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Burlando: "Puntavano a Sogin attraverso di me? Soltanto millanterie"

Il governatore della Liguria: conosco l'ad Casale ma non ho mai lavorato con lui. E nessuno mi ha chiesto di far da tramite

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GENOVA - "Non c'è una sola intercettazione in cui io parli con uno di questi", dice il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando, pd. Il suo nome è nelle intercettazioni della "cupola" che cercava di accaparrarsi gli appalti di Expo 2015. Lui, che era finito dentro alla prima Tangentopoli del '92 (arrestato, poi assolto e risarcito), spiega: "Quello che so l'ho letto sui giornali: questi parlavano tra di loro, mi pare di capire che il loro obiettivo fosse conoscere il nuovo capo di Sogin, ma nessuno mi ha mai contattato".

La "cupola" cercava un ponte con Riccardo Casale, genovese, nuovo amministratore delegato della Sogin, la società che ha come missione lo smantellamento delle centrali nucleari e lo smaltimento delle scorie. E per arrivare a Sogin, da chi vogliono passare? Dal governatore della Liguria. Al telefono, i componenti della lobby definiscono Casale "persona molto vicina ad Enrico Letta e Claudio Burlando". Sergio Cattozzo, l'intermediario ex segretario dell'Udc ligure, chiama il tesoriere del Pd genovese: "Se senti Burlando digli che Greganti lo vuole vedere".

Lei ha parlato di Casale con Greganti o con il tesoriere del suo partito?
"No, nessuno mi ha mai contattato per chiedermi se conosco Casale e se potevo presentarglielo. Ne parlano tra loro e poi non ci provano nemmeno. A parte il disgusto che provo per queste terminologie, "uomo di", non è neppure vero".

Non dica che non conosce Casale.
"Lo conosco, ma non abbiamo mai lavorato insieme. Per essere chiaro, non è mai stato messo da qualche parte per nomina mia. Nessuno mi ha mai chiesto di parlare di questa vicenda con lui o con altri. Ho l'impressione che ci siano delle millanterie. Cattozzo lo conosco assai poco. Quando sono arrivato in Regione era consigliere del teatro Carlo Felice. Alla scadenza lo cambiammo, il naturale ricambio ".

Ma perché hanno tirato in ballo proprio lei?
"Evidentemente perché avevano affari con Sogin; come avete pubblicato hanno provato ad impedire il cambio di vertice, non ci sono riusciti ed hanno cercato di contattare il nuovo amministratore delegato che è genovese. Ho letto che all'inizio avevano pure sbagliato Casale: pensavano fosse l'omonimo ex segretario genovese di Fi".

Sembra una nuova Tangentopoli.
"Forse non c'è la ramificazione di Tangentopoli ma è una cosa gravissima che potrebbe minare la credibilità di un paese che sta percorrendo un tornante fondamentale per il suo futuro".

Nelle intercettazioni si delineano rapporti tra il Pd e le cooperative? Se ne occupa Greganti, che lei conoscerà di sicuro.
"L'ho conosciuto quando aveva un ruolo nell'organizzazione delle Feste de L'Unità, ma non ho un rapporto di frequentazione. Tornando alla questione politica e affari, dipende molto da come ciascuno fa le cose nel suo ente e nel suo partito. Noi in Regione ci siamo dati un metodo per cui non ci può essere un "sistema" attorno a noi. Siamo stati forse la prima Regione italiana a fare la "Suar", la stazione unica appaltante: lavora con la Prefettura per controllare appalti e subappalti dalle infiltrazioni mafiose. Per il centrodestra, mi sembra che il nome del presidente della Lombardia, Roberto Maroni, non venga mai fuori. Il che dimostra che in tutte le realtà dipende da come uno lavora. Mi ha colpito la reazione di Renzi: il giorno degli arresti eravamo insieme a Genova e ha subito detto salviamo il progetto e buttiamo a mare chi ha responsabilità. Poi ha chiamato Cantone. Mi sembra una reazione giusta ".
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