Politica

Riforma Senato, Calderoli ricorre contro testo base del governo. Forza Italia si sfila

L'esponente leghista contro il voto in Commissione. Botta e risposta Boschi-Mineo. Renzi: "Nessun governo con Forza Italia, ma le regole del gioco non possiamo scriverle da soli. Se siamo buoni, arriviamo al 2018. L'Italia non sarà mai un Paese normale".

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ROMA - La Giunta del regolamento del Senato si riunirà martedì prossimo alle ore dodici. E' quanto ha stabilito il presidente dell'assemblea Pietro Grasso. Perché Roberto Calderoli non ci sta. E ha chiesto una convocazione urgente in merito all'ammissibilità del disegno di legge del Governo sulle riforme acquisito come testo base dalla commissione Affari costituzionali. Secondo Calderoli, il testo base per la riforma del Senato votato due giorni fa in Commissione è in contrasto con l'ordine del giorno del leghista, anch'esso votato nella stessa sede e che prevede un'Aula elettiva, e quindi non può essere la base della riforma costituzionale. "Il mio odg rende nullo il testo base", ha tuonato Calderoli. "Questa è la mia interpretazione".

Scontro Calderoli-Forza Italia. Nel pomeriggio, però, Forza Italia (che in Commissione aveva votato l'odg Calderoli ma anche il testo base del governo) ha ritirato le firme dalla richiesta del leghista, che ha risposto rabbioso: "Così si calpesta la Costituzione". In questo caso, potrebbe saltare la convocazione fissata da Grasso. "Secondo me", ha commentato la Presidente della Commissione Affari Costituzionali, Anna Finocchiaro (Pd), "non ci sono motivi per i quali la giunta potrebbe ritenere inammissibile l'adozione del ddl del governo. Ma staremo a vedere".

Le regioni contro l'ex ministro. "La nostra posizione è per l'elezione indiretta" del nuovo Senato. Lo ha ribadito oggi il presidente della Conferenza stato-regioni, Vasco Errani, a proposito dell'odg di Roberto Calderoli che prevede che il nuovo Senato sia eletto direttamente dai cittadini. Siamo per "un Senato di secondo livello non elettivo, con la partecipazione dei rappresentanti dei territori", ha aggiunto Errani.

Le risposte di Renzi. Sulle riforme, comunque, "non sto costruendo un governo con Silvio Berlusconi, non sto facendo accordi segreti con lui. Con lui voglio fare un accordo sulle riforme, perché le regole del gioco non dovrebbero essere scritte da soli" ma "insieme" agli altri partiti. Matteo Renzi, intervistato dalla rivista americana Time, ha risposto così alle critiche per l'intesa con il leader di Forza Italia.

"Il passato è la nostra forza". Il titolo dell'intervista al premier è eloquente: "L'Italia non sarà mai un Paese normale", sia in senso positivo che negativo: "Se fossimo un Paese normale", ha spiegato Renzi, "non avremmo Roma, Firenze o quella meraviglia di Venezia. Nel Dna degli italiani c'è un pizzico di follia che nella stragrande maggioranza dei casi è positiva. E' genio e talento". Ma, allo stesso tempo, "la pubblica amministrazione è troppo complicata. Abbiamo una burocrazia complicata e un pessimo sistema politico. Noi dobbiamo rendere l'Italia un Paese normale dal punto di vista del sistema politico". "Il passato", ha continuato il premier, "è la nostra forza ma rischia di essere la nostra rovina se camminiamo con lo sguardo rivolto all'indietro".

"Siamo buoni". "Se si è buoni, il Parlamento arriverà al 2018 perché i membri sono consapevoli della fondamentale importanza del processo di riforme iniziato", ha continuato Renzi durante l'intervista. "Se si vuol essere maligni, si può pensare che è l'istinto di sopravvivenza a prevalere in Parlamento", ragion per cui in gran parte "ora stanno stringendo i denti. Ma io sono buono, non ho dubbi che la ragione sia la prima".

Mineo contro Boschi. Ma le acque sono ancora agitate nell'esecutivo, soprattutto nel Partito Democratico, dopo il sì alla fiducia sul Dl Lavoro da parte del Senato e soprattutto l'approvazione del testo base del governo sulla riforma costituzionale di Palazzo Madama. Corradino Mineo, dopo le polemiche sul suo rifiuto di versare una donazione al Pd, ha dichiarato: "Sono in Senato solo da un anno, ma penso che la legittimità politica di un documento che tiene conto di 27-28 ore di dibattito", ha detto Mineo, riferendosi all'odg Calderoli sulla riforma del Senato approvato prima del testo base del governo, "sia superiore rispetto ad un testo base (quello Boschi del governo, ndr) scritto prima e in parte contraddetto da quel documento".

Ma il ministro non ci sta. La polemica tra Mineo e il ministro delle Riforme Boschi, tuttavia, è andata avanti per tutto il giorno. Il ministro, infatti, aveva dichiarato in un'intervista ad Avvenire: "Non lo nego: avrei preferito che Mineo avesse votato a favore. Ci dovrebbe essere un senso di appartenenza a un gruppo. Se decidi di rimanere dentro a un gruppo, e non è un obbligo, è perchè condividi quel progetto politico".

"Dopo le europee". Nel corso dell'intervista, Boschi ha anche parlato della tempistica delle riforme: "Se in questo clima tutto elettorale qualcuno teme che il nostro obiettivo sia trarre vantaggio dalle riforme lo rassicuro: non abbiamo nessuna difficoltà a dire rinviamo anche il voto della Commissione a dopo le elezioni europee".

L'opposizione di Civati. In serata, è intervenuto sul suo blog anche Pippo Civati, già candidato alle primarie del Pd, sottolineando la sua contrarietà al testo base del governo approvato in Commissione: "Il governo rappresenta una maggioranza parlamentare alle cui indicazioni dovrebbe attenersi. Cercandone una molto ampia, come si era detto di voler fare. Attualmente quell'ampiezza sembra esserci, ma non necessariamente sul testo base che il governo ha voluto imporre".

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