Politica

Prescrizione, stop dopo il primo grado

Il governo ha intenzione di presentare un proprio testo al Senato, dove c'è anche l'ex ddl Grasso

2 minuti di lettura
ROMA - Sei anni per chi auto-ricicla denaro sporco, 5 per chi falsa i bilanci delle imprese, prescrizione bloccata dopo la sentenza di primo grado. Tutto nel disegno di legge Orlando che già contiene l'associazione mafiosa punita più duramente di oggi, fino a 15 anni, e una politica penale sui sequestri e le confische che stringe molto di più i criminali, ma fa vivere le aziende.

In via Arenula, con un occhio attento a quel che succede in Senato, lievita il provvedimento che, per il suo contenuto, per la prima volta dopo ormai 12 anni, invertirà la storia della giustizia sulle leggi ad personam (quella sul falso in bilancio e la famosa ex Cirielli). Un risultato non da poco per il Pd, che però deve "tenere con sé" anche gli alfaniani di Ncd, e soprattutto non deve distrarsi sulle mosse di M5S.

Ovviamente si tratta di scelte delicatissime. Esse hanno alle spalle, come nel caso della prescrizione, ampi studi di commissioni di esperti (quella di Fiorella, nel caso di specie), ma l'ultima parola spetta alla politica. E quando di mezzo ci sono reati come il falso in bilancio o addirittura la prescrizione, anche un ministro attento al dialogo come il Guardasigilli Andrea Orlando, dovrà spendere tutta la sua energia e capacità di manovra governativa e parlamentare per portare a casa un risultato significativo e non un mero compromesso, su cui peserebbero poi gli attacchi di Grillo.

I punti fermi che, al momento, si possono mettere in fila vanno distinti a metà tra le novità delle misure e la strategia governativo-parlamentare per portarle a casa. Innanzitutto. Il reato più "avanti" come elaborazione è l'auto-riciclaggio, visto che il testo è a palazzo Chigi già da tre settimane, con un certo malcelato fastidio di via Arenula per essere ancora "in lista di attesa". Ma alla fine, proprio questa attesa, potrebbe giocare a favore di Orlando, che dopo il voto del 25, potrà spendere un provvedimento assai più importante. Anche il falso in bilancio non è indietro.

L'idea è di tornare al vecchio testo pre-azzeramento di Berlusconi, con una pena massima di 5 anni che consentirà le intercettazioni. La pagina più indietro, e anche quella di stesura più complessa, è la prescrizione, su cui l'ipotesi dello stop dopo il primo grado è molto gettonata.

Ma che rapporto c'è, in queste ore, tra Orlando e Pietro Grasso, il presidente del Senato che, nel suo primo giorno da senatore del Pd, aveva presentato un ddl anti-corruzione oggi tornato in auge? Spiegano, nei due palazzi, che sicuramente Orlando e Grasso non stanno litigando sulla primogenitura del progetto anti-corruzione. Non c'è una rivalità, o una sorta di gara a chi arriva per primo al traguardo. Il ddl Grasso, ormai, è diventato un ddl D'Ascola, dal nome del senatore Ndc Nico D'Ascola, avvocato di Reggio Calabria, referente di Niccolò Ghedini per Tarantini (l'uomo delle escort di Berlusconi), adesso nuovo legale di Scajola, che ne è il relatore e ha unificato le varie proposte sull'anti-corruzione.

Quel testo, che contiene pure auto-riciclaggio e falso in bilancio, dovrebbe andare in aula il 27 maggio, i grillini spingono, la commissione si è già divisa. Ma, negli ultimi giorni, dal governo è emersa la volontà di condurre i giochi con un proprio testo. Che andrà sempre presentato al Senato per evitare inutili conflitti e perdite di tempo. Su questo, tra Grasso e Orlando, non ci sarebbero problemi.

Resta l'ultimo aspetto. L'intesa politica tra Pd e Ncd. In cauda venenum. Angelino Alfano, ex Guardasigilli di Berlusconi, ma oggi leader di Ncd e soprattutto ministro dell'Interno, ha già dato il suo via libera sul ripristino del falso in bilancio, e davvero non è poco. La sua parola dovrà poi valere anche al momento del voto. Resta il nodo della prescrizione, su cui l'ampio partito degli avvocati di sicuro darà battaglia aperta in Parlamento. 
I commenti dei lettori