perché non condivide?
"Perché se si dovesse imboccare un percorso di quel tipo, non sarebbe quella la strategia in grado di portare a risultati apprezzabili. Altra cosa le firme che possono essere raccolte a sostegno della candidatura".

Sperate ancora nella grazia al Cavaliere?
"Io penso che un processo di grande pacificazione nazionale sia già in atto. Esponenti che non sono di Forza Italia si stanno muovendo per chiudere la lunga fase di contrapposizione tra politica e giustizia. E la pacificazione potrebbe passare anche attraverso un provvedimento di clemenza che consenta a Berlusconi di recuperare piena agibilità politica. Ma è un discorso delicato, che deve essere condiviso da tutte le forze politiche".

Insomma, a prescindere dalla vicenda personale del vostro leader, continuerete a collaborare nel processo di riforma?
"Forza Italia oggi in Parlamento è protagonista del processo riformatore. Su abolizione delle Province, legge elettorale europea, Italicum, riforma del Senato, Titolo V della Costituzione, noi ci siamo. Speriamo tengano anche Renzi e il Pd".

Davvero siete interessati a un ipotetico allargamento della maggioranza?
"È un discorso prematuro. Abbiamo aperto una parentesi riformatrice alla quale tiene molto anche il Presidente della Repubblica. Siamo dell'avviso che occorra proseguire questo percorso. Sul resto, vedremo in futuro".
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