ROMA - "Noi sotto ricatto di Matteo Renzi? Casomai è vero il contrario, siamo noi che potremmo ricattare Renzi non dandogli i voti per le riforme che vuole portare avanti". A dirlo è il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, in un'intervista rilasciata a TeleRoma56 e di cui viene fornita un'anticipazione, commentando il senatore della Lega, Roberto Calderoli, secondo il quale Forza Italia è sotto ricatto di Renzi. Parole che vengono divulgate nel giorno in cui l'ex premier ha iniziato l'affidamento ai servizi sociali nel centro di Cesano Boscone.
Leadership di Forza Italia, ruolo del partito rispetto al governo Renzi, riforma della giustizia e violenze allo stadio. Sono questi i temi affrontati da Berlusconi durante l'intervista: "Non credo che il leader debba scegliersi il successore, io l'ho fatto e mi è andata male. Penso che il leader venga fuori da solo. E' una questione di capacità, non è il papà che deve promuovere una successione. Gli italiani dello schieramento dei moderati a un certo punto dovranno individuare una persona che possa guidarli", sottolinea quando gli chiedono se non tema che venga riservato lo stesso trattamento giudiziario alla figlia Marina Berlusconi, qualora lei decida di scendere in campo.
Ma sull'ipotesi di un ritorno alle 'larghe intese', stavolta è perentorio: "Siamo all'opposizione di questo governo e non vi potremmo rientrare neppure dopo le elezioni europee". E ancora: "Da oltre 50 anni il nostro parlamento non riesce a produrre una legge che sia invisa all'Associazione nazionale magistrati, ma non mi faccia dire altro perchè come sa non posso parlare di giustizia".
Sui fatti dell'Olimpico e sugli ultrà invece dice: "Non è giusto trattarli come una manica di violenti. Ci sono dei delinquenti che vanno individuati, ma il 98% degli ultrà del Milan e dell'Inter che ho conosciuto, sono persone appassionate di calcio".
In tema di riforme, in mattinata su Facebook era stato il presidente del Senato, Pietro Grasso, a scrivere: "Non possiamo più sottrarci al compito di rendere le nostre istituzioni più efficienti" ma "questo ineludibile impegno non può e non deve essere materia di campagna elettorale, di rivendicazioni di parte, di personalismi".
Leadership di Forza Italia, ruolo del partito rispetto al governo Renzi, riforma della giustizia e violenze allo stadio. Sono questi i temi affrontati da Berlusconi durante l'intervista: "Non credo che il leader debba scegliersi il successore, io l'ho fatto e mi è andata male. Penso che il leader venga fuori da solo. E' una questione di capacità, non è il papà che deve promuovere una successione. Gli italiani dello schieramento dei moderati a un certo punto dovranno individuare una persona che possa guidarli", sottolinea quando gli chiedono se non tema che venga riservato lo stesso trattamento giudiziario alla figlia Marina Berlusconi, qualora lei decida di scendere in campo.
Ma sull'ipotesi di un ritorno alle 'larghe intese', stavolta è perentorio: "Siamo all'opposizione di questo governo e non vi potremmo rientrare neppure dopo le elezioni europee". E ancora: "Da oltre 50 anni il nostro parlamento non riesce a produrre una legge che sia invisa all'Associazione nazionale magistrati, ma non mi faccia dire altro perchè come sa non posso parlare di giustizia".
Sui fatti dell'Olimpico e sugli ultrà invece dice: "Non è giusto trattarli come una manica di violenti. Ci sono dei delinquenti che vanno individuati, ma il 98% degli ultrà del Milan e dell'Inter che ho conosciuto, sono persone appassionate di calcio".
In tema di riforme, in mattinata su Facebook era stato il presidente del Senato, Pietro Grasso, a scrivere: "Non possiamo più sottrarci al compito di rendere le nostre istituzioni più efficienti" ma "questo ineludibile impegno non può e non deve essere materia di campagna elettorale, di rivendicazioni di parte, di personalismi".