Decreto lavoro, minoranza Pd sulle barricate
Nel mirino contratti a termine e apprendistato. Il ministro Poletti: "No a uno stravoglimento". Ncd: "Renzi fermi il fuoco amico"
ROMA - "Il parlamento ha avviato una sua riflessione su questa materia. Se ci sono elementi da ritoccare, lo saranno. Noi siamo profondamente convinti della bontà delle scelte fatte e andremo in parlamento a sostenerle con molta forza". Il ministro Giuliano Poletti prova a difendere così il decreto lavoro. Ma il provvedimento è sempre più nel mirino della minoranza Pd. In particolare per due aspetti: contratti a termine e apprendistato. Sotto accusa sia l'abrogazione delle causali per i contratti a termine sia le norme che prevedono la possibilità di "ripetere il contratto 8 volte in 36 mesi". Sul fronte dell'apprendistato invece sono in molti, sindacati compresi, a chiedere che sia rivista la possibilità che la formazione di carattere pubblico sia facoltativa. Ultimo nodo, poi, quello della percentuali di contratti di apprendistato che devono essere stabilizzati e che il governo ha azzerato.
Se uno "stravolgiment…
Se uno "stravolgiment…
ROMA - "Il parlamento ha avviato una sua riflessione su questa materia. Se ci sono elementi da ritoccare, lo saranno. Noi siamo profondamente convinti della bontà delle scelte fatte e andremo in parlamento a sostenerle con molta forza". Il ministro Giuliano Poletti prova a difendere così il decreto lavoro. Ma il provvedimento è sempre più nel mirino della minoranza Pd. In particolare per due aspetti: contratti a termine e apprendistato. Sotto accusa sia l'abrogazione delle causali per i contratti a termine sia le norme che prevedono la possibilità di "ripetere il contratto 8 volte in 36 mesi". Sul fronte dell'apprendistato invece sono in molti, sindacati compresi, a chiedere che sia rivista la possibilità che la formazione di carattere pubblico sia facoltativa. Ultimo nodo, poi, quello della percentuali di contratti di apprendistato che devono essere stabilizzati e che il governo ha azzerato.
Se uno "stravolgimento" è escluso, sulle modifiche si aprono spiragli anche considerando che i rapporti di forza in commissione Lavoro alla Camera: su un totale di 45 deputati 21 sono Dem, di cui la gran parte è favorevole a correzioni, come d'altronde l'opposizione (Sel e Cinque Stelle). "Va corretto", dice Gianni Cuperlo, leader della sinistra Pd. Ma da Ncd arriva uno stop: "Renzi - dice Maurizio Sacconi - fermi il fuoco amico". La prossima settimana il pacchetto sarà sottoposto a diverse audizioni (i soggetti sono in tutto un'ottantina, comprese le parti sociali) che si chiuderà con la presentazione venerdì degli emendamenti. Entro il 14 aprile poi il testo è atteso in Aula a Montecitorio per il primo via libera.
Il confronto comunque non mancherà: oltre ai lavori in commissione infatti, mercoledì sera è in agenda una riunione del gruppo Pd con il ministro alla Camera.
Se uno "stravolgimento" è escluso, sulle modifiche si aprono spiragli anche considerando che i rapporti di forza in commissione Lavoro alla Camera: su un totale di 45 deputati 21 sono Dem, di cui la gran parte è favorevole a correzioni, come d'altronde l'opposizione (Sel e Cinque Stelle). "Va corretto", dice Gianni Cuperlo, leader della sinistra Pd. Ma da Ncd arriva uno stop: "Renzi - dice Maurizio Sacconi - fermi il fuoco amico". La prossima settimana il pacchetto sarà sottoposto a diverse audizioni (i soggetti sono in tutto un'ottantina, comprese le parti sociali) che si chiuderà con la presentazione venerdì degli emendamenti. Entro il 14 aprile poi il testo è atteso in Aula a Montecitorio per il primo via libera.
Il confronto comunque non mancherà: oltre ai lavori in commissione infatti, mercoledì sera è in agenda una riunione del gruppo Pd con il ministro alla Camera.