BRUXELLES - "Le riforme di Renzi vanno nella giusta direzione. Il premier italiano mi ha assicurato che saranno fatte nel "pieno rispetto dei trattati, del patto di stabilità e crescita e anche del Fiscal compact": è una dichiarazione distensiva quella del presidente della Commissione europea Josè Manuel Barroso al termine di una difficile prima giornata del vertice Ue.
Giornata cominciata con uno scontro a distanza tra Matteo Renzi e Jose Manuel Barroso, proseguita con un tweet di carattere ufficiale che tende a esprimere piena condivisione e le più distensive dichiarazioni finali . Sul piatto, il tema delle riforme e del rispetto dei vincoli europei. Una questione su cui il premier durante il consiglio Ue ha detto: "Noi rispettiamo tutti gli impegni, ma l'Europa risolva i problemi".
In mattinata partono subito scintille sui 'paletti' di bilancio. Dopo aver ricevuto Regioni e sindaci a Roma, la giornata del premier prosegue in Belgio con la partecipazione al vertice del Pse, il Partito socialista europeo. Al termine, l'appuntamento - durato circa un'ora e mezza - con il presidente della Commissione Ue, il quale prima dell'incontro non ha voluto commentare i propositi di politica economica di Renzi che nei giorni scorsi aveva ventilato la possibilità di portare il deficit dal 2,6 al 3% del Pil per coprire i tagli delle tasse promessi.
Tuttavia, interpellato sulla questione, Barroso ha detto di avere la stessa posizione espressa dal presidente del Consiglio Ue, Herman Van Rompuy: "Tutti in Europa devono rispettare le regole concordate". Ma lo sguardo di intesa intercorso fra Barroso e Van Rompuy prima di rispondere alla domanda (video) è stato sufficiente a rievocare l'ammiccamento con cui, nell'ottobre del 2011, l'allora presidente francese Nicolas Sarkozy e la cancelliera tedesca Angela Merkel avevano accolto una domanda sulla fiducia che riservavano al presidente Silvio Berlusconi, dimissionario di lì a poco.
Alle parole di Barroso ha risposto pressoché in diretta lo stesso Renzi: "L'Italia è uno dei Paesi che rispetta tutti vincoli" (video). Poi, però, una volta concluso il faccia a faccia, il premier ha commentato: "L'incontro è andato bene, molto bene".
Congedato Renzi, è stato lo stesso Barroso a postare una foto su Twitter e a fornire una rassicurazione di carattere ufficiale.
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Nel corso della giornata non sono mancati alcuni 'siparietti'. Passando davanti ai giornalisti che lo attendevano, Renzi, accompagnato dal presidente della Commissione Ue, si è fermato qualche secondo davanti alle bandiere italiana ed europea, e indicando il bottone della giacca ha detto con un sorriso: "Stavolta non ho sbagliato bottone", con un chiaro riferimento a quanto successo durante il suo incontro lunedì con la Merkel.
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Il Renzi show è proseguito anche nell'incontro a porte chiuse, ma in parte ripreso dalle telecamere, durante il quale non ha lesinato battute. Sedendosi accanto a Barroso, Renzi ha detto scherzando: "Vado a destra, non è un problema" e si è accomodato sulla poltrona alla destra di Barroso, che è un esponente del Ppe.
Terminato il colloquio, Renzi ha attraversato la strada per entrare nel palazzo del Consiglio e partecipare al vertice dei capi di Stato e di governo Ue, introdotto dal consueto intervento del presidente del Parlamento europeo.
"Con Barroso - ha detto Renzi al debutto nel Consiglio Ue - abbiamo parlato di riforme, non di zero virgola" sui margini di manovra italiani. "Stiamo rivoluzionando e cambiando l'Italia, le coperture sono fuori dubbio, chi non si fida delle parole del primo ministro aspetti il Def", vale a dire il Documento di economia e finanza da approvare il prossimo 10 aprile e da inviare a Bruxelles. E poi: "L'Italia non viene in Europa come uno studente fuori corso, ma come un Paese fondatore che rispetta i vincoli, per questo faccio fatica a capire le polemiche". Perché secondo il premier, le riforme che puntano a "cambiare il Senato, il mercato del lavoro, la pubblica amministrazione e la creazione di un'autorità anticorruzione, sono più importanti delle discussioni su uno 0,2% di deficit". E sul ruolo dell'Europa: "Non è la causa dei nostri problemi ma la possibile soluzione".
Fra i temi sul tavolo anche l'accordo raggiunto al vertice Ue per la revisione della direttiva risparmi, che consente lo scambio automatico di informazioni fiscali in chiave anti-evasione, dossier bloccato dal 2008 per le resistenze di Austria e Lussemburgo.
Dalla parte di Renzi si è schierato Martin Schulz, presidente dell'Europarlamento: "L'Ue ha bisogno di un'Italia forte e l'Italia ha bisogno di un'Ue solidale, che vuol dire sostenere il Paese a uscire dalla crisi", e "io lotto con Renzi per questo", che "spero ce la faccia con le riforme". Per Schulz, il rispetto dei parametri di Maastricht non è in discussione ma bisogna discutere se gli investimenti per la crescita vadano o meno contabilizzati nel debito, e questo "è un punto che Matteo Renzi ha giustificato molto bene".
La querelle iniziale Italia-Ue, tuttavia, ha provocato ulteriori reazioni in Italia. Il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini scrive su Facebook rivolgendosi principalmente a Barroso ma anche a Van Rompuy.
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Secondo quanto anticipato dal presidente delle Regioni Vasco Errani, il premier chiederà a Bruxelles che i fondi strutturali vengano esclusi dai vincoli posti dal Patto di stabilità. Lo ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni, Errani appunto, al termine del vertice a palazzo Chigi sulle Riforme del titolo V e del Senato.
Di sicuro c'è che entro marzo il governo vuole chiudere la partita delle due riforme. Per farlo, terrà conto delle richieste presentate oggi dai presidenti delle Regioni e dai sindaci che hanno condiviso un documento. Prima di partire per il Consiglio europeo di Bruxelles, Renzi ha illustrato la rotta ai rappresentanti dei territori e chiesto alle due delegazioni "un coinvolgimento in prima persona nel processo di trasformazione delle istituzioni".
Giornata cominciata con uno scontro a distanza tra Matteo Renzi e Jose Manuel Barroso, proseguita con un tweet di carattere ufficiale che tende a esprimere piena condivisione e le più distensive dichiarazioni finali . Sul piatto, il tema delle riforme e del rispetto dei vincoli europei. Una questione su cui il premier durante il consiglio Ue ha detto: "Noi rispettiamo tutti gli impegni, ma l'Europa risolva i problemi".
In mattinata partono subito scintille sui 'paletti' di bilancio. Dopo aver ricevuto Regioni e sindaci a Roma, la giornata del premier prosegue in Belgio con la partecipazione al vertice del Pse, il Partito socialista europeo. Al termine, l'appuntamento - durato circa un'ora e mezza - con il presidente della Commissione Ue, il quale prima dell'incontro non ha voluto commentare i propositi di politica economica di Renzi che nei giorni scorsi aveva ventilato la possibilità di portare il deficit dal 2,6 al 3% del Pil per coprire i tagli delle tasse promessi.
Tuttavia, interpellato sulla questione, Barroso ha detto di avere la stessa posizione espressa dal presidente del Consiglio Ue, Herman Van Rompuy: "Tutti in Europa devono rispettare le regole concordate". Ma lo sguardo di intesa intercorso fra Barroso e Van Rompuy prima di rispondere alla domanda (video) è stato sufficiente a rievocare l'ammiccamento con cui, nell'ottobre del 2011, l'allora presidente francese Nicolas Sarkozy e la cancelliera tedesca Angela Merkel avevano accolto una domanda sulla fiducia che riservavano al presidente Silvio Berlusconi, dimissionario di lì a poco.
Alle parole di Barroso ha risposto pressoché in diretta lo stesso Renzi: "L'Italia è uno dei Paesi che rispetta tutti vincoli" (video). Poi, però, una volta concluso il faccia a faccia, il premier ha commentato: "L'incontro è andato bene, molto bene".
Congedato Renzi, è stato lo stesso Barroso a postare una foto su Twitter e a fornire una rassicurazione di carattere ufficiale.
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Nel corso della giornata non sono mancati alcuni 'siparietti'. Passando davanti ai giornalisti che lo attendevano, Renzi, accompagnato dal presidente della Commissione Ue, si è fermato qualche secondo davanti alle bandiere italiana ed europea, e indicando il bottone della giacca ha detto con un sorriso: "Stavolta non ho sbagliato bottone", con un chiaro riferimento a quanto successo durante il suo incontro lunedì con la Merkel.
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Il Renzi show è proseguito anche nell'incontro a porte chiuse, ma in parte ripreso dalle telecamere, durante il quale non ha lesinato battute. Sedendosi accanto a Barroso, Renzi ha detto scherzando: "Vado a destra, non è un problema" e si è accomodato sulla poltrona alla destra di Barroso, che è un esponente del Ppe.
Terminato il colloquio, Renzi ha attraversato la strada per entrare nel palazzo del Consiglio e partecipare al vertice dei capi di Stato e di governo Ue, introdotto dal consueto intervento del presidente del Parlamento europeo.
"Con Barroso - ha detto Renzi al debutto nel Consiglio Ue - abbiamo parlato di riforme, non di zero virgola" sui margini di manovra italiani. "Stiamo rivoluzionando e cambiando l'Italia, le coperture sono fuori dubbio, chi non si fida delle parole del primo ministro aspetti il Def", vale a dire il Documento di economia e finanza da approvare il prossimo 10 aprile e da inviare a Bruxelles. E poi: "L'Italia non viene in Europa come uno studente fuori corso, ma come un Paese fondatore che rispetta i vincoli, per questo faccio fatica a capire le polemiche". Perché secondo il premier, le riforme che puntano a "cambiare il Senato, il mercato del lavoro, la pubblica amministrazione e la creazione di un'autorità anticorruzione, sono più importanti delle discussioni su uno 0,2% di deficit". E sul ruolo dell'Europa: "Non è la causa dei nostri problemi ma la possibile soluzione".
Fra i temi sul tavolo anche l'accordo raggiunto al vertice Ue per la revisione della direttiva risparmi, che consente lo scambio automatico di informazioni fiscali in chiave anti-evasione, dossier bloccato dal 2008 per le resistenze di Austria e Lussemburgo.
Dalla parte di Renzi si è schierato Martin Schulz, presidente dell'Europarlamento: "L'Ue ha bisogno di un'Italia forte e l'Italia ha bisogno di un'Ue solidale, che vuol dire sostenere il Paese a uscire dalla crisi", e "io lotto con Renzi per questo", che "spero ce la faccia con le riforme". Per Schulz, il rispetto dei parametri di Maastricht non è in discussione ma bisogna discutere se gli investimenti per la crescita vadano o meno contabilizzati nel debito, e questo "è un punto che Matteo Renzi ha giustificato molto bene".
La querelle iniziale Italia-Ue, tuttavia, ha provocato ulteriori reazioni in Italia. Il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini scrive su Facebook rivolgendosi principalmente a Barroso ma anche a Van Rompuy.
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Secondo quanto anticipato dal presidente delle Regioni Vasco Errani, il premier chiederà a Bruxelles che i fondi strutturali vengano esclusi dai vincoli posti dal Patto di stabilità. Lo ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni, Errani appunto, al termine del vertice a palazzo Chigi sulle Riforme del titolo V e del Senato.
Di sicuro c'è che entro marzo il governo vuole chiudere la partita delle due riforme. Per farlo, terrà conto delle richieste presentate oggi dai presidenti delle Regioni e dai sindaci che hanno condiviso un documento. Prima di partire per il Consiglio europeo di Bruxelles, Renzi ha illustrato la rotta ai rappresentanti dei territori e chiesto alle due delegazioni "un coinvolgimento in prima persona nel processo di trasformazione delle istituzioni".