Riforme, domani Renzi da Napolitano. Boschi e Alfano: "Avanti anche senza Fi"
Dopo aver convocato Padoan sul decreto Irpef (poi firmato), il capo dello Stato vedrà il premier. Il ministro delle Riforme replica a Berlusconi sulla tenuta del patto del Nazareno: "Meglio rispettare impegno con cittadini, ma Forza Italia decida e ci faccia sapere". Alfano: "I voti ci sono, anche senza di loro"
ROMA - Dopo aver firmato il decreto del governo sull'Irpef non senza aver chiesto prima "ulteriori chiarimenti" al ministro dell'Economia Padoan, è assai probabile che domani il capo dello Stato incontri il premier Matteo Renzi. Il bonus da 80 euro in busta paga e le eventuali falle nella manovra primaverile sono questioni cruciali. Ma l'attenzione ora è puntata soprattutto sulle riforme. In particolare dopo l'allarme fatto scattare da Silvio Berlusconi, che ha definito il progetto del governo sul Senato "invotabile".
E' il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi, a replicare - dai microfoni del Tg5 - alle parole pronunciate ieri dal leader di Forza Italia a Porta a Porta, che paiono preludere a una rottura del patto siglato al Nazareno. "Credo che Berlusconi sia in campagna elettorale come tutti, che stia facendo un po' di calcoli, di valutazioni su cosa sia più conveniente".
SCHEDA: Riforme, i 5 punti che spaccano i dem
"Io p…
E' il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi, a replicare - dai microfoni del Tg5 - alle parole pronunciate ieri dal leader di Forza Italia a Porta a Porta, che paiono preludere a una rottura del patto siglato al Nazareno. "Credo che Berlusconi sia in campagna elettorale come tutti, che stia facendo un po' di calcoli, di valutazioni su cosa sia più conveniente".
SCHEDA: Riforme, i 5 punti che spaccano i dem
"Io p…
ROMA - Dopo aver firmato il decreto del governo sull'Irpef non senza aver chiesto prima "ulteriori chiarimenti" al ministro dell'Economia Padoan, è assai probabile che domani il capo dello Stato incontri il premier Matteo Renzi. Il bonus da 80 euro in busta paga e le eventuali falle nella manovra primaverile sono questioni cruciali. Ma l'attenzione ora è puntata soprattutto sulle riforme. In particolare dopo l'allarme fatto scattare da Silvio Berlusconi, che ha definito il progetto del governo sul Senato "invotabile".
E' il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi, a replicare - dai microfoni del Tg5 - alle parole pronunciate ieri dal leader di Forza Italia a Porta a Porta, che paiono preludere a una rottura del patto siglato al Nazareno. "Credo che Berlusconi sia in campagna elettorale come tutti, che stia facendo un po' di calcoli, di valutazioni su cosa sia più conveniente".
SCHEDA: Riforme, i 5 punti che spaccano i dem
"Io penso - ha proseguito Boschi - che sia preferibile rispettare gli impegni con i cittadini e non fare marcia indietro all'ultimo minuto. Però saranno valutazioni di Forza Italia. Ci farà sapere Fi se mantiene gli impegni o meno". E ancora: Sulle riforme "sono molto, molto fiduciosa perchè i numeri ci sono per arrivare ad un'approvazione, mi auguro anche con Forza Italia, ma altrimenti dobbiamo comunque andare avanti con i numeri che abbiamo". In serata anche il leader del Nuovo centrodestra, Angelino Alfano, lancia l'avvertimento. "E' la stessa scena di sei mesi fa. Rivivo gli stessi giorni del governo Letta. Prima ha detto di sì, poi ha detto di nì e poi ha detto di no. Gli italiani meritano chiarezza. Noi siamo convinti che i numeri per approvare le riforme ci siano anche senza Forza Italia e poi sarà il popolo con il referendum a decidere se le vuole o non le vuole e siamo convinti che vinceremo il referendum. Quindi, ci siamo noi, anche senza Forza Italia".
Luigi Zanda, presidente dei senatori Pd, in un'intervista a Repubblica dice: "Berlusconi ripete lo stesso copione da vent'anni. Fa propaganda, è un disco stonato. Rende più complicato fare le riforme, ma non le allontana".
A Zanda replica Maurizio Gasparri, senatore di Fi: "'Mentre Berlusconi ha semplicemente preso atto del fatto che il Pd è lacerato sulle riforme costituzionali e non solo, Zanda si abbandona a insulti e offese gratuite nei confronti del nostro leader sfoggiando un repertorio logoro e inutile. Il ritorno in campo di Berlusconi preoccupa la sinistra".
Il vicesegretario Pd, Debora Serracchiani, avverte: "Siamo gli unici a non temere nulla da un eventuale voto ma mi chiedo a chi convegna".
E' il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi, a replicare - dai microfoni del Tg5 - alle parole pronunciate ieri dal leader di Forza Italia a Porta a Porta, che paiono preludere a una rottura del patto siglato al Nazareno. "Credo che Berlusconi sia in campagna elettorale come tutti, che stia facendo un po' di calcoli, di valutazioni su cosa sia più conveniente".
SCHEDA: Riforme, i 5 punti che spaccano i dem
"Io penso - ha proseguito Boschi - che sia preferibile rispettare gli impegni con i cittadini e non fare marcia indietro all'ultimo minuto. Però saranno valutazioni di Forza Italia. Ci farà sapere Fi se mantiene gli impegni o meno". E ancora: Sulle riforme "sono molto, molto fiduciosa perchè i numeri ci sono per arrivare ad un'approvazione, mi auguro anche con Forza Italia, ma altrimenti dobbiamo comunque andare avanti con i numeri che abbiamo". In serata anche il leader del Nuovo centrodestra, Angelino Alfano, lancia l'avvertimento. "E' la stessa scena di sei mesi fa. Rivivo gli stessi giorni del governo Letta. Prima ha detto di sì, poi ha detto di nì e poi ha detto di no. Gli italiani meritano chiarezza. Noi siamo convinti che i numeri per approvare le riforme ci siano anche senza Forza Italia e poi sarà il popolo con il referendum a decidere se le vuole o non le vuole e siamo convinti che vinceremo il referendum. Quindi, ci siamo noi, anche senza Forza Italia".
Luigi Zanda, presidente dei senatori Pd, in un'intervista a Repubblica dice: "Berlusconi ripete lo stesso copione da vent'anni. Fa propaganda, è un disco stonato. Rende più complicato fare le riforme, ma non le allontana".
A Zanda replica Maurizio Gasparri, senatore di Fi: "'Mentre Berlusconi ha semplicemente preso atto del fatto che il Pd è lacerato sulle riforme costituzionali e non solo, Zanda si abbandona a insulti e offese gratuite nei confronti del nostro leader sfoggiando un repertorio logoro e inutile. Il ritorno in campo di Berlusconi preoccupa la sinistra".
Il vicesegretario Pd, Debora Serracchiani, avverte: "Siamo gli unici a non temere nulla da un eventuale voto ma mi chiedo a chi convegna".