Politica

Elezioni europee, ok del Senato a riforma legge elettorale: sì a quote rosa

Con 157 voti a favore, 34 contrari e 23 astenuti, Palazzo Madama ha approvato il ddl per la candidatura dei componenti italiani al parlamento Ue. Il provvedimento passa ora all'esame della Camera.  Nell'ordine di lista, i primi due candidati dovranno essere di sesso diverso

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ROMA - Via libera dal Senato con 157 sì, 34 no e 23 astenuti alla riforma della legge elettorale dedicata al voto europeo: il ddl introduce le quote di genere dal 2019. L'accordo tra Pd, Ncd e Fi prevede una norma transitoria che vale solo se si danno tre preferenze, la terza deve esser di sesso diverso dalle prime due.

Hanno votato a favore del provvedimento Pd, Ncd, Forza Italia, Gal, ma anche Scelta civica ("per disciplina di maggioranza" ha sottolineato Alessandro Maran) e Lega Nord ("nonostante quanto accaduto in quest'aula" secondo Roberto Calderoli). Sel non ha partecipato al voto, contrario M5S. Pi si è astenuto.

La norma è frutto di un compromesso che si è perfezionato ieri con l'emendamento presentato dalla relatrice del provvedimento, la democratica Doris Lo Moro, che l'Aula ha approvato.

Per le elezioni a partire dal 2019 si stabilisce che "all'atto della presentazione, in ciascuna lista i candidati dello stesso sesso non possono eccedere la metà, con arrotondamento all'unità. Nell'ordine di lista, i primi due candidati devono essere di sesso diverso". All'ufficio elettorale circoscrizionale viene dato anche il compito di "verifica" del rispetto della parità nelle liste e si dice che "in caso contrario, riduce la lista cancellando i nomi dei candidati appartenenti al genere più rappresentato, procedendo dall'ultimo della lista, in modo da assicurare il rispetto della medesima disposizione".

Qualora la lista, "all'esito della cancellazione delle candidature eccedenti, contenga un numero di candidati inferiore al minimo prescritto", l'ufficio "ricusa la lista". Lo stesso organo "verifica altresì" che nelle liste dei candidati sia rispettato il criterio delle quote. "In caso contrario, modifica di conseguenza l'ordine di lista, collocando dopo il primo candidato quello successivo di sesso diverso".

Infine, si modifica il titolo V della legge per la promozione dell'equilibrio di genere nella rappresentanza politica alle elezioni del Parlamento europeo, stabilendo che l'elettore può esprimere fino a tre preferenze. "Nel caso di più preferenze espresse, queste devono riguardare candidati di sesso diverso, pena l'annullamento della seconda e della terza preferenza". E si inserisce la norma transitoria per le elezioni del prossimo maggio.
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