Politica

Toti: "I candidati Fi ai servizi sociali per solidarietà"

Il capolista nel Nordovest: "Dal Cavaliere parole misurate sulla sentenza. Ncd è la stampella della sinistra delle tasse. Supereremo il 20 per cento. Le nostre difficoltà dovute all'assenza del leader dalla tv per più di un anno. L'Italicum non va cambiato: il congresso permanente del Pd ostacola l'iter delle riforme"

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ROMA. E ora tutti ai servizi sociali. "I candidati di Forza Italia ritaglino qualche ora della loro campagna da dedicare a chi ha bisogno, come gesto di solidarietà a Berlusconi condannato a una pena ingiusta ancorché socialmente utile e come segnale di vicinanza della politica verso la gente comune". Giovanni Toti è capolista nel Nordovest, parla da Arcore, durante una pausa del vertice di Pasquetta al fianco del leader. Al lavoro per pianificare la campagna con i responsabili della comunicazione. Da oggi si parte.

Sarà un miracolo se Fi raggiungerà il 20 per cento dopo tutto quel che è successo, dice Berlusconi. È quella la soglia alla quale puntate, Giovanni Toti?
"Credo che un filo di scaramanzia da parte del presidente ci sia. Detto questo, lui è stato lontano dalla tv da oltre un anno mentre Renzi e Grillo l'hanno invasa, abbiamo subito una scissione benché innocua, ma grazie alle liste competitive, al presidente comunque in campo e a un buon programma per l'Europa, avremo la meglio. Puntiamo a un risultato sensibilmente superiore al venti".

Se Fi dovesse diventare il terzo partito, cambierebbe il vostro atteggiamento rispetto alle riforme? E soprattutto, proporreste una modifica dell'Italicum nel timore di non approdare al secondo turno?
"Il nostro approccio alle riforme non sarà mai legato a interessi di partito ma a quelli del Paese, tanto meno ci muoveremo in base al risultato di una competizione. Riteniamo che l'Italicum garantisca governabilità e bipolarismo. Non vogliamo cambiarlo, piuttosto vogliamo approvarlo al più presto. Più garanzia di questa? È il Pd semmai, e il suo congresso permanente, a ostacolare l'iter delle riforme".

Berlusconi ha parlato di "sentenza mostruosa" e "ingiustizia enorme". Nonostante gli avvertimenti del Tribunale la giustizia resterà al centro della campagna?
"La giustizia non è al centro della nostra campagna è al centro della vita politica da vent'anni e ha finito per falsarla. Quelle di Berlusconi sono state parole molto misurate, non si può chiedere a una persona innocente di dichiararsi colpevole, a meno che non ci si ispiri ai sistemi da paesi totalitari. Ha detto anche che accetta di buon grado i servizi sociali e che avrà giustizia dalle Corti europee. Dico di più: anche gli altri candidati dovrebbero dedicarsi per qualche ora ai servizi sociali. Sarebbe un modo intelligente per dimostrare vicinanza al presidente Berlusconi e a chi più bisogno. Da un male può nascere il bene".

Il Ncd sembra crescere nei sondaggi. Temete l'erosione?
"Escludo che rubino nostri elettori. Avranno qualche consenso da chi è ancora legato al vecchio modo di fare politica. Dovevano essere le sentinelle anti tasse, sono solo le stampelle della sinistra".

Renzi gioca in attacco con gli 80 euro e sostiene che la legislatura prosegue fino al 2018. E a sentire lui "anche Berlusconi lo sa". È così? Siete ormai rassegnati?
"Per il momento, sappiamo solo che quello di Renzi è il terzo governo che non passa per il voto degli elettori. Sappiamo che promette tanti ma le sue riforme sono al palo. Sappiamo che ha aiutato i dipendenti escludendo indigenti, pensionati e l'enorme popolo delle partite Iva, cioè i tartassati dalla crisi. Detto questo, la legislatura dura se è in grado di produrre risultati e riforme. Non è la quantità ma la qualità del tempo utilizzato a fare la differenza. Il premier lo tenga a mente. Meno propaganda, più fatti".
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