ROMA - "Quegli 80 euro sono una presa in giro". La stroncatura al decreto Irpef del governo Renzi arriva dal blog di Beppe Grillo, dopo le critiche che già da ieri il movimento 5 Stelle aveva riservato al decreto: "Per reagire ad una presa in giro - si legge nel post - bisogna innanzitutto essere consapevoli dell'inganno. E bisogna accorgersene prima che sia troppo tardi. Gli 80 euro non sono altro che il cavallo di Troia con cui Renzi vuole entrare in Europa per poi aprire i confini italiani all'austerity della Troika". E poi, con una battuta già sentita, dà a Renzi del #figlioditroika.
LEGGI / IL NO DELL'ABI: "BANCHE DANNEGGIATE"
Nell'analisi di Grillo, il bonus è una presa in giro per i seguenti motivi: "Innanzitutto non riguarderanno una platea di 10 milioni di italiani. Probabilmente saranno poco più della metà a riceverli, e solo a tempo determinato: solo chi si trova in una fascia di reddito compresa tra i 16 e i 24 mila euro lordi. Il bonus scatta infatti solo quando l'imposta lorda, cioè quella pre-applicazione delle detrazioni, è superiore agli sconti già previsti dalle leggi in vigore". Al momento però non c'è traccia di questo (poco chiaro) meccanismo che il capo del M5s denuncia: forse bisognerà attendere il decreto scritto e pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
LA SCHEDA / LE MISURE DEL BONUS IRPEF
Ma le critiche non mancano nemmeno dalla sinistra: "Con una mano dà, con l'altra toglie". La lista Tsipras non è affatto tenera con il governo. "La riduzione dell'Irpef di Renzi - si legge sul sito del partito del leader della sinistra greco candidato alle europee - esclude gli incapienti, cioè quelli inferiori a ottomila euro, e le partite Iva, rimandando sine die un intervento a loro favore. Gli 80 euro, definiti come strutturali, in più in busta paga hanno coperture incerte e dubbie, soprattutto per quanto riguarda il 2015".
LE COPERTURE E IL TETTO AGLI STIPENDI DEI MANAGER
"Una mossa elettorale". "I tagli alla difesa", continua il comunicato della lista Tsipras, "sono modesti. Non si parla di riduzione ma di spostamento del programma di acquisto degli F35! Quanto alla dichiarazione di Renzi che non si tratta di un provvedimento elettorale perché le misure vengono dopo il voto viene quasi da ridere - ma ci manca la voglia -, trattandosi di un decreto che ha efficacia subito".
Il nodo F35. Sulla questione del taglio di 150 milioni al programma di aerei F35, arrivano critiche. Il senatore Lorenzo Battista, ex M5S, ha scritto su Facebook che, in questo modo, "Renzi praticamente compra un aereo in meno". Critica anche Sel: "Così si taglia un aereo e un'ala".
Critica anche Forza Italia: "Balle". Sulla stessa linea Forza Italia. Per il vice presidente del Senato, Maurizio Gasparri, "gli aiutini di Renzi sono uno spot elettorale. Le sue misure escludono pensionati, artigiani, lavoratori autonomi e chi ha un reddito al di sotto degli ottomila euro. Sono interventi estemporanei, il tempo delle elezioni, fortemente discriminatori e soprattutto non strutturali. Non esistono per il prossimo anno e le coperture sono un punto interrogativo. Renzi ha sparato le solite balle, anche se accontare bene".
Morando: "Coperture anche nel 2015 e 2016". Il decreto, però, è "solo l'inizio". A dirlo è il viceministro dell'Economia Enrico Morando in un'intervista ad Avvenire. "Nei prossimi tre anni si andrà avanti, ma con una riconversione delle coperture", ha precisato Morando: "Le ulteriori riduzioni del cuneo fiscale saranno finanziate con la lotta all'evasione; i frutti della revisione della spesa serviranno invece per il resto, per creare un sistema universale di ammortizzatori sociali, per la formazione del capitale umano e per la ricerca". "I gufi si basano su un argomento che in apparenza pare fondato", ha continuato Morando, "la parziale copertura per il 2014 con misure di carattere straordinario. Ma la sostanza è quello che conta e questa dice, come dimostra il Def, che dalla spending review sono attesi 17 miliardi nel 2015 e 32 nel 2016".
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Sinistra Pd: "Sì alla fiducia". La sinistra Pd pare conciliante nei confronti di Renzi. In un'intervista, l'ex ministro del Lavoro Cesare Damiano ha detto che "se il governo dovesse decidere di porre la questione di fiducia sul testo del decreto lavoro com'è uscito dalla nostra commissione, noi del Pd saremmo d'accordo". "Il Pd sul dl lavoro non è diviso", ha continuato Damiano, "e non ha lavorato nè contro il governo nè per spaccare la maggioranza, ma solo per migliorare il testo".
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Nell'analisi di Grillo, il bonus è una presa in giro per i seguenti motivi: "Innanzitutto non riguarderanno una platea di 10 milioni di italiani. Probabilmente saranno poco più della metà a riceverli, e solo a tempo determinato: solo chi si trova in una fascia di reddito compresa tra i 16 e i 24 mila euro lordi. Il bonus scatta infatti solo quando l'imposta lorda, cioè quella pre-applicazione delle detrazioni, è superiore agli sconti già previsti dalle leggi in vigore". Al momento però non c'è traccia di questo (poco chiaro) meccanismo che il capo del M5s denuncia: forse bisognerà attendere il decreto scritto e pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
LA SCHEDA / LE MISURE DEL BONUS IRPEF
Ma le critiche non mancano nemmeno dalla sinistra: "Con una mano dà, con l'altra toglie". La lista Tsipras non è affatto tenera con il governo. "La riduzione dell'Irpef di Renzi - si legge sul sito del partito del leader della sinistra greco candidato alle europee - esclude gli incapienti, cioè quelli inferiori a ottomila euro, e le partite Iva, rimandando sine die un intervento a loro favore. Gli 80 euro, definiti come strutturali, in più in busta paga hanno coperture incerte e dubbie, soprattutto per quanto riguarda il 2015".
LE COPERTURE E IL TETTO AGLI STIPENDI DEI MANAGER
"Una mossa elettorale". "I tagli alla difesa", continua il comunicato della lista Tsipras, "sono modesti. Non si parla di riduzione ma di spostamento del programma di acquisto degli F35! Quanto alla dichiarazione di Renzi che non si tratta di un provvedimento elettorale perché le misure vengono dopo il voto viene quasi da ridere - ma ci manca la voglia -, trattandosi di un decreto che ha efficacia subito".
Il nodo F35. Sulla questione del taglio di 150 milioni al programma di aerei F35, arrivano critiche. Il senatore Lorenzo Battista, ex M5S, ha scritto su Facebook che, in questo modo, "Renzi praticamente compra un aereo in meno". Critica anche Sel: "Così si taglia un aereo e un'ala".
Critica anche Forza Italia: "Balle". Sulla stessa linea Forza Italia. Per il vice presidente del Senato, Maurizio Gasparri, "gli aiutini di Renzi sono uno spot elettorale. Le sue misure escludono pensionati, artigiani, lavoratori autonomi e chi ha un reddito al di sotto degli ottomila euro. Sono interventi estemporanei, il tempo delle elezioni, fortemente discriminatori e soprattutto non strutturali. Non esistono per il prossimo anno e le coperture sono un punto interrogativo. Renzi ha sparato le solite balle, anche se accontare bene".
Morando: "Coperture anche nel 2015 e 2016". Il decreto, però, è "solo l'inizio". A dirlo è il viceministro dell'Economia Enrico Morando in un'intervista ad Avvenire. "Nei prossimi tre anni si andrà avanti, ma con una riconversione delle coperture", ha precisato Morando: "Le ulteriori riduzioni del cuneo fiscale saranno finanziate con la lotta all'evasione; i frutti della revisione della spesa serviranno invece per il resto, per creare un sistema universale di ammortizzatori sociali, per la formazione del capitale umano e per la ricerca". "I gufi si basano su un argomento che in apparenza pare fondato", ha continuato Morando, "la parziale copertura per il 2014 con misure di carattere straordinario. Ma la sostanza è quello che conta e questa dice, come dimostra il Def, che dalla spending review sono attesi 17 miliardi nel 2015 e 32 nel 2016".
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Sinistra Pd: "Sì alla fiducia". La sinistra Pd pare conciliante nei confronti di Renzi. In un'intervista, l'ex ministro del Lavoro Cesare Damiano ha detto che "se il governo dovesse decidere di porre la questione di fiducia sul testo del decreto lavoro com'è uscito dalla nostra commissione, noi del Pd saremmo d'accordo". "Il Pd sul dl lavoro non è diviso", ha continuato Damiano, "e non ha lavorato nè contro il governo nè per spaccare la maggioranza, ma solo per migliorare il testo".
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