ROMA. "Ci sono grandi risparmi da fare in tutta la Difesa, ma parlare soltanto di numeri, di riduzioni degli aerei F-35, in questa fase è inutile e rischia di essere perfino controproducente". Il generale Vincenzo Camporini, ex capo dell'Aeronautica e poi della Difesa, oggi è il vice-presidente dell'Istituto affari internazionali. Ormai si occupa prevalentemente di politica internazionale. "Ma siccome credo che l'Italia voglia continuare ad avere delle forze armate, bisogna informare e ragionare correttamente su tutto, anche sugli F-35".
Perché dice che è inutile annunciare oggi nuovi tagli? Semplicemente perché da pilota vuole difendere gli F-35?
"No, io difendo tagli veri ed efficaci nella Difesa, sostengo un processo di razionalizzazione che ci porti a risparmiare. Ma per l'F35 dico una cosa: gli impegni economici che si prendono sono relativi ai singoli lotti anno per anno, e quindi non c'è bisogno di annunciare oggi quanti se ne compreranno alla fine. Se però oggi annunciamo un nuovo taglio drastico del numero totale, come è già stato fatto dal precedente governo Monti, ci spareremo nei piedi: avremo solamente una riduzione immediata del lavoro per le nostre industrie".
Per ragioni industriali il programma dunque è intoccabile?
"Per nulla, ma dobbiamo sapere cosa maneggiamo. Questo è innanzitutto un programma industriale in cui una volta tanto l'Italia si è mossa partendo 15 anni fa con visione. Noi non compriamo solo un aereo, ma contribuiamo a costruire un velivolo utile per le nostre Marina e Aeronautica. Con Alenia e con 50 industrie medie e piccole questo è un aereo anche italiano. Detto questo, nel modo in cui la Difesa ha impostato il programma ci sono molte economie possibili".
Ci fa degli esempi?
"I velivoli a decollo verticale che sono destinati in parte all'Aeronautica e in parte alla Marina per le portaerei possono essere acquistati più avanti, perché l'Aeronautica può iniziare ad operare con gli aerei convenzionali e la Marina ha a disposizione ancora per alcuni anni gli AV 8B ammodernati di recente. Ancora: è possibile ripensare alle due flotte separate con lo stesso velivolo create per Marina e Aeronautica. Così come avere due basi aeree principali separate per ciascuna delle forze armate. Rinunciando a questo schema, accentrando in un'unica base-madre le attività per l'F35 la Difesa avrebbe dei risparmi considerevoli. Io da mesi sostengo che nel programma F-35 noi faremmo una cosa saggia se addirittura evitassimo di etichettare gli aeroplani "Aeronautica" o "Marina" e li fornissimo a chi servono quando servono".
Sarebbe un'evoluzione concettuale notevole per le forze armate.
"Se riuscissimo a far cadere degli steccati che oggi sembrano insuperabili avremmo dei risparmi notevoli. Nel discorso di addio alla Difesa citai un mio insuccesso: non ero neppure riuscito ad unificare le 4 scuole di lingue che le forze armate tengono in piedi, inclusi i carabinieri! "
Perché dice che è inutile annunciare oggi nuovi tagli? Semplicemente perché da pilota vuole difendere gli F-35?
"No, io difendo tagli veri ed efficaci nella Difesa, sostengo un processo di razionalizzazione che ci porti a risparmiare. Ma per l'F35 dico una cosa: gli impegni economici che si prendono sono relativi ai singoli lotti anno per anno, e quindi non c'è bisogno di annunciare oggi quanti se ne compreranno alla fine. Se però oggi annunciamo un nuovo taglio drastico del numero totale, come è già stato fatto dal precedente governo Monti, ci spareremo nei piedi: avremo solamente una riduzione immediata del lavoro per le nostre industrie".
Per ragioni industriali il programma dunque è intoccabile?
"Per nulla, ma dobbiamo sapere cosa maneggiamo. Questo è innanzitutto un programma industriale in cui una volta tanto l'Italia si è mossa partendo 15 anni fa con visione. Noi non compriamo solo un aereo, ma contribuiamo a costruire un velivolo utile per le nostre Marina e Aeronautica. Con Alenia e con 50 industrie medie e piccole questo è un aereo anche italiano. Detto questo, nel modo in cui la Difesa ha impostato il programma ci sono molte economie possibili".
Ci fa degli esempi?
"I velivoli a decollo verticale che sono destinati in parte all'Aeronautica e in parte alla Marina per le portaerei possono essere acquistati più avanti, perché l'Aeronautica può iniziare ad operare con gli aerei convenzionali e la Marina ha a disposizione ancora per alcuni anni gli AV 8B ammodernati di recente. Ancora: è possibile ripensare alle due flotte separate con lo stesso velivolo create per Marina e Aeronautica. Così come avere due basi aeree principali separate per ciascuna delle forze armate. Rinunciando a questo schema, accentrando in un'unica base-madre le attività per l'F35 la Difesa avrebbe dei risparmi considerevoli. Io da mesi sostengo che nel programma F-35 noi faremmo una cosa saggia se addirittura evitassimo di etichettare gli aeroplani "Aeronautica" o "Marina" e li fornissimo a chi servono quando servono".
Sarebbe un'evoluzione concettuale notevole per le forze armate.
"Se riuscissimo a far cadere degli steccati che oggi sembrano insuperabili avremmo dei risparmi notevoli. Nel discorso di addio alla Difesa citai un mio insuccesso: non ero neppure riuscito ad unificare le 4 scuole di lingue che le forze armate tengono in piedi, inclusi i carabinieri! "