WASHINGTON - "Io non so niente". Con queste parole, pronunciate in italiano, il segretario di Stato Usa John Kerry risponde alle domande sulle rivelazioni fatte nel libro dell'ex segretario al Tesoro Timothy Geithner su un presunto piano per far cadere Berlusconi nel 2011. "Assolutamente è la prima volta che ne sento parlare. Non ho letto il libro, dovete chiedere ad altre persone", aggiunge in inglese il capo della diplomazia americana durante la conferenza stampa seguita all'incontro con il ministro degli Esteri Federica Mogherini a Washington. E a chi gli chiede se abbia letto il libro risponde di no. Quindi, quasi a voler sgomberare il campo da qualsiasi illazione su trame segrete e complotti, assicura: "Se non fosse chiaro colgo questa occasione per ripeterlo. L'Italia è uno dei più importanti alleati degli Stati Uniti. Anzi penso di poter dire che la nostra alleanza non è mai stata più forte di quanto sia oggi".
"Voglio ringraziare l'Italia per il suo grande sforzo ed aiuto nell'eliminazione dell'arsenale chimico siriano offrendo il porto di Gioia Tauro per effettuare il trasbordo delle" armi chimiche di Assad sulla nave Usa Cape Ray, continua Kerry.
Da parte sua, Mogherini si concentra sulla crisi ucraina. "Nell'affrontarla - dice - dobbiamo tutti, Ue, Usa, G7 parlare con unica voce". Poi precisa che durante l'incontro con il segretario di Stato "non è stata discussa l'eventualità (di schierare) una forza di interposizione dell'Onu in Ucraina". "Il processo di dialogo che inizierà domani (oggi per chi legge, ndr) è necessario tanto più perché la violenza sul terreno non si sta fermando. Sappiamo che il dialogo nazionale non è una strada facile, la sua riuscita non è scontata, sappiamo però che non abbiamo altra strada da percorrere. Il nostro obiettivo è avere un'Ucraina indipendente, territorialmente integra e sovrana, la strada è far dialogare le parti, non c'è altra alternativa".
Oltre che della crisi ucraina, durante l'incontro svoltosi al dipartimento di Stato Kerry e Mogherini hanno parlato del caso dei marò italiani bloccati in India e di quello delle studentesse rapite in Nigeria. E tra gli argomenti che stanno più a cuore agli Stati Uniti spicca l'Expo 2015, per la quale il responsabile della diplomazia statunitense ha tenuto a ringraziare in modo particolare il nostro Paese, per aver messo l'accento sulla sicurezza alimentare per tutti e le risorse mondiali disponibili.
"Voglio ringraziare l'Italia per il suo grande sforzo ed aiuto nell'eliminazione dell'arsenale chimico siriano offrendo il porto di Gioia Tauro per effettuare il trasbordo delle" armi chimiche di Assad sulla nave Usa Cape Ray, continua Kerry.
Da parte sua, Mogherini si concentra sulla crisi ucraina. "Nell'affrontarla - dice - dobbiamo tutti, Ue, Usa, G7 parlare con unica voce". Poi precisa che durante l'incontro con il segretario di Stato "non è stata discussa l'eventualità (di schierare) una forza di interposizione dell'Onu in Ucraina". "Il processo di dialogo che inizierà domani (oggi per chi legge, ndr) è necessario tanto più perché la violenza sul terreno non si sta fermando. Sappiamo che il dialogo nazionale non è una strada facile, la sua riuscita non è scontata, sappiamo però che non abbiamo altra strada da percorrere. Il nostro obiettivo è avere un'Ucraina indipendente, territorialmente integra e sovrana, la strada è far dialogare le parti, non c'è altra alternativa".
Oltre che della crisi ucraina, durante l'incontro svoltosi al dipartimento di Stato Kerry e Mogherini hanno parlato del caso dei marò italiani bloccati in India e di quello delle studentesse rapite in Nigeria. E tra gli argomenti che stanno più a cuore agli Stati Uniti spicca l'Expo 2015, per la quale il responsabile della diplomazia statunitense ha tenuto a ringraziare in modo particolare il nostro Paese, per aver messo l'accento sulla sicurezza alimentare per tutti e le risorse mondiali disponibili.