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Lotta alla corruzione, il governo accelera

Domani il decreto per dare più poteri all'Authority. E la settimana prossima il ddl su falso in bilancio, prescrizione allungata e reato di autoriciclaggio

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ROMA - Poteri a Cantone subito, domani in consiglio dei ministri. Legge anti-corruzione a tamburo battente, già la prossima settimana. Un duo Renzi-Orlando che matura nell'arco di poche ore. Inevitabilmente, l'inchiesta di Venezia provoca questo duplice effetto. Il primo parte da palazzo Chigi e riguarda i nuovi poteri del commissario contro la corruzione che andranno a mescolarsi con nuove regole anche per la gestione ordinaria di Expo e con delle novità giuridiche molto concrete soprattutto sul punto delle revoche di appalti a imprese coinvolte nelle inchieste giudiziarie. Il secondo effetto matura in via Arenula, dove il ministro della Giustizia Andrea Orlando rompe gli indugi, incontra al Senato il capogruppo Pd Luigi Zanda e i componenti Dem della commissione Giustizia, e annuncia la sua mossa: il disegno di legge anti-corruzione, che fino a 12 ore prima sembrava programmato per la fine di giugno, anticipa nettamente la sua corsa. Sarà approvato dal consiglio dei ministri per la metà del mese, già si parla del 13 giugno, con una spinta in avanti del tutto imprevista rispetto alle esitazioni dei giorni precedenti. L'obiettivo è chiudere almeno al Senato la legge, già in aula, per fine giugno.

Partiamo da Cantone e dai suoi poteri. Con un Renzi che, nell'incontro a palazzo Chigi con il commissario, gli avrebbe ampiamente garantito quegli spazi di manovra che il magistrato, anche con una certa asprezza e ai limiti della rottura ("Non vado a Milano in gita"), ha chiesto sin dal momento della sua nomina. Ancora ieri sera, sempre nel palazzo del governo, Cantone ha incontrato a lungo il capo dell'ufficio legislativo Antonella Manzione per un confronto su una materia assai delicata. A partire dalla questione delle questioni, se e come revocare gli appalti alle aziende che si sono fatte coinvolgere nel malaffare.

Un problema che riguarda non solo Cantone, ma la stessa gestione di Expo e il commissario Rodolfo Sala. È molto probabile che s'imponga un'idea dello stesso Cantone (che l'ex pm spiega nell'intervista qui a fianco) e cioè l'applicazione rigida del "patto di integrità" previsto dalla legge Severino, per cui un'impresa aggiudicataria sottoscrive il patto e se lo viola perde l'appalto. In base al decreto, Cantone avrà uomini e mezzi per Milano, mentre dovrà aspettare per veder potenziata la sua Authority a Roma. In sintesi, per Expo, il commissario incasserà un ampio potere di controllo sugli appalti vecchi e nuovi, sui bandi di gara, sulle regole di aggiudicazione. Quanto alla manovra anticorruzione qui le novità non sono da poco. Perché il Guardasigilli Orlando, che già la sera prima aveva deciso di presentare un suo ddl con le nuove norme sul falso in bilancio (punito fino a 5 anni come prima della riforma di Berlusconi), sull'auto-riciclaggio (fino a 8 anni), sulla prescrizione (bloccata o subito dopo il rinvio a giudizio o dopo la sentenza di primo grado), a leggere le prime agenzie su Venezia ha deciso di anticipare ancora. "Era una scelta inevitabile " ha detto con i suoi collaboratori. Ed è andato al Senato dove, in commissione Giustizia, è già in discussione il ddl Grasso, di materia omologa. Se martedì sera, il sottosegretario Cosimo Maria Ferri aveva già fermato i lavori preannunciando la mossa del governo, ieri Orlando l'ha anticipata. Pieno l'appoggio del Pd, arrivato dal capogruppo Zanda. La discussione in aula prevista per il 10 giugno slitterà al 25, e ci sarà tutto il tempo per l'integrazione dei due testi, quello del governo e il ddl Grasso, in commissione. Lo stesso avverrà alla Camera, dov'è partita la discussione sulla proposta Ferranti in tema di corruzione. Con le inchieste giudiziarie che incombono rinviare ancora sarebbe stato impossibile. Né la via di progressivi emendamenti del governo sui testi parlamentari, che pure è stata presa in considerazione, è parsa la più opportuna per far approvare rapidamente le nuove norme. Del resto, il ddl Orlando è già da tempo a palazzo Chigi. Copre un inasprimento delle leggi antimafia, come un'associazione mafiosa punita più severamente, e l'autoriciclaggio. Verrà aggiunto il falso in bilancio, in versione pre-Berlusconi, che rappresenta una vera inversione di rotta rispetto alla stagione delle leggi ad personam.
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