ROMA - "L'emergenza del non lavoro" si combatte "cambiando un sistema-paese che ostacola l’innovazione, la sperimentazione, il coraggio, la fantasia". E quindi servono credito più facile e meno burocrazia. Gli auguri di buon primo maggio di Matteo Renzi agli italiani arrivano sotto forma di una lettera pubblicata su Europa. Lettera in cui il premier rivendica i successi del governo (come gli 80 euro) e rilancia la riforma della Pubblica amministrazione presentata ieri.
"Da troppi anni ormai il tema del lavoro viene declinato come il tema del non-lavoro. Nelle case, in famiglia, con gli amici si parla di disoccupazione, non di lavoro, e la verità è che ci siamo un po’ tutti abituati a questo. Ci siamo assuefatti. Diamo per scontato che ormai è così, che non c’è niente da fare", scrive Renzi. E sarebbe difficile fare altrimenti, con il tasso dei disoccupati che è al 12,7% (gli ultimi dati sono di ieri), e quella giovanile addirittura al 42,7%.
La crisi, continua, "da noi è mille volte più grave a causa di un sistema-paese che ostacola l’innovazione, la sperimentazione, il coraggio, la fantasia. Pensiamo a quanti imprenditori, soprattutto giovani, hanno tante idee e validissimi progetti per far partire imprese nuove e che si trovano di fronte a una serie impressionante di porte chiuse quando chiedono un finanziamento, un’autorizzazione, un bollo, un permesso". Quindi la soluzione alla disoccupazione, dice Renzi, è dare maggior spazio all'impresa.
E non basta un intervento dall'alto: "Serve l’iniziativa di tutti, serve un concorso partecipato di idee", senza però "ripetere il copione del passato, con i tempi lunghissimi della politica tradizionale e delle infinite trattative".
Poi l'elenco dell'attività di governo: "L’intervento sulle buste paga per chi ha di meno, la riforma della pubblica amministrazione, le leggi sul mercato del lavoro, la prossima riforma fiscale, il pagamento dei debiti alle pubbliche amministrazioni: tasselli di un mosaico che tende a comporsi con l’obiettivo di ridare fiato all’economia italiana". E la conclusione: "Non basta" ma "ripartiamo da quello che c’è, e scrolliamoci di dosso la rassegnazione. Per cambiare, insieme, l’Italia. Buona Festa del lavoro"
"Da troppi anni ormai il tema del lavoro viene declinato come il tema del non-lavoro. Nelle case, in famiglia, con gli amici si parla di disoccupazione, non di lavoro, e la verità è che ci siamo un po’ tutti abituati a questo. Ci siamo assuefatti. Diamo per scontato che ormai è così, che non c’è niente da fare", scrive Renzi. E sarebbe difficile fare altrimenti, con il tasso dei disoccupati che è al 12,7% (gli ultimi dati sono di ieri), e quella giovanile addirittura al 42,7%.
La crisi, continua, "da noi è mille volte più grave a causa di un sistema-paese che ostacola l’innovazione, la sperimentazione, il coraggio, la fantasia. Pensiamo a quanti imprenditori, soprattutto giovani, hanno tante idee e validissimi progetti per far partire imprese nuove e che si trovano di fronte a una serie impressionante di porte chiuse quando chiedono un finanziamento, un’autorizzazione, un bollo, un permesso". Quindi la soluzione alla disoccupazione, dice Renzi, è dare maggior spazio all'impresa.
E non basta un intervento dall'alto: "Serve l’iniziativa di tutti, serve un concorso partecipato di idee", senza però "ripetere il copione del passato, con i tempi lunghissimi della politica tradizionale e delle infinite trattative".
Poi l'elenco dell'attività di governo: "L’intervento sulle buste paga per chi ha di meno, la riforma della pubblica amministrazione, le leggi sul mercato del lavoro, la prossima riforma fiscale, il pagamento dei debiti alle pubbliche amministrazioni: tasselli di un mosaico che tende a comporsi con l’obiettivo di ridare fiato all’economia italiana". E la conclusione: "Non basta" ma "ripartiamo da quello che c’è, e scrolliamoci di dosso la rassegnazione. Per cambiare, insieme, l’Italia. Buona Festa del lavoro"