Corruzione, il Pd fa pulizia: cambia il codice etico
Giovanna Casadio, di GIOVANNA CASADIOLotti: diamoci da fare per attuare le parole di Renzi. Rilanciata l'idea di un'anagrafe patrimoniale degli eletti
ROMA - Lo sconquasso Mose tra tangenti, finanziamenti illeciti e l'arresto del sindaco del centrosinistra Giorgio Orsoni. La tangentopoli dell'Expo con il ritorno del "compagno G", Primo Greganti. Il "sistema Sesto" e il coinvolgimento di Filippo Penati, che fu a capo del coordinamento dem all'epoca di Bersani. L'arresto di Francantonio Genovese, ex leader regionale democratico in Sicilia. È l'elenco che Matteo Renzi scorre in questi giorni. E il premier, questa volta nella veste di segretario del Pd, ha deciso che il partito ha bisogno di una scossa: "Si farà pulizia, andando a toccare anche il codice etico".
Ne ha parlato con Luca Lotti, il sottosegretario a cui è affidata nel Pd l'organizzazione. Lotti ha un ruolo-chiave e nelle riunioni che già ci sono state, ha incalzato: "Le
parole di Matteo contro la corruzione sono un monito, ora diamoci da fare". Significa che la pulizia deve cominciare. Ogni strumento va affin…
Ne ha parlato con Luca Lotti, il sottosegretario a cui è affidata nel Pd l'organizzazione. Lotti ha un ruolo-chiave e nelle riunioni che già ci sono state, ha incalzato: "Le
parole di Matteo contro la corruzione sono un monito, ora diamoci da fare". Significa che la pulizia deve cominciare. Ogni strumento va affin…
ROMA - Lo sconquasso Mose tra tangenti, finanziamenti illeciti e l'arresto del sindaco del centrosinistra Giorgio Orsoni. La tangentopoli dell'Expo con il ritorno del "compagno G", Primo Greganti. Il "sistema Sesto" e il coinvolgimento di Filippo Penati, che fu a capo del coordinamento dem all'epoca di Bersani. L'arresto di Francantonio Genovese, ex leader regionale democratico in Sicilia. È l'elenco che Matteo Renzi scorre in questi giorni. E il premier, questa volta nella veste di segretario del Pd, ha deciso che il partito ha bisogno di una scossa: "Si farà pulizia, andando a toccare anche il codice etico".
Ne ha parlato con Luca Lotti, il sottosegretario a cui è affidata nel Pd l'organizzazione. Lotti ha un ruolo-chiave e nelle riunioni che già ci sono state, ha incalzato: "Le
parole di Matteo contro la corruzione sono un monito, ora diamoci da fare". Significa che la pulizia deve cominciare. Ogni strumento va affinato, corretto, messo a punto: il codice etico e lo Statuto sono da cambiare e soprattutto da attuare. Ad esempio c'è la norma sull'anagrafe patrimoniale di tutti gli amministratori dem che è rimasta lettera morta. Complicata da realizzare? "Se si vuole, si fa", dichiara Felice Casson, senatore e veneto. Per il quale drammatica è la situazione che c'è in Comune a Venezia: "Va affrontata, è fortemente compromessa".
Tutto il Pd lo sa. Debora Serracchiani, vice segretario dem, ha incontrato ieri il Pd veneto: il vicesindaco di Venezia, Sandro Simionato, il segretario cittadino Emanuele Rosteghin, il segretario provinciale Marco Stradiotto e il segretario regionale Roger De Menech. Ha promesso che ci saranno "soluzioni limpide", visto il groviglio che si è creato dopo l'arresto di Orsoni, benché l'amministrazione comunale di Venezia dallo scandalo sia del tutto fuori. Ma il Pd veneto è sotto osservazione. A fare pulizia si comincia da qui.
De Menech annuncia che i Dem della laguna "saranno capofila per imporre trasparenza a ogni forma di finanziamento al partito". Già la prossima settimana ci sarà la direzione del Pd veneto. L'Assemblea nazionale del partito sabato prossimo parlerà di questione morale. Subito dopo, lunedì 16 è prevista la riunione della commissione di garanzia presieduta da Enrico Morando. Sebastiano Vassallo, che ne fa parte, ricorda il lavoro che è già in corso.
Tra i Democratici il clima resta teso: le polemiche su "vecchia guardia" compromessa e nuovi rottamatori non si sono placate, nonostante le dichiarazioni di Renzi ieri a Napoli, nell'intervista a RepIdee. Chiara Geloni, ex direttore di Youdem, su Huffington Post attacca Lotti che aveva preso le distanze da Orsoni, difendendo il Pd. Nico Stumpo osserva che il partito deve essere tanto intransigente quanto garantista: "Ma l'unico vero antidoto è selezionare e formare la classe dirigente". Le questioni di intrecciano. "Ma qui sono loschi affari privati, neppure cercavano i dirigenti dei partiti... ", si sfoga Pier Luigi Castagnetti, ex dc, che ha contribuito a scrivere il codice etico dem.
Ne ha parlato con Luca Lotti, il sottosegretario a cui è affidata nel Pd l'organizzazione. Lotti ha un ruolo-chiave e nelle riunioni che già ci sono state, ha incalzato: "Le
parole di Matteo contro la corruzione sono un monito, ora diamoci da fare". Significa che la pulizia deve cominciare. Ogni strumento va affinato, corretto, messo a punto: il codice etico e lo Statuto sono da cambiare e soprattutto da attuare. Ad esempio c'è la norma sull'anagrafe patrimoniale di tutti gli amministratori dem che è rimasta lettera morta. Complicata da realizzare? "Se si vuole, si fa", dichiara Felice Casson, senatore e veneto. Per il quale drammatica è la situazione che c'è in Comune a Venezia: "Va affrontata, è fortemente compromessa".
Tutto il Pd lo sa. Debora Serracchiani, vice segretario dem, ha incontrato ieri il Pd veneto: il vicesindaco di Venezia, Sandro Simionato, il segretario cittadino Emanuele Rosteghin, il segretario provinciale Marco Stradiotto e il segretario regionale Roger De Menech. Ha promesso che ci saranno "soluzioni limpide", visto il groviglio che si è creato dopo l'arresto di Orsoni, benché l'amministrazione comunale di Venezia dallo scandalo sia del tutto fuori. Ma il Pd veneto è sotto osservazione. A fare pulizia si comincia da qui.
De Menech annuncia che i Dem della laguna "saranno capofila per imporre trasparenza a ogni forma di finanziamento al partito". Già la prossima settimana ci sarà la direzione del Pd veneto. L'Assemblea nazionale del partito sabato prossimo parlerà di questione morale. Subito dopo, lunedì 16 è prevista la riunione della commissione di garanzia presieduta da Enrico Morando. Sebastiano Vassallo, che ne fa parte, ricorda il lavoro che è già in corso.
Tra i Democratici il clima resta teso: le polemiche su "vecchia guardia" compromessa e nuovi rottamatori non si sono placate, nonostante le dichiarazioni di Renzi ieri a Napoli, nell'intervista a RepIdee. Chiara Geloni, ex direttore di Youdem, su Huffington Post attacca Lotti che aveva preso le distanze da Orsoni, difendendo il Pd. Nico Stumpo osserva che il partito deve essere tanto intransigente quanto garantista: "Ma l'unico vero antidoto è selezionare e formare la classe dirigente". Le questioni di intrecciano. "Ma qui sono loschi affari privati, neppure cercavano i dirigenti dei partiti... ", si sfoga Pier Luigi Castagnetti, ex dc, che ha contribuito a scrivere il codice etico dem.