ROMA - E' stato di fatto bocciato il disegno di legge sulla responsabilità civile dei magistrati, voluto fortemente dal centrodestra. I senatori del Pd, i parlamentari grillini e gli ex 5 Stelle hanno approvato, in commissione Giustizia del Senato, l'emendamento del M5S che cancella l'art.1, cioè il cuore del testo. Forza Italia parla di "toghe rosse" in azione. Protesta il Ncd. In serata, si è espresso anche il premier Matteo Renzi, ospite stasera a Porta a Porta, attaccando tra le righe Forza Italia e Berlusconi: "La responsabilità civile dei magistrati già c'è, con una procedura molto complicata. Abbiamo molti margini di lavoro, finché i toni saranno da derby ideologico e da campagna elettorale non ci potrà essere nessun intervento sulla giustizia, non finché ci sarà chi dice che la magistratura è un cancro".
"No alla responsabilità diretta dei magistrati". A darne notizia è stato Enrico Cappelletti, capogruppo del M5S in Commissione giustizia del Senato, in una nota in cui rivendica il "grande risultato" per il gruppo. "A favore dell'emendamento soppressivo - si legge - hanno votato M5S, Pd e Sel. Contro Forza Italia, Nuovo Centrodestra, Scelta Civica e Lega Nord. Abolendo l'articolo 1", ha spiegato Cappelletti, "sono state soppresse le norme che minavano l'indipendenza della magistratura nel nostro paese. In tutti gli ordinamenti dei paesi occidentali in caso di errore giudiziario non esiste infatti la previsione di responsabilità civile diretta dei magistrati: è infatti lo Stato che paga e poi si può rivalere a sua volta sul magistrato. Il disegno di legge rappresentava l'ennesimo tentativo berlusconiano di limitare l'indipendenza e l'autonomia della magistratura nel nostro paese".
Forza Italia furiosa. "Con un colpo di mano in Commissione Giustizia", ha dichiarato il senatore forzista Lucio Malan, "i senatori Pd e M5s hanno affossato il ddl Buemi-Nencini-Longo. Per i seguaci di Renzi e Grillo, dunque, i magistrati devono continuare ad essere gli unici cittadini che non subiscono alcuna conseguenza per i danni provocati dai loro errori, anche se clamorosi". Molto critico anche il collega Altero Matteoli: "Renzi ha mostrato tutti i suoi limiti, incapace di opporsi agli storici diktat che il Pd, ex Pci-Pds-Ds, subisce da certi influenti settori della magistratura". "In Commissione Giustizia c'è ormai una nuova maggioranza trasversale", ha aggiunto un altro senatore di Forza Italia, Franco Cardiello, "si tratta di un fatto politico che non potrà non avere conseguenze. Da oggi cambieremo atteggiamento".
I penalisti: "Rimane lo status quo". Non lesina critiche verso Pd e M5S neanche l'Unione Camere Penali: "La bocciatura dell'art. 1", si legge nella nota, "dimostra che è sempre presente un riflesso di protezione corporativa della magistratura all'interno di alcune forze politiche e che, dietro i proclami di cambiamento, si cela invece la volontà di mantenere lo status quo. Del resto la giustificazione che è stata addotta, cioè la necessità di evitare una forma di responsabilità diretta dei magistrati - proseguono i penalisti - è una bugia elettorale, poichè la norma affossata la responsabilità diretta non la prevedeva affatto".
La rabbia di Nencini. "E bravi!", ironizza amaro su Facebook Riccardo Nencini, segretario del Psi, vice ministro alle Infrastrutture e firmatario del ddl con Forza Italia. "Bocciato in Commissione l'art. 1 del disegno di legge Buemi-Nencini-Longo sulla responsabilità civile dei magistrati. Una bella prova di civiltà giuridica. Nonostante il crepuscolo berlusconiano, la giustizia continua a fare da spartiacque tra le forze politiche, producendo un danno agli italiani e a certa sinistra, prigioniera di stereotipi del passato. E dire che anche il premier Renzi era stato chiaro".
Il tira e molla sulla riforma. Nencini si riferisce allo scorso ottobre, quando Matteo Renzi aveva dichiarato che era necessario discutere su "una radicale riforma della giustizia che disciplini la responsabilità civile dei magistrati nel rispetto degli standard europei. Non un pasticcio all'italiana, quindi, ma una cosa seria che rappresenti la garanzia migliore per il magistrato serio". Il ddl di Forza Italia, però, non ha soddisfatto il Pd, che ha preferito votare con i Cinque stelle. Lo scorso dicembre un referendum promosso dai radicali per introdurre la responsabilità civile dei giudici era stato bocciato dalla Cassazione per mancanza delle firme necessarie.
"No alla responsabilità diretta dei magistrati". A darne notizia è stato Enrico Cappelletti, capogruppo del M5S in Commissione giustizia del Senato, in una nota in cui rivendica il "grande risultato" per il gruppo. "A favore dell'emendamento soppressivo - si legge - hanno votato M5S, Pd e Sel. Contro Forza Italia, Nuovo Centrodestra, Scelta Civica e Lega Nord. Abolendo l'articolo 1", ha spiegato Cappelletti, "sono state soppresse le norme che minavano l'indipendenza della magistratura nel nostro paese. In tutti gli ordinamenti dei paesi occidentali in caso di errore giudiziario non esiste infatti la previsione di responsabilità civile diretta dei magistrati: è infatti lo Stato che paga e poi si può rivalere a sua volta sul magistrato. Il disegno di legge rappresentava l'ennesimo tentativo berlusconiano di limitare l'indipendenza e l'autonomia della magistratura nel nostro paese".
Forza Italia furiosa. "Con un colpo di mano in Commissione Giustizia", ha dichiarato il senatore forzista Lucio Malan, "i senatori Pd e M5s hanno affossato il ddl Buemi-Nencini-Longo. Per i seguaci di Renzi e Grillo, dunque, i magistrati devono continuare ad essere gli unici cittadini che non subiscono alcuna conseguenza per i danni provocati dai loro errori, anche se clamorosi". Molto critico anche il collega Altero Matteoli: "Renzi ha mostrato tutti i suoi limiti, incapace di opporsi agli storici diktat che il Pd, ex Pci-Pds-Ds, subisce da certi influenti settori della magistratura". "In Commissione Giustizia c'è ormai una nuova maggioranza trasversale", ha aggiunto un altro senatore di Forza Italia, Franco Cardiello, "si tratta di un fatto politico che non potrà non avere conseguenze. Da oggi cambieremo atteggiamento".
I penalisti: "Rimane lo status quo". Non lesina critiche verso Pd e M5S neanche l'Unione Camere Penali: "La bocciatura dell'art. 1", si legge nella nota, "dimostra che è sempre presente un riflesso di protezione corporativa della magistratura all'interno di alcune forze politiche e che, dietro i proclami di cambiamento, si cela invece la volontà di mantenere lo status quo. Del resto la giustificazione che è stata addotta, cioè la necessità di evitare una forma di responsabilità diretta dei magistrati - proseguono i penalisti - è una bugia elettorale, poichè la norma affossata la responsabilità diretta non la prevedeva affatto".
La rabbia di Nencini. "E bravi!", ironizza amaro su Facebook Riccardo Nencini, segretario del Psi, vice ministro alle Infrastrutture e firmatario del ddl con Forza Italia. "Bocciato in Commissione l'art. 1 del disegno di legge Buemi-Nencini-Longo sulla responsabilità civile dei magistrati. Una bella prova di civiltà giuridica. Nonostante il crepuscolo berlusconiano, la giustizia continua a fare da spartiacque tra le forze politiche, producendo un danno agli italiani e a certa sinistra, prigioniera di stereotipi del passato. E dire che anche il premier Renzi era stato chiaro".
Il tira e molla sulla riforma. Nencini si riferisce allo scorso ottobre, quando Matteo Renzi aveva dichiarato che era necessario discutere su "una radicale riforma della giustizia che disciplini la responsabilità civile dei magistrati nel rispetto degli standard europei. Non un pasticcio all'italiana, quindi, ma una cosa seria che rappresenti la garanzia migliore per il magistrato serio". Il ddl di Forza Italia, però, non ha soddisfatto il Pd, che ha preferito votare con i Cinque stelle. Lo scorso dicembre un referendum promosso dai radicali per introdurre la responsabilità civile dei giudici era stato bocciato dalla Cassazione per mancanza delle firme necessarie.