ROMA. Berlusconi ancora in queste ore conferma di puntare tutto sui club in vista delle Europee. Non crede più in Forza Italia in cui lei milita dal '94, onorevole Stefania Prestigiacomo?
"Quel partito non esiste più. Berlusconi sotto la stessa bandiera ne sta inventando uno nuovo. È questa la sua scommessa. I club sono la nuova linfa, lo strumento per tornare in sintonia con il popolo dei moderati, soprattutto con i giovani che vogliono riconquistarsi un futuro che oggi vedono incerto".
Cosa ne sarà del partito dopo il 10 aprile?
"Continuiamo a pensare e sperare che esista un giudice a Berlino e che a Berlusconi non venga negata la possibilità di essere attore della politica italiana".
Detto questo? Pensa che la successione possa passare ad esempio attraverso una delle figlie?
"Sì, se lo vorranno. La Le Pen in Francia ha dimostrato di possedere capacità, passione e carisma che hanno reso possibile la successione".
Comunque, per la prima volta Forza Italia correrà senza il suo leader. A leggere i sondaggi correte il rischio di diventare il terzo polo.
"Non credo proprio. I moderati sono sempre stati maggioranza in Italia. L'attuale scomposizione e ricomposizione del centrodestra non modificherà assetti consolidati in decenni".
Intanto scontri interni e polemiche hanno caratterizzato anche questa fase, la corsa per le candidature alle Europee quasi una battaglia. È già iniziato il dopo-Berlusconi?
"Non c'è oggi un dopo-Berlusconi. Forza Italia è Berlusconi. Il suo ruolo e la sua leadership non sono in discussione. Certamente dovremo trovare soluzioni adeguate alla situazione nuova. Ma senza Silvio questo partito semplicemente non esiste".
Lei, nominata tra i componenti 'non votanti' del comitato di presidenza, non ha partecipato alla prima riunione. In polemica?
"No. Il mio impegno in politica non é condizionato da organigrammi di partito. Continuerò a portare avanti le battaglie che hanno segnato la mia storia politica anche se non sempre in sintonia con la maggioranza del mio partito, sovente più realista del re".
Cosa è rimasto dello spirito del '94?
"E' rimasta la voglia di cambiare l'Italia. Un'Italia oggi profondamente diversa da quella di 20 anni fa. Per questo il partito si deve reinventare basandosi sugli stessi valori del 94 ma trovando linguaggi, sfide, sogni nuovi".
Del Debbio c'era come lei, allora. Dice che Berlusconi è ormai stretto da un cerchio più o meno magico.
"Lo conosco, continuerà a votare Forza Italia. Non aggiungiamo altro".
"Quel partito non esiste più. Berlusconi sotto la stessa bandiera ne sta inventando uno nuovo. È questa la sua scommessa. I club sono la nuova linfa, lo strumento per tornare in sintonia con il popolo dei moderati, soprattutto con i giovani che vogliono riconquistarsi un futuro che oggi vedono incerto".
Cosa ne sarà del partito dopo il 10 aprile?
"Continuiamo a pensare e sperare che esista un giudice a Berlino e che a Berlusconi non venga negata la possibilità di essere attore della politica italiana".
Detto questo? Pensa che la successione possa passare ad esempio attraverso una delle figlie?
"Sì, se lo vorranno. La Le Pen in Francia ha dimostrato di possedere capacità, passione e carisma che hanno reso possibile la successione".
Comunque, per la prima volta Forza Italia correrà senza il suo leader. A leggere i sondaggi correte il rischio di diventare il terzo polo.
"Non credo proprio. I moderati sono sempre stati maggioranza in Italia. L'attuale scomposizione e ricomposizione del centrodestra non modificherà assetti consolidati in decenni".
Intanto scontri interni e polemiche hanno caratterizzato anche questa fase, la corsa per le candidature alle Europee quasi una battaglia. È già iniziato il dopo-Berlusconi?
"Non c'è oggi un dopo-Berlusconi. Forza Italia è Berlusconi. Il suo ruolo e la sua leadership non sono in discussione. Certamente dovremo trovare soluzioni adeguate alla situazione nuova. Ma senza Silvio questo partito semplicemente non esiste".
Lei, nominata tra i componenti 'non votanti' del comitato di presidenza, non ha partecipato alla prima riunione. In polemica?
"No. Il mio impegno in politica non é condizionato da organigrammi di partito. Continuerò a portare avanti le battaglie che hanno segnato la mia storia politica anche se non sempre in sintonia con la maggioranza del mio partito, sovente più realista del re".
Cosa è rimasto dello spirito del '94?
"E' rimasta la voglia di cambiare l'Italia. Un'Italia oggi profondamente diversa da quella di 20 anni fa. Per questo il partito si deve reinventare basandosi sugli stessi valori del 94 ma trovando linguaggi, sfide, sogni nuovi".
Del Debbio c'era come lei, allora. Dice che Berlusconi è ormai stretto da un cerchio più o meno magico.
"Lo conosco, continuerà a votare Forza Italia. Non aggiungiamo altro".