ROMA. Senza Forza Italia, addio riforme. Paolo Romani non ha neanche bisogno di ricordarlo. Con Matteo Renzi, però, il capogruppo azzurro è netto: "Invertire Italicum e ddl sul bicameralismo non era nei patti". E nonostante la contrarietà dell'esecutivo, FI reclama l'elezione diretta del Senato: "Martedì presenteremo il nostro testo". Poi servirà un nuovo sigillo dei leader: "Penso che ci potrebbe essere un altro incontro tra Renzi e Berlusconi".
Presidente Romani, per Renzi Palazzo Madama tratterà prima l'abolizione del bicameralismo paritario e solo dopo approverà l'Italicum.
"È una modifica dell'accordo. Avevamo deciso in modo diverso".
Non siete d'accordo, dunque.
"Faccio notare che alla Camera siamo andati molto in fretta, per approvare la riforma".
Vi opporrete a questa inversione?
"Un passo alla volta. Un'intesa su questo punto non è stata finalizzata. Bisogna inoltre tenere presente che il Presidente Finocchiaro - indipendentemente da Renzi - vuole che si discuta prima la riforma del Senato. E il premier, a Palazzo Madama, non può contare su molti renziani doc...".
Insisto: vi metterete di traverso?
"Un accordo ancora non c'è, una richiesta precisa neppure, né esiste un testo definitivo. Quando ci saranno, entreremo nel merito".
Pare che la vostra proposta di riformare del Senato non ricalchi quella del governo.
"Innanzitutto una premessa: noi raccogliamo la sfida del sistema monocamerale, con una corsia preferenziale per i provvedimenti del governo e sessanta giorni di tempo per i suoi ddl. Vogliamo un governo che governi. Ciò detto..".
Prosegua.
"Abbiamo riunito alcuni dei nostri senatori ed elaborato una proposta, che completeremo entro martedì. Il principale problema che abbiamo identificato riguarda l'elezione del Senato. Nel gruppo è emersa - a larga maggioranza - la volontà che sia diretta, a suffragio universale e con metodo proporzionale. Ogni Regione che va al voto per i consigli, vota anche i suoi rappresentanti per il Senato".
Non si richia il caos?
"Naturalmente si tratta di elezioni che viaggiano su un binario parallelo rispetto alla Camera. È l'elezione di secondo grado, invece, a essere un'idea estranea al nostro sistema".
Dipende dalle funzioni che intendete attribuire al Senato.
"Avrà alcune competenze esclusive: i ddl sulla perequazione delle risorse finanziarie e la legislazione concorrente residua.
Quanto alle competenze collettive con la Camera, immaginiamo: la revisione della Costituzione, la ratifica dei trattati internazionali, la legge elettorale, l'approvazione dei bilanci dello Stato".
Anche la legge di stabilità?
"Può riguardare anche la legge di stabilità".
Si tratta di materie decisive. Dov'è la semplificazione?
"La fiducia la vota solo la Camera".
Ma resta il suo potere interdittivo.
"È limitato. E riguarda la definizione di regole comuni".
Quando presenterete la vostra proposta?
"Entro martedì la depositeremo al Senato. D'altra parte, anche il governo presenterà una proposta. Poi, se e quando sarà incardinata, saranno esaminate assieme. Faccio notare che anche Ncd e Lega hanno loro proposte. Che, come la nostra, prevedono il suffragio universale per il Senato".
Diranno che volete far saltare l'accordo sulle riforme.
"Non è certo obbligatorio che l'unico testo sia quello del governo. Resta la nostra forte vocazione per le riforme. Ma siamo di fronte a una trattativa".
Servirà dunque un nuovo incontro tra Berlusconi e Renzi?
"Decideranno loro se farlo. Preceduto da un approfondimento - nostro e del governo che possa facilitare l'incontro nel caso accada, potendo contare su un'istruttoria già avviata".
Presidente Romani, per Renzi Palazzo Madama tratterà prima l'abolizione del bicameralismo paritario e solo dopo approverà l'Italicum.
"È una modifica dell'accordo. Avevamo deciso in modo diverso".
Non siete d'accordo, dunque.
"Faccio notare che alla Camera siamo andati molto in fretta, per approvare la riforma".
Vi opporrete a questa inversione?
"Un passo alla volta. Un'intesa su questo punto non è stata finalizzata. Bisogna inoltre tenere presente che il Presidente Finocchiaro - indipendentemente da Renzi - vuole che si discuta prima la riforma del Senato. E il premier, a Palazzo Madama, non può contare su molti renziani doc...".
Insisto: vi metterete di traverso?
"Un accordo ancora non c'è, una richiesta precisa neppure, né esiste un testo definitivo. Quando ci saranno, entreremo nel merito".
Pare che la vostra proposta di riformare del Senato non ricalchi quella del governo.
"Innanzitutto una premessa: noi raccogliamo la sfida del sistema monocamerale, con una corsia preferenziale per i provvedimenti del governo e sessanta giorni di tempo per i suoi ddl. Vogliamo un governo che governi. Ciò detto..".
Prosegua.
"Abbiamo riunito alcuni dei nostri senatori ed elaborato una proposta, che completeremo entro martedì. Il principale problema che abbiamo identificato riguarda l'elezione del Senato. Nel gruppo è emersa - a larga maggioranza - la volontà che sia diretta, a suffragio universale e con metodo proporzionale. Ogni Regione che va al voto per i consigli, vota anche i suoi rappresentanti per il Senato".
Non si richia il caos?
"Naturalmente si tratta di elezioni che viaggiano su un binario parallelo rispetto alla Camera. È l'elezione di secondo grado, invece, a essere un'idea estranea al nostro sistema".
Dipende dalle funzioni che intendete attribuire al Senato.
"Avrà alcune competenze esclusive: i ddl sulla perequazione delle risorse finanziarie e la legislazione concorrente residua.
Quanto alle competenze collettive con la Camera, immaginiamo: la revisione della Costituzione, la ratifica dei trattati internazionali, la legge elettorale, l'approvazione dei bilanci dello Stato".
Anche la legge di stabilità?
"Può riguardare anche la legge di stabilità".
Si tratta di materie decisive. Dov'è la semplificazione?
"La fiducia la vota solo la Camera".
Ma resta il suo potere interdittivo.
"È limitato. E riguarda la definizione di regole comuni".
Quando presenterete la vostra proposta?
"Entro martedì la depositeremo al Senato. D'altra parte, anche il governo presenterà una proposta. Poi, se e quando sarà incardinata, saranno esaminate assieme. Faccio notare che anche Ncd e Lega hanno loro proposte. Che, come la nostra, prevedono il suffragio universale per il Senato".
Diranno che volete far saltare l'accordo sulle riforme.
"Non è certo obbligatorio che l'unico testo sia quello del governo. Resta la nostra forte vocazione per le riforme. Ma siamo di fronte a una trattativa".
Servirà dunque un nuovo incontro tra Berlusconi e Renzi?
"Decideranno loro se farlo. Preceduto da un approfondimento - nostro e del governo che possa facilitare l'incontro nel caso accada, potendo contare su un'istruttoria già avviata".