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Chiamparino: "Rivali doppiati, adesso la riforma del Senato"

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TORINO - A metà pomeriggio Sergio Chiamparino ha ormai surclassato i due rivali che giocano solo per il secondo posto, il forzista Gilberto Pichetto e il grillino Davide Bono.

Chiamparino, stressato per il testa a testa?
"Eh sì, ho preso da solo la somma dei loro voti. Nel podismo capita quando si doppiano i concorrenti. Un risultato notevole".

Rimaniamo nella metafora podistica. Lei corona una lunga marcia, iniziata non senza incomprensioni nel suo partito. Ricorda quando parlava di una sfida per il centrosinistra al Nord?
"Ricordo perfettamente. Era il 2010. Altri tempi e anche un'altra sinistra. Oggi quel progetto può davvero cominciare. Il Nord è tornato ad essere verde solo per i suoi prati e non per il colore politico. La Lega governa Lombardia e Veneto, ma il Friuli di Deborah Serracchiani e il Piemonte sono del centrosinistra".

I maligni dicono che il governatore leghista della Lombardia, Roberto Maroni, andrà d'accordo più facilmente con lei che con Roberto Cota...
"L'ho sentita circolare anche io. E' vero che ritengo di avere un buon rapporto con Maroni fin da quanto lui era ministro dell'Interno. Ma non è questa oggi la mia principale preoccupazione. Con la Lombardia dovremo collaborare in modo stretto per far riuscire al meglio l'Expo del prossimo anno e per fare in modo che la manifestazione possa portare vantaggi anche in Piemonte".

Qual è la ricetta del centrosinistra per il Nord?
"Credo che si debba riconoscere non solo al Nord ma a tutte le diverse aree del Paese un livello di autonomia e di federalismo che ci permetta di discutere le proposte alla pari con il governo centrale. Per questo penso che la riforma del Senato come Camera dei territori sia una proposta da attuare subito".

Crede che Renzi sarà d'accordo?
"Con Renzi siamo stati sindaci insieme, io a Torino e lui a Firenze. Insieme avevamo pensato da tempo a un proposta di riforma del Senato come quella che si sta per realizzare ".

I critici replicano che un Senato di assessori e non di membri eletti direttamente è un errore. Come risponde?
"Non capisco le ironie contro gli amministratori locali: anche loro hanno una legittimazione elettorale. Comunque non mi impiccherei alle formule. Se serve l'elezione diretta di una parte dei Senatori, io da Presidente del Piemonte non mi opporrò certo. L'aspetto decisivo è che nel nuovo Senato siano rappresentanti i Comuni e le Regioni. Perché il nuovo Senato dovrebbe servire da contrappeso istituzionale per le realtà locali. In questo modo si supererebbero quelle trattative di corto respiro, un territorio contro l'altro, che portano tutti a Roma alla Conferenza Stato- Regioni a cercare di strappare una briciola dei fondi già destinati al vicino".

Preferisce essere chiamato Presidente o Governatore?
"Presidente. Governatore mi ricorda Alberto Sordi che divenne governatore onorario di Kansas City. E Alberto Sordi è inarrivabile".

Nel suo programma per il Nord lei ha indicato il lavoro come la priorità. Come pensa di agire?
"Dobbiamo creare lavoro superando vecchi schemi. Si deve tendere a un'unica forma contrattuale che fornisca tutele gradualmente più forti ai dipendenti mano a mano che passano i mesi. E' una soluzione che renderebbe più flessibile il mercato del lavoro e potrebbe far aumentare le assunzioni. Certamente nel Nord, ma non solo".

Il mandato che lei inizia oggi sarà lungo. Decisivo sarà il rapporto con il governo. Vi siete sentiti con Renzi?
"Domenica sera gli ho fatto i complimenti con un sms. Mi ha risposto con "Forza Chiampa". E mi ha portato fortuna".
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